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In McCann incontro con le rappresentanze sindacali

Nella giornata di ieri, mercoledì, presso gli uffici milanesi della McCann si è tenuta un’assemblea indetta dai rappresentanti dei lavoratori per discutere le scelte dell’azienda di dare luogo a quattro licenziamenti. La progressiva riduzione della remunerazione la motivazione principale espressa dall’ad Giuseppe Cogliolo. Un monito lanciato ai clienti e alle stesse agenzie.
La crisi economica che attanaglia le economie occidentali, purtroppo, comporta dolorose ripercussioni anche sul fronte occupazionale. Il mercato della comunicazione, ovviamente, non è avulso da questo contesto e si trova, quindi, a dovere affrontare scelte dolorose. Nell’ultimo anno le agenzie hanno cercato di contenere i costi a fronte di introiti, ossia remunerazioni, sempre più risicate da parte dei clienti. Le grandi agenzie, i gruppi internazionali quotati in borsa (a loro volta pressati dalla necessità di produrre ad ogni costo risultati operativi positivi, o meno negativi, agli analisti finanziari), insomma tutti, chi più chi meno, hanno dovuto affrontare il tema dell’occupazione e, in molti casi, dismettere personale con modalità diverse, attraverso incentivi alle dimissioni o, in maniera più estrema, attraverso licenziamenti.

Nessun organo di stampa specializzato ha mai parlato di questo argomento come se fosse un tabù, segno evidente di una maturità ancora da raggiungere. Eppure, riteniamo sia utile e doveroso farlo, anche per dare un segnale forte alle aziende che ritengono che la gara al ribasso in materia di remunerazione non possa avere mai fine. E per dare un segnale alle stesse agenzie che troppo spesso pur di acquisire un nuovo cliente, o trattenere un cliente che paventa la possibilità di cambiare sigla, sono disposte a lavorare con remunerazioni sempre più vicine allo zero. Con le conseguenze, poi, che sono sotto gli occhi di tutti.

La profonda ristrutturazione della Saatchi & Saatchi (soprattutto della sede romana) è cosa nota a tutti gli operatori del settore, ed è forse il caso più eclatante dell’anno. Nelle giornata di ieri, mercoledì, in McCann Erickson si è tenuta un’assemblea indetta dalle rappresentanze sindacali interne, concessa dall’azienda, per discutere sulle scelte che hanno portato l’agenzia guidata da Giuseppe Cogliolo, amministratore delegato, a dovere consegnare la lettera di licenziamento a quattro creativi. Il confronto si sarebbe prolungato per tutto il corso della giornata, oltre il tempo inizialmente concordato, proprio per fare chiarezza sulle motivazioni e sui piani che riguardano il futuro, almeno quello immediato.
Non abbiamo potuto raccogliere dichiarazioni ufficiali se non rumors che riteniamo attendibili. Di sua iniziativa Cogliolo avrebbe illustrato ai lavoratori il contesto in cui è maturata la decisione di rinunciare ai quattro creativi, di cui preferiamo non fare i nomi per rispetto delle vicissitudini che stanno attraversando. La riduzione della remunerazione da parte dei clienti sarebbe stata la motivazione centrale della decisione. Tema sul quale la McCann in passato è pubblicamente intervenuta più volte anche denunciando comportamenti scorretti da parte delle stesse agenzie concorrenti. Quella del comportamento troppo spesso scorretto da parte dei colleghi, aggiungiamo noi, è stata la motivazione dichiarata che ha spinto l’agenzia ad uscire da AssoComunicazione.
Per tornare al caso specifico, la notizia di ieri conclude un piano di ristrutturazione che ha riguardato circa 12 dirigenti in tutto il Gruppo. Almeno per l’immediato futuro, sempre secondo quanto risulta ad ADVexpress, non sarebbero previsti altri tagli di personale per ridurre il costo del lavoro.