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L'Ice rilancia la moda italiana negli Usa

Oggi 24 febbraio, a Milano, il lancio in Italia  di 'If you speak fashion, you speak Italian', la campagna, lanciata negli Stati Uniti nell’ottobre 2009 e prevista fino ad aprile 2010 con cui l’ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, con il sostegno del Ministero per lo Sviluppo Economico, punta a rilanciare la moda italiana negli USA.
'If you speak fashion, you speak Italian', se parli di moda, parli italiano: con questa campagna, lanciata negli Stati Uniti nell’ottobre 2009 e prevista fino ad aprile 2010 l’ICE, Istituto nazionale per il Commercio Estero, con il sostegno del Ministero per lo Sviluppo Economico, punta a rilanciare la moda italiana negli USA, mercato strategico per il nostro fashion-system, e a riconquistare il cuore dei compratori e dei consumatori americani.

Dell’iniziativa ICE si parlerà oggi, 24 febbraio, alla conferenza stampa in occasione della giornata inaugurale di Milano Moda Donna alle 10.30 presso il Milano Fashion Center (via gattamelata, 5), alla presenza del Viceministro Adolfo Urso, del Presidente di Camera Nazionale della Moda Mario Boselli, di Laura La Corte, dirigente Ice Sistema Moda Persona e di Kimberly Lucasti, capo delegazione dei buyer USA a Milano

Il programma ICE che prevede uno stanziamento di 3,5 milioni di dollari U.S.A, si articola su tre direttrici

Campagne di comunicazione per rilanciare il sogno italiano, l'Italian Dream' presso i consumatori USA.
Azioni per stimolare gli acquisti di prodotti moda italiani da parte di compratori USA.
Azioni per stimolare la vendita diretta di prodotti italiani negli USA.
Nel mese di gennaio una delegazione di retailer indipendenti operanti nella moda uomo è tornata a Firenze, riconquistata dall’eccellenza italiana e dal prestigio internazionale di Pitti Immagine Uomo.

Ora è la volta di Milano, indiscusso 'tempio' della moda femminile che accoglie una delegazione numerosa e autorevole di buyer indipendenti USA (“guidati” da Kimberly Lucasti, titolare di prestigiose boutique che propongono il Made in Italy in USA) e riprende il dialogo con i compratori e i consumatori americani con rinnovato slancio e fiducia nei primi, timidi segnali di ripresa dell’economia statunitense.