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AIIP: a rischio il futuro di internet a banda larga
L'Associazione Italiana Internet Provider ha acquistato uno spazio pubblicitario sul Sole24ore di lunedì 5 dicembre per pubblicare un appello urgente, che è già stato consegnato alla stessa AGCOM e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il problema è che l’attuale testo della delibera rimuove l’obbligo da parte di Telecom Italia di aprire la propria rete ad operatori terzi a prezzi orientati ai costi su tutto il territorio italiano tramite l’offerta all’ingrosso “bitstream”.
L’ombra del monopolio si affaccia sul mercato della banda larga, con possibili danni ai consumatori e alla concorrenza. Il pericolo arriva da una delibera che l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) ha in esame questo dicembre per regolare le reti di nuova generazione su fibra ottica.
I rischi sono tali che AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) ha acquistato uno spazio pubblicitario sul Sole24ore di lunedì 5 dicembre per pubblicare un appello urgente, che è già stato consegnato alla stessa AGCOM e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il problema è che l’attuale testo della delibera rimuove l’obbligo da parte di Telecom Italia di aprire la propria rete ad operatori terzi a prezzi orientati ai costi su tutto il territorio italiano tramite l’offerta all’ingrosso “bitstream”.
“AIIP non si oppone sic et simpliciter alla rimozione del criterio dell’orientamento al costo nelle offerte Bitstream su rete NGAN in talune zone” dice Marco Fiorentino, Vice Presidente di AIIP “ma chiediamo che ciò avvenga solo a valle dell’analisi dell’effettiva concorrenza nel mercato Bitstream, in linea con le procedure EU, e non a fronte delle mera previsione di concorrenza nel mercato Bitstream, che sulla rete in rame non si è mai sviluppata. La rimozione di tale criterio in assenza di offerte Bitstream alternative a quelle di Telecom Italia ed in concorrenza fra di loro sarebbe equivalente ad eliminare del tutto il Bitstream, il primo gradino della scaletta di infrastrutturazione. Il suggerimento di non deregolamentare ci appare bilanciato se si considera che il Bitstream sino ad oggi è stato un caposaldo per garantire una ricca scelta tra offerte a banda larga di operatori diversi. E il bitstream ha bisogno di poggiare su prezzi che siano orientati ai costi effettivi, proprio com’è stato finora sulla rete in rame. Solo così si potrà generare offerte concorrenziali e sostenibili anche sulla banda larghissima in fibra ottica.”
MF
I rischi sono tali che AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) ha acquistato uno spazio pubblicitario sul Sole24ore di lunedì 5 dicembre per pubblicare un appello urgente, che è già stato consegnato alla stessa AGCOM e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il problema è che l’attuale testo della delibera rimuove l’obbligo da parte di Telecom Italia di aprire la propria rete ad operatori terzi a prezzi orientati ai costi su tutto il territorio italiano tramite l’offerta all’ingrosso “bitstream”.
“AIIP non si oppone sic et simpliciter alla rimozione del criterio dell’orientamento al costo nelle offerte Bitstream su rete NGAN in talune zone” dice Marco Fiorentino, Vice Presidente di AIIP “ma chiediamo che ciò avvenga solo a valle dell’analisi dell’effettiva concorrenza nel mercato Bitstream, in linea con le procedure EU, e non a fronte delle mera previsione di concorrenza nel mercato Bitstream, che sulla rete in rame non si è mai sviluppata. La rimozione di tale criterio in assenza di offerte Bitstream alternative a quelle di Telecom Italia ed in concorrenza fra di loro sarebbe equivalente ad eliminare del tutto il Bitstream, il primo gradino della scaletta di infrastrutturazione. Il suggerimento di non deregolamentare ci appare bilanciato se si considera che il Bitstream sino ad oggi è stato un caposaldo per garantire una ricca scelta tra offerte a banda larga di operatori diversi. E il bitstream ha bisogno di poggiare su prezzi che siano orientati ai costi effettivi, proprio com’è stato finora sulla rete in rame. Solo così si potrà generare offerte concorrenziali e sostenibili anche sulla banda larghissima in fibra ottica.”MF

