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Lindner (McCann Worldgroup): 4 sfide che aziende e agenzie devono affrontare per vincere nella 'Deep Globality'
Guarda il video. Efficacia più che efficienza, una nuova generazione di manager con esperienze in mercati esteri e nella gestione di marchi internazionali, un nuovo modello organizzativo per le agenzie, ricerca più approfondita su trend ed insight nel mondo che cambia. Nel suo intervento conclusivo durante l'incontro dedicato all'indagine ' Truth About Global Brands' presentata oggi a Milano (leggi news), il presidente dell'agenzia appartenente alla holding Interpublic, ha elencato quattro sfide che aziende e agenzie devono intraprendere per avere successo nella nuova globalità.
'Implications for Deep Globality', questo il titolo dell'intervento conclusivo di Luca Lindner, presidente di McCann Worldgroup, con cui si è chiusa la mattinata dedicata al ruolo delle marche nello scenario mondiale caratterizzato da una globalizzazione più consapevole delle identità locali.
La riflessione del manager ha riguardato 4 importanti sfide alle quali aziende e agenzie sono chiamate per avere successo nel nuovo panorama dove globale e locale sono sempre più interconnessi.
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1. Innanzitutto è necessario trovare un nuovo bilanciamento tra ricerca di efficienza ed efficacia. Entrambe importanti per agenzie e aziende. Siamo uomini di marketing, ha sottolineato Lindner, il nostro mestiere è essere al fianco dei clienti per incrementare quote di mercato, immagine e vendite, anche se siamo consapevoli che il nostro compito sia anche quello di cercare modalità per ridurre i costi della comunicazione.
2. Nel nuovo scenario nel quale le aziende sono chiamate a 'pensare locale e agire globale', secondo Lindner serve formare una nuova generazione di manager e talenti creativi capace di lavorare su marchi internazionali e in mercati esteri.
3. Il modello organizzativo delle grandi agenzie e dei reparti marketing delle aziende è di fronte a una svolta storica, osserva Lindner. Mentre dagli anni '30 agli anni'80 l'espansione geografica delle aziende imponeva anche alle agenzie un'espansione capillare, oggi questo modello non funziona più, né a livello logistico, né finanziario. La sfida per aziende e agenzie è di rivedere la propria organizzazione e capire quali funzioni e attività di comunicazione devono essere svolte centralmente, attraverso i diversi hub sparsi nel mondo e quali nei singoli mercati a livello locale. Perché, osserva Lindner, a incidere nell'atto finale d'acquisto di un prodotto o un servizio intervengono elementi culturali frutto della cultura locale, ed è proprio su questi aspetti che la comunicazione deve far leva. Tutto questo implica cambiamenti organizzativi nell'industria della marketing communication in generale.
4. Infine, i risultati emersi dall'indagine 'Truth about global brands', conclude Lindner, non chiudono il dibattito sulle marche globali ma fungono da spunto a ulteriori riflessioni sulla nuova globalità. A riguardo, il presidente McCann Worldgroup annuncia la decisione del Gruppo di organizzare e finanziare un Istituto di ricerche sul tema della Deep globality che, anche in collaborazione con Università e Istituti di ricerca, anno dopo anno definisca indici di crescita e mappi il cambiamento in corso nella globalizzazione, stando al fianco dei clienti e dei creativi per far evolvere le modalità di gestione dei marchi globali. Non si è esclude, infine, l'ipotesi che questa nuova entità possa in un futuro fondersi con Truth Central che ha dato origine all'indagine presentata oggi a Milano.

