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LO STORYTELLING DI FILMGOOD: Hellmuth Karasek recensice il catalogo Ikea. L'idea è dell'agenzia Wirz Werbung

Nel video di oggi del servizio di FILMGOOD sullo storytelling nell’audiovisual content, un critico letterario attacca un prodotto molto amato.
IKEA CATALOGUE Hellmuth Karasek
Creatività di Wirz Werbung (Zurich)


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Il ‘libro’ più distribuito al mondo quest’anno sarà il catalogo Ikea. Per promuovere la tiratura record di 220 milioni di copie dell’edizione di 2016 (‘It’s the little things that matter’), Ikea Switzerland, attraverso l’agenzia Wirz Werbung (Zurich), ha invitato l’influente critico letterario tedesco Hellmuth Karasek a recensire l’opera di 169 pagine stampata in 34 lingue. La parodia rispecchia il popolarissimo virale di Ikea Singapore che l’anno scorso ha preso in giro Apple.


Con le librerie Billy sul fondo e chiaramente seduto comodo in una poltrona Strandmon, Karasek inizia la sua recensione in modo intimo e soft: “It’s a book that aims to endear itself to us by putting us in a positive frame of mind.” Ma presto diventa aspro e caustico, criticando il libro per il suo stile informale, per la prevalenza di figure piuttosto che personaggi e per avere molto da dire “but much could be considered  junk.”


Lo stile ‘talking-heads’ funziona bene, con Karasek a suo agio e soddisfatto di sé nel suo ruolo di autorità letteraria, al punto di citare addirittura Goethe, con grande piacere di Ikea: “What suits one may not suit all. Each should see what he should do. Each should see where he should go. And each who stands that he might not fall.”

Richard Ronan
FILMGOOD                                                                                                                                                                                                              
rronan@filmgood.sm