Digital
AGCOM: Banda larga fissa ancora lenta in Italia anche se le connessioni aumentano. Cresce la fame di dati nel mobile
Gli ultimi dati dell’Osservatorio trimestrale Agcom mostrano che il settore nel suo complesso riprende a crescere o riduce le tendenze negative. La spinta concorrenziale, nella rete fissa e in quella mobile, si riflette in un vantaggio per i consumatori e in una crescita dell’offerta a banda larga e ultra larga, tuttavia ancora lontana, come dato medio, dagli obiettivi dell’agenda digitale. La velocità media delle connessioni italiane a banda larga fissa risulta essere meno di un quarto di quella raggiunta dalla Corea e nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato in altri paesi europei, ad esempio Regno Unito e Germania. Un ritardo grave che rischia di impedire l’accesso agli utenti alle nuove tecnologie. Il ritardo dell’Italia infatti si amplia se si considerano le linee in grado di supportare servizi video avanzati (“4K ready”).
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha appena pubblicato il consueto rapporto dell'Osservatorio sulle Comunicazioni, un documento che aiuta a stilare un quadro piuttosto preciso della situazione nel nostro Paese, con dati aggiornati a fine giugno 2015.
Il nuovo studio sottolinea ancora una volta il ritardo digitale dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei. Le prestazioni delle connessioni broadband su rete fissa in Italia che si colloca al 47° posto nel Mondo, risultano inferiori sia alle “best practices” internazionali (in particolare Sud Corea e Giappone) che con riferimento a quanto rilevabile negli altri principali paesi europei.
La velocità media delle connessioni italiane a banda larga fissa risulta essere meno di un quarto di quella raggiunta dalla Corea e nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato in altri paesi europei, ad esempio Regno Unito e Germania. Un ritardo grave che rischia di impedire l’accesso agli utenti alle nuove tecnologie. Il ritardo dell’Italia infatti si amplia se si considerano le linee in grado di supportare servizi video avanzati (“4K ready”). Solo l’1,6% delle connessioni italiane ha una velocità superiore ai 15 Mbps. Molto meglio i dati sulla banda larga mobile. AGCOM infatti evidenzia come la velocità rilevata in Italia è nella sostanza analoga a quella riscontrabile negli altri paesi europei considerati.
Tra le principali evidenze emerse: continuano a calare le linee residenziali tradizionali ma aumentano contestualmente gli accessi broadband, a dimostrazione del maggiore interesse verso la rete piuttosto che per il vecchio cordless di casa. Ma vediamole nel dettaglio.
Rete Fissa
Decisamente negativo il dato sugli accessi diretti complessivi, con -510 mila linee negli ultimi dodici mesi e Telecom Italia che perde più di tutti, ben 750 mila accessi lasciati per strada a favore della concorrenza, nello specifico: Fastweb (+0.9%) e Vodafone (+0.7%). Il primo operatore è in netta crisi, le sue quote di mercato sono scesa sotto il 60% e negli ultimi 4 anni ha perso ben 2.9 milioni di accessi, un terzo dei quali verso i competitor. Leggermente in calo anche Wind, seconda con il 13.3% dello share.
Come anticipato la questione è ben diversa se si parla di accessi broadband, che in un anno sono aumentati di 440 mila unità e hanno raggiunto quota 14.6 milioni. Crescono soprattutto le soluzioni che adottano nuogve tecnologie, a sfavore delle tradizionali DSL che invece perdono quota (-210 mila). Anche in questo caso Telecom è leader (47.5%) ma con il bilancio negativo di 1.3 punti percentuali, seguono poi Wind (15.3%), Fastweb (14.7%), Vodafone (12.7%) e Tiscali (3.2%).
Molto importante il dato sulla velocità di questi accessi broadband. Negli ultimi dodici mesi gli accessi sopra i 10Mbps sono infatti aumentati di 970 mila unità e rappresentano ad oggi un quarto del totale (24.6%). Purtroppo le più numerose sono ancora quelle 'di mezzo', ovvero le connessioni con velocità di download compresa tra 2 e 10Mbps che, a giugno 2015, sono il 68.5% del totale.
Rete Mobile
Momento incerto anche per il settore mobile, le linee totali sono addirittura diminuite di 2.7 milioni nell'ultimo anno, in crisi soprattutto gli operatori tradizionali MNO con una perdita di 2.8 milioni e i cosiddetti 'virtuali' MVNO che invece incrementano di 100 mila unità. Quest'ultimi hanno raggiunto complessivamente quota 7.7%, con Poste Mobile che consolida la prima posizione (al 52.2%) grazie ad un ottimo +4.8%, seguita da Fastweb Mobile (13.8%), Coop Italia (9.4%) e Lycamobile (8.6%).
Telecom sembra goda di maggiore spazio di manovra nel mobile, è infatti leader con il 32.3% delle quote di mercato e vanta anche un aumento dello 0.3% nell'ultimo anno, cosa che invece non si può dire di Vodafone, seconda con il 26.7% ma in flessione di 1.4 punti.
La crescente domanda di accesso a Internet interessa anche il settore dei media, nel quale si registra una sempre maggiore sovrapposizione di Internet agli strumenti tradizionali, TV, radio e quotidiani. Dal 2010 al 2015 i cittadini che utilizzano Internet come mezzo per accedere alle informazioni è cresciuto di quasi 16 punti percentuali passando dal 38,2% della popolazione al 54,1%. Tale crescita non scalfisce il ruolo della TV che, similmente a quanto avviene in altri paesi, resta lo strumento più utilizzato per informarsi per circa il 98% dei cittadini. Possibili ripercussioni, invece, possono ravvisarsi per il settore dei quotidiani che, sulla scia di quanto avviene da qualche anno, mostra su base annua un’ulteriore riduzione delle copie vendute di circa il 9,5%.
