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Apre in Italia DaWanda, mercato online di prodotti fatti a mano. fatturato globale 2012 : 8 mln
Nata a Berlino nel 2006, già presente in Spagna, Polonia e Olanda, sbarca nel nostro Paese il mercato online di prodotti unici e fatti a mano di cui è Ceo Claudia Helming. Una vetrina per giovani artisti che possono aprirvi il proprio negozio virtuale pagando un fee del 5% su ciascun prodotto venduto. Per l'Italia l'obiettivo è di un profitto iniziale di 100 - 200 mila euro entro il 2013.
Sbarca in Italia con la sua piattaforma web DaWanda, mercato online di prodotti unici e handmade. Designer e creativi avranno la possibilità di vendere su www.dawanda.it i propri prodotti 'made in Italy' a un pubblico internazionale di oltre 2 milioni di potenziali compratori che hanno la passione per i pezzi unici e originali piuttosto e soprattutto hand made. Un team italiano con sede a Milano sarà il punto di riferimento per tutti i venditori e gli acquirenti a livello nazionale.“Il nostro obiettivo è di diventare il più grande mercato online di prodotti fatti a mano in Italia” ha dichiarato in conferenza stampa a Milano Claudia Helming (nella foto), fondatrice e CEO di DaWanda. “Attualmente il sito conta circa 2 milioni di utenti registrati in continua crescita; l’Italia costituisce un enorme potenziale per continuare la nostra crescita. Crediamo nell’importanza crescente del trend del ‘fatto a Mano’ e nello sviluppo dell’Internet economy italiana che si prevede possa valere 59 miliardi di euro nel 2015”.
L’arrivo in Italia è un ulteriore step nel processo di espansione internazionale della start-up berlinese già presente in lingua tedesca, inglese e francese. Nata nel 2006, in seguito a un aumento di capitale avvenuto a inizio anno, DaWanda, in pochi mesi, è entrata in diversi Paesi. Quest’estate, il sito è stato lanciato in Olanda, Spagna, Polonia e oggi in Italia.
Uno sviluppo che l'ha portata nel 2011 a un fatturato consolidato di 4,5 mln di euro, puntando quest'anno a quota 8 mln, mentre per l'Italia dopo il primo anno di affermazione, il sito punta a raggiungere un profitto di circa 100 - 200 mila euro entro il 2013.
Il modello di business è semplice: DaWanda è una vetrina per designer, artisti e artigiani che possono aprire grauitamente sul portale, attraