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LO STORYTELLING DI FILMGOOD. Cannes 2016. How Drones and 360 Video will Change Creativity

I droni e il video a 360° (oltre agli VR headsets) stanno dando all’audience la possibilità di immergersi in prospettive uniche che sono state per lungo tempo il sogno dei filmmakers. Oggi l’hardware è disponibile e accessibile, e l’impatto sta cambiando il modo in cui vediamo i video e di conseguenza la lente attraverso la quale osserviamo il mondo. Ne hanno parlato al Festival Elisha Greenwell, Creative Strategy Director di MOFILM, e Ferdinand Wolf, Creative Director di DJI Studio Europe, moderati da Jon Ratcliffe, CEO di Mosaic.
“Today there is a new dynamism in which film is captured, consumed and experienced.” Una nuova zona è stata aperta tra le riprese a terra e lo shooting dall’elicottero. Jon Ratcliffe, CEO di Mosaic, era il moderatore a un seminario che ha visto protagonisti Elisha Greenwell, Creative Strategy Director di MOFILM, e Ferdinand Wolf, Creative Director di DJI Studio Europe, parte del gruppo che é il leader mondiale nella produzione dei droni, sulle opportunità che abbiamo ora di riempire questo spazio.

I droni e il video a 360° (oltre agli VR headsets) stanno dando all’audience la possibilità di immergersi in prospettive uniche che sono state per lungo tempo il sogno dei filmmakers. Oggi l’hardware è disponibile e accessibile, e l’impatto sta cambiando il modo in cui vediamo i video e di conseguenza la lente attraverso la quale osserviamo il mondo. “Four or five years ago, there was nothing. Today it’s a billion dollar industry,” ha iniziato Ratcliffe. Migliaia di cineasti di riprese aeree e dello shooting sferico sono oggi una parte consolidata della comunità globale dei filmmakers.

Ferdinand Wolf ha spiegato che benché la tecnologia sia diventata estremamente complessa, i droni rimangono particolarmente facili da usare. “Just take it out of the box and it works. You don’t need to be an expert pilot.” I droni permettono di realizzare inquadrature che non erano possibili prima, in parte per la loro leggerezza, versatilità e prossimità al suolo (e perciò alle persone). Ma la tecnologia in evoluzione ha dato all’ultimo modello di DJI, il Phantom 4, un sistema in grado di evitare gli ostacoli, girando intorno agli oggetti e utilizzando in parte il sistema GPS ma soprattutto il visual tracking. Sono anche dotati di built-in high-speed self-learning. I droni aiutano i registi a ottenere inquadrature  impossibili prima - come quella che segue uno sciatore in discesa libera, ruotandogli intorno, che sarebbe impossibile realizzare con un elicottero. “Flying around a fast-moving person in a perfect circle. No pilot can do that.”

Per celebrare la consolidata tecnica di filmare a 360°, Elisha Greenwell ha detto che “the most exciting thing is that it is no longer for just the tech people. Everyone can use it now to tell stories in new ways.” Comunque, il problema di ‘cucire’ inquadrature separate, diciamo due riprese di 180° o quattro di 90°, rimane una tecnica per strutture di post-produzione specializzate.

“Storytelling in 360° creates empathy, you are the story.” Greenwell ha sottolineato che questo tipo di storytelling entrerà in un’era nuova, “boosting creativity by making filmmakers find new camera angles.” Quando l’intero mondo è attorno a te, come fai a sapere su che cosa focalizzarti? “The camera is everywhere. Indeed the camera becomes a character in the film. Filmmakers have to think of everywhere as part of the story.” Lo storyboarding dovrà essere ripensato. “Instead of one shot, it’s 360 pieces of one shot.”

I droni hanno, per certi aspetti, sostituito e allargato il concetto di steadicam, anche se l’audio rimane un problema non risolto. Come la tecnologia dei droni potrà essere usata con il dialogo in diretta, sarà una sfida futura per i filmmakers, sia per chi racconta storie guidato dalla tecnica, sia per chi è guidato da un’ispirazione più artistica.


Richard Ronan 
FILMGOOD 
rronan@filmgood.sm