Chiudiamo con i dati sul consumo di traffico dati su piattaforma mobile. A giugno 2015 un picco inedito di 333 Petabyte (+50% rispetto al 2014). Le SIM con accesso ad internet sono aumentate contestualmente del 13.7% e hanno così toccato quota 46 milioni, quasi tutte vantano dei piani dati specifici (80%) mentre il resto pagano ancora a consumo.
Il nuovo studio sottolinea ancora una volta il ritardo digitale dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei. Le prestazioni delle connessioni broadband su rete fissa in Italia che si colloca al 47° posto nel Mondo, risultano inferiori sia alle “best practices” internazionali (in particolare Sud Corea e Giappone) che con riferimento a quanto rilevabile negli altri principali paesi europei.
La velocità media delle connessioni italiane a banda larga fissa risulta essere meno di un quarto di quella raggiunta dalla Corea e nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato in altri paesi europei, ad esempio Regno Unito e Germania. Un ritardo grave che rischia di impedire l’accesso agli utenti alle nuove tecnologie. Il ritardo dell’Italia infatti si amplia se si considerano le linee in grado di supportare servizi video avanzati (“4K ready”). Solo l’1,6% delle connessioni italiane ha una velocità superiore ai 15 Mbps. Molto meglio i dati sulla banda larga mobile. AGCOM infatti evidenzia come la velocità rilevata in Italia è nella sostanza analoga a quella riscontrabile negli altri paesi europei considerati.
Tra le principali evidenze emerse: continuano a calare le linee residenziali tradizionali ma aumentano contestualmente gli accessi broadband, a dimostrazione del maggiore interesse verso la rete piuttosto che per il vecchio cordless di casa. Ma vediamole nel dettaglio.
Rete Fissa
Decisamente negativo il dato sugli accessi diretti complessivi, con -510 mila linee negli ultimi dodici mesi e Telecom Italia che perde più di tutti, ben 750 mila accessi lasciati per strada a favore della concorrenza, nello specifico: Fastweb (+0.9%) e Vodafone (+0.7%). Il primo operatore è in netta crisi, le sue quote di mercato sono scesa sotto il 60% e negli ultimi 4 anni ha perso ben 2.9 milioni di accessi, un terzo dei quali verso i competitor. Leggermente in calo anche Wind, seconda con il 13.3% dello share.
Come anticipato la questione è ben diversa se si parla di accessi broadband, che in un anno sono aumentati di 440 mila unità e hanno raggiunto quota 14.6 milioni. Crescono soprattutto le soluzioni che adottano nuogve tecnologie, a sfavore delle tradizionali DSL che invece perdono quota (-210 mila). Anche in questo caso Telecom è leader (47.5%) ma con il bilancio negativo di 1.3 punti percentuali, seguono poi Wind (15.3%), Fastweb (14.7%), Vodafone (12.7%) e Tiscali (3.2%).
Molto importante il dato sulla velocità di questi accessi broadband. Negli ultimi dodici mesi gli accessi sopra i 10Mbps sono infatti aumentati di 970 mila unità e rappresentano ad oggi un quarto del totale (24.6%). Purtroppo le più numerose sono ancora quelle 'di mezzo', ovvero le connessioni con velocità di download compresa tra 2 e 10Mbps che, a giugno 2015, sono il 68.5% del totale.
Rete Mobile
Momento incerto anche per il settore mobile, le linee totali sono addirittura diminuite di 2.7 milioni nell'ultimo anno, in crisi soprattutto gli operatori tradizionali MNO con una perdita di 2.8 milioni e i cosiddetti 'virtuali' MVNO che invece incrementano di 100 mila unità. Quest'ultimi hanno raggiunto complessivamente quota 7.7%, con Poste Mobile che consolida la prima posizione (al 52.2%) grazie ad un ottimo +4.8%, seguita da Fastweb Mobile (13.8%), Coop Italia (9.4%) e Lycamobile (8.6%).
Telecom sembra goda di maggiore spazio di manovra nel mobile, è infatti leader con il 32.3% delle quote di mercato e vanta anche un aumento dello 0.3% nell'ultimo anno, cosa che invece non si può dire di Vodafone, seconda con il 26.7% ma in flessione di 1.4 punti.
La crescente domanda di accesso a Internet interessa anche il settore dei media, nel quale si registra una sempre maggiore sovrapposizione di Internet agli strumenti tradizionali, TV, radio e quotidiani. Dal 2010 al 2015 i cittadini che utilizzano Internet come mezzo per accedere alle informazioni è cresciuto di quasi 16 punti percentuali passando dal 38,2% della popolazione al 54,1%. Tale crescita non scalfisce il ruolo della TV che, similmente a quanto avviene in altri paesi, resta lo strumento più utilizzato per informarsi per circa il 98% dei cittadini. Possibili ripercussioni, invece, possono ravvisarsi per il settore dei quotidiani che, sulla scia di quanto avviene da qualche anno, mostra su base annua un’ulteriore riduzione delle copie vendute di circa il 9,5%.
Chiudiamo con i dati sul consumo di traffico dati su piattaforma mobile. A giugno 2015 un picco inedito di 333 Petabyte (+50% rispetto al 2014). Le SIM con accesso ad internet sono aumentate contestualmente del 13.7% e hanno così toccato quota 46 milioni, quasi tutte vantano dei piani dati specifici (80%) mentre il resto pagano ancora a consumo.


