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Haimann: una controrivoluzione in ADCI, via il falso, spazio ai valori

ADVexpress TV ha fatto il punto con Emilio Haimann, presidente Hi!, sul posizionamento dell'agenzia da 10 anni sul mercato e ora in fase di crescita con una nuova sede; sulla questione della remunerazione e sulle prossime elezioni del presidente ADCI.

Come pubblicato da ADVexpress (vedi notizia correlata), Hi!, il Gruppo fondato da Emilio Haimann e Max Brun, si rafforza con l'ingresso di un nuovo socio, Guccio Tolomei, in qualità di ad di Milano e Roma. Una figura manageriale che racchiude una vasta esperienza in agenzia (come ad di Publicis Dialog e Modem) e in aziende come Johnson Wax, Braun, Gruppo Sme, RCS. Un segno di crescita per l'agenzia che l'anno scorso ha compiuto 10 anni, dotandosi anche di una sede romana, e che ora programma l'apertura di una nuova sede. L'obiettivo è quello di  esportare il proprio modello di agenzia indipendente, agile, flessibile, che offre ai clienti strategia e creatività a tutto tondo, competenze multidisciplinari per far crescere il business dei clienti e portare la creatività ad essere un valore aggiunto della comunicazione. Senza dimenticare il valore del proprio lavoro.

Guarda su ADVexpress TV  l'intervista video a Emilio Haimann, presidente Hi!

Una formula che potrebbe essere una via da seguire, per le agenzie, nell'impresa di ottenere dai clienti un livello di remunerazione adeguato al proprio valore. Come spiega Haimann, le strutture subiscono i danni di un sistema dovuto a meccanismi di dumping in parte generati dalle stesse multinazionali del settore che hanno fatto dimenticare alle aziende come, a fare la differenza non sia il servizio, ormai appiattito e per questo poco remunerato, ma soprattutto la creatività.

Haimann affronta anche il tema riguardante le elezioni del prossimo presidente dell'ADCI. Dopo essere stato socio dell'Associazione, due volte vicepresidente e 4 volte consigliere, Haimann ha deciso di non farne più parte perchè, spiega: "E' un sistema che non condivido. L'ADCI dovrebbe essere un club che raggruppa i migliori creativi italiani, mentre le persone che ne fanno parte ora mi sembrano più concentrate a farsi attribuire premi che a lavorare sulla buona creatività. Anche l'Annual, che dovrebbe essere il termometro della migliore creatività italiana, è diventato un raccoglitore di campagne finte, molte delle quali mai pianificate se non con qualche sporadica uscita, finalizzate a ottenere premi e non alle vendite di un prodotto. L'ADCI non presenzia nei momenti istituzionali importanti, non interviene sulle testate di settore, non possiede autorevolezza sul mercato mentre dovrebbe essere un punto di riferimento per creativi e aziende. Neppure condivido la regola che consente di entrare a far parte della giuria dell'Annual solo a coloro che hanno ricevuto riconoscimenti negli ultimi cinque anni.  E' una presunzione assurda,  scorretta. Serve una controrivoluzione in ADCI, che cancelli tutto ciò che è finto e dia spazio alla capacità creativa e ai valori reali".