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Il Festival significa networking e in futuro parlerà più italiano
Il patron della kermesse svizzera, Christian Cappe traccia un bilancio con ADVexpress sui risultati di questa decima edizione, ancora decisamente sbilanciata a favore della Francia. Circa 1000 gli intervenuti, 26 conferenze organizzate, 90 relatori di prestigio coinvolti e ben 3000 entries. Scopo dell'iniziativa, fare incontrare aziende, agenzie, e fornitori. A Fiat assegnato il Cristal d'Honneur per il rilancio del brand ma in futuro, assicura Cappe, la presenza italiana al Festival sarà maggiore.
La decima edizione del Cristal Festival a Crans Montana (Svizzera) si è appena conclusa. Con l'organizzatore e patron dell'iniziativa - Christian Cappe, general manager - facciamo un bilancio ecerchiamo di capire qual è il posizionamento di questa kermesse che punta ad assumere un ruolo sempre più internazionale nonostante sia ancora molto legato al mercato francese. Il palmares dice, infatti, che a vincere il 'Festival Grand Cristal' è stato il commercial viral Tipp-Ex, la campagna per il correttore prodotto da Bic Europe ideata dall'agenzia francese Buzzman. Per quanto riguarda le singole Sezioni, la Francia ha vinto nel Film, Cyber, Consumer Marketing, e Press. Agli altri le briciole: all'Inghilterra l'Outdoor e alla Slovacchia il Media. Nessun Cristal è stato invece assegnato nell'Integrated & Brand Content, come pure nella Radio. Risultati che si spiegano anche con una presenza predominante in giuria di professionisti d'Oltralpe, siano essi appartenenti al mondo delle aziende o delle agenzie.
Tiriamo le somme di questa decima edizione del Festival. Quali considerazioni si sente di fare?
“Partiamo da alcuni numeri, che ritengo molto importanti. Nella settimana dal 12 al 19 dicembre, si sono avvicendate ben mille persone, abbiamo organizzato 26 conferenze coinvolgendo 90 relatori e dato vita a 4 cerimonie di premiazione. In totale, i lavori iscritti sono stati 2.900, provenienti dai principali paesi europei, e dal Medio Oriente che hanno concorso per un premio che verrà assegnato a febbraio. Dal punto di vista qualitativo ormai è assodato che il mondo della comunicazione stia diventando sempre più complicato e frammentato. La sfida è affrontare questo scenario dove è necessario essere creativi anche nell'utilizzo delle nuove tecnologie. La risposta che arriva dai dibattiti e dalle conferenze che abbiamo organizzato dice che è necessario andare verso un approccio integrato ai diversi media e canali. Per capire quanto veloce e potente sia il cambiamento in atto basta guardare a qual era lo scenario fino a due o tre anni fa. Ci rendiamo conto che si è scatenato una specie di terremoto che ha cambiato completamente il paesaggio. Anche in questo contesto, così diverso rispetto a prima, è sempre più necessario essere creativi e disruptive, sorprendenti. Dico di più, il cambiamento in corso sarà ancora più veloce nei prossimi anni quando le giovani generazioni obbligheranno a scelte ancora più innovative”.
Quali sono le sezioni del Festival che hanno conosciuto la crescita maggiore?
“Media, Digital (Cyber) e Integrated. Stazionaria la sezione dei Film. In generale ritengo sia stata premiata la migliore qualità presente sul mercato europeo. Per questo devo ringraziare tutte le giurie e i loro presidenti”.
Veniamo all'Italia, uscita decisamente sotto tono, a giudicare dai risultati. Soltanto tre vincitori di categoria nel media, nel Film con Ing Direct (Leo Burnett) e nella stampa con
Fiat 'Flags'. Eppure quest'anno si era registrato un numero maggiore di entries. Cosa è successo?
“Semplicemente abbiamo applicato un meccanismo di preselezione di tutti i lavori iscritti al concorso, meccanismo che potenzieremo l'anno prossimo. Quindi, nella fase finale di giudizio, tenutasi qui a Crans, è stata giudicata la crème de la crème. Purtroppo, i risultati non sono stati all'altezza forse delle aspettative. Per come la vedo io gli italiani sono molto creativi, hanno un
senso artistico molto sviluppato, e sono sempre in grado di sorprendere. Di sicuro, le posso dire che in futuro verranno coinvolti maggiormente sia nelle giurie che nelle conferenze. E mi lasci
aggiungere un altro aspetto che rende giustizia al vostro paese. Quest'anno uno dei tre Cristal d'Honneur assegnati è andato proprio a Fiat - nella persona di Maurizio Spagnulo, media & digital marketing director Fiat Group Automobiles and marketing Communication director Alfa Romeo - per il profondo rinnovo del brand con una delle migliori dimostrazioni di efficacia degli ultimi 10 anni. Aggiungo a questo il successo del lancio della Fiat 500 e l'acquisizione di un brand mondiale del calibro di Chrysler. Le chiedo, chi avrebbe mai immaginato, fino a poco tempo fa, che Fiat avrebbe messo a segno un colpo del genere?”.
Nel panorama dei premi internazionali qual è il posizionamento del Cristal Festival?
“Senza dubbio posso dire che il Cristal è il luogo dove si fa networking tra tutti gli operatori della filiera della comunicazione, siano essi agenzie, aziende, media, produttori, gente del digital, ecc.. Qui a Crans hanno modo di ritrovarsi, conoscersi e stringere relazioni. Per questo abbiamo introdotto la Media e la Woman Cristal Academy, che sono in sostanza luoghi di networking. Per la stessa ragione nelle giurie abbiamo voluto mettere insieme agenzie e clienti”.
Come immagina e come desidera che il Festival debba evolversi?
“Ritengo che il Cristal Festival abbia ancora ampi margini di sviluppo. Senz'altro voglio che sia partecipato in maniera più ampia dal mondo della comunicazione italiana. Anche per questo motivo abbiamo voluto spostare la sede del Festival da Meribel a Crans, a poche ore di distanza da Milano. E poi, diciamolo, siamo vicini anche culturalmente”.
L'evento si affaccia anche al Medio Oriente con il premio MENA Cristal Festival (Middle East and North Africa). “Esattamente, riteniamo che il mondo arabo abbia molto da dire nel mercato della
comunicazione. Qui a Crans sono stati selezionati i vincitori delle sezioni Marketing, Digital e Media. Questi premi, insieme agli altri, verranno consegnati dal 31 gennaio al 4 febbraio a Mzaar Kfardebian, in Libano”.
Salvatore Sagone

