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Alain Heurex (IAB Europe): “I media devono reinventarsi”
"Siamo nel XXI secolo, e il mondo sta cambiando. E' quello che
quotidianamente Iab Europe cerca di comunicare alle aziende e
alle istituzioni". Questo il commento di Alain Heureux (nella
foto), presidente di IAB Europe, l'associazione che oggi
raggruppa 5000 aziende di 18 Paesi, che diventeranno 23 nel 2009 e con tutta
probabilità 30 entro il 2010.
In un intervento appassionato durante la seconda mattina dello Iab, Heureux ha descritto uno scenario in mutamento ed evoluzione, in cui lo IAB Europe opera dialogando sia con le aziende e i comunicatori, sia con i governi e le istituzioni. "Oggi sono 1,5 miliardi gli utilizzatori di internet al mondo – ha dichiarato – di tutte le età e di tutte le estrazioni. Ancora esiste un problema di democratizzazione dei prezzi, su cui cerchiamo di sensibilizzare i governi. Ma è sicuramente un trend positivo destinato a crescere ancora nel futuro. Basti pensare che, secondo una ricerca Forrester, nel 2012 verranno spesi in e-commerce 200 miliardi di euro, soltanto in Europa".
Heureux ha poi posto l'accento sul potere che oggi ha internet sui consumi: esso è infatti una fonte da cui il consumatore trae informazioni, si prepara, per poi effettuare un acquisto. "Il cliente oggi è molto più informato rispetto al passato – ha spiegato – più critico e reattivo. E di questo le aziende devono senza dubbio tenere conto". Soprattutto, il consumatore è sempre più interattivo, e chiede lui stesso di essere coinvolto in prima persona nei processi di comunicazione.
In questo quadro, i media devono ripensare al proprio ruolo, reinventarsi, per stare al passo con i tempi. "Pensiamo all'effetto che Amazon ha avuto sull'industrai librari – ha continuato – o Napster sul mercato discografico: questi sono fenomeni che hanno portato a un profondo ripensamento dei ruoli e delle dinamiche. I media digitali hanno il potere di catturare l'attenzione del target in ogni momento e in ogni luogo. Con quelli classici, dunque, si deve lavorare in quetso senso, per riuscire a coinvolgere molto di più il consumatore".
Ma quale sarà dunque il business model dei media di domani? "Al momento ancora non abbiamo in mano il modello, ma ci stiamo arrivando, e sono convinto che entro dieci anni avremo un panorama dei media totalmente nuovo, in cui saremo riusciti a reinventare i media tradizionali".
Parlando di comunicazione digitale, Heureux ha confermato la chiusura di quest'anno dell'Italia a +20%, quota su cui si assesta in generale l'Europa, mentre in Usa la crescita è del 10%. Globalmente Usa e Europa nel 2008 hanno investito 30 miliardi di euro.
"Oggi le aziende dveono capire che fare dei banner non significa fare comunicaizone digitale – ha speigato – ma ci sono tutta una serie di possibilità che possono essere sfruttate per fare branding, primi fra tutti i social media".

