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Alkemy: prima acquisizione (Seolab) e fatturato 2013 a 13 mln di euro
La società torinese specializzata in servizi Seo e Sem, attiva dal 2007, con un giro di affari di circa 3 milioni di euro e 20 dipendenti, entra a far parte del digital enabler italiano, che integra all’interno di un’unica struttura servizi di digital advisory, ecommerce, digital media planning, performance marketing, social media & digital pr, ed agency.
A poco più di un anno dalla costituzione, Alkemy, digital enabler italiano, prevede di chiudere il 2013 con un fatturato di circa 13 milioni di euro e 70 dipendenti, e sigla la prima acquisizione. Si tratta di Seolab, società torinese specializzata in servizi Seo e Sem, attiva dal 2007 e con un giro di affari di circa 3 milioni di euro e 20 dipendenti, che entra, infatti, a far parte della realtà, che integra all’interno di un’unica struttura servizi di digital advisory, ecommerce, digital media planning, performance marketing, social media & digital pr, ed agency.L’azienda milanese, guidata da Riccardo Lorenzini (in foto a dx), presidente, e Duccio Vitali (in foto a sx), amministratore delegato, rileva infatti dal fondo DPixel di Gianluca Dettori e da Mailclick di Giulio Valiante (ex Jobrapido) il 65% del capitale di SeoLab. I soci fondatori ed attuali gestori della società, Luca Russo, Giuseppe Tempio e Claudio Grossano rimangono in azienda ed entrano a fare parte di Alkemy.
Con questa acquisizione, che va a rafforzare l’offerta e i servizi della divisione Performance, la società diretta da Duccio Vitali e Riccardo Lorenzini, raggiunge un fatturato aggregato di circa 13 milioni di Euro annui e uno staff di 70 dipendenti complessivi. In crescita anche il parco clienti tra cui spiccano, tra le recenti acquisizioni, Bayer, TIM, Perfetti, Campari, Beretta, Condè Nast, Bialetti e Gallo che vanno ad affiancarsi agli ‘storici’ Carrefour, Rai, Poste Italiane, Telecom Italia, Mediaset Premium, GDF Suez, Sisal, Dada e Boffi.
La crescita costante di Alkemy in questi mesi conferma dunque la validità della strategia e delle premesse che avevano portato oltre 12 mesi fa alla costituzione della società: il ruolo sempre più strategico del digitale nello sviluppo del business delle aziende e la grande potenzialità offerta dal mercato a un attore forte, capace di integrare in un unico gruppo le diverse tipologie di offerte e servizi del digitale.
Il mercato del digitale, in cui rientrano i servizi legati all’eCommerce, le campagne di adv online, i servizi di social media e digital PR e la consulenza strategica digitale, vale oggi in Italia tra i 3 ed i 4 miliardi di euro e continua a crescere a doppia cifra (fonte: Alkemy).
Verso il settore digitale si stanno spostando, in maniera sostanziale, le dinamiche, e i budget, della comunicazione e del marketing del nostro paese: se nel 2010 solo circa il 10% degli investimenti pubblicitari andava sull’online, si stima che nel 2015 per ogni euro speso in comunicazione, oltre 30 centesimi saranno investiti sul digitale (fonte: Boston Consulting Group).
Grandi indicatori del ‘trasloco’ verso il digitale sono le allocazioni dei budget di marketing e comunicazione dei grandi investitori: capofila in questo senso sono società multinazionali americane come Nike e Coca Cola. Ma anche in Italia sempre più aziende stanno pensando al digitale come strumento principale per comunicare ed ingaggiare i propri clienti.
La crescente importanza del digitale, come driver di crescita aziendale, sembra inoltre accompagnarsi all’innalzamento del livello di management che inserisce il digitale nelle propria agenda: secondo l’esperienza di Alkemy sempre di più sono le prime linee di management a coordinare progetti in questo ambito rispetto ai marketing e IT manager, incaricati degli stessi progetti fino a qualche anno fa. Questo trend è confermato dal fatto che sono sempre di più gli Amministratori Delegati che si stanno dotando dei cosiddetti Chief Digital Officer (Cdo) per sovrintendere e coordinare in loro vece le attività digitali dell’azienda.
Commenta Riccardo Lorenzini: “Il grande dinamismo e la grande effervescenza che hanno caratterizzato la comunicazione negli anni 80 e 90 sembrano essersi, in questo momento, trasferiti nel settore del digitale: ambito in cui, nonostante il negativo momento congiunturale, c’è molto da costruire per individuare nuovi sbocchi di crescita per le aziende”.
Aggiunge Duccio Vitali: “I dati di settore in crescita indicano a loro volta un’economia reale sottostante in totale rivoluzione, con abitudini di acquisto, e quindi di comunicazione, altrettanto in fermento”.
Così conclude Luca Russo: “Siamo certi che l’ingresso in Alkemy ci consentirà sinergie di sviluppo e di offerta per i nostri clienti attuali e potenziali”.
MG

