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Marini: Cannes 2014 è il Festival della tecnologia
Guarda l'intervista video a Lorenzo Marini su ADVexpress Tv. Il creativo sottolinea come questa edizione del Festival di Cannes sia connotata dalla tecnologia, che si riflette nei principali progetti premiati.
Un Festival che agli occhi del creativo appare come una silata di progetti di nicchia, sperimentali, e che sembra sempre meno lo specchio della creatività media internazionale. L'Italia non emerge perchè scarsamente tecnologica e ancora troppo orientata a formule ripetute e basate sui testimonial che poco hanno a che fare con l'innovazione che si respira alla kermesse.
Un Festival che agli occhi del creativo appare come una silata di progetti di nicchia, sperimentali, e che sembra sempre meno lo specchio della creatività media internazionale. L'Italia non emerge perchè scarsamente tecnologica e ancora troppo orientata a formule ripetute e basate sui testimonial che poco hanno a che fare con l'innovazione che si respira alla kermesse.
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Ogni Festival di Cannes ha una parola chiave che ne esprime l'essenza. Dopo il brand content, lo storytelling, la connection e i social, a connotare questa edizione del Festival secondo Lorenzo Marini è la tecnologia
Questo il fil rouge che accomuna molti dei progetti vincitori quest'anno di Leoni d'Oro, come i billboard digitali 'Magic of flying' di Ogilvyone London per British Airways che interagiscono con gli aerei in volo ( guarda il video su ADVexpressTV e il progetto sul sito di Cannes Lions o The Social Swipe, le affissioni di Kolle Rebbe Hamburg che consentono donazioni interattive a favore di Misereor.
Insomma, osserva il creativo, a Cannes non vincono l'affissione o l'annuncio stampa semplici, ma l'eccezionale, ovvero a tutte le nuove forme di interazione ed engagement.
A tal punto che i progetti emergenti, commenta Marini, gli ricordano gli abiti realizzati su misura per una sfilata, ovvero prodotti eccezionalmente belli e di nicchia ma non rappresentativi di uno spaccato realistico della produzione creativa mondiale. E il Festival appare sempre meno una kermesse della migliore creatività internazionale e sempre più simile a una congresso dedicato al meglio della sperimentazione.
E l'Italia da Paese scarsamente tecnologico, da anni non si impone nelle categorie che raccolgono le quote più consistenti degli investimenti, come i Film ad esempio.
Ma non siamo un caso isolato, in un Festival della tecnologia non è solo l'Italia a fare una magra figura, ma in generale tutto il Vecchio Continente osserva Marini, mentre si affermano con decisione America Latina, Sud America ed Estremo Oriente. Probabilmente anche grazie alla scelta di formule e linguaggi che fanno breccia nelle giurie globali.
Insomma, conclude il titolare di Lorenzo Marini Group, il Festival non offre uno spaccato creativo del mercato, ma appare come un sogno di alto livello poco connesso con la realtà dell'industry globale e più orientato su esperimenti di comunicazione di nicchia.
Tornando all'Italia, Marini lamenta nelle nostre comunicazioni un'eccessiva enfasi sul prodotto a scapito dello Storytelling, così come un continuo ricorso a testimonial. Se scarsa sperimentazione e formule ripetitive e appiattite funzionano a livello commerciale, riflette Marini, allora perchè cambiare direttiva? E ricorda che in Italia il 70% dello spending pubblicitario è gestito dalle multinazionali.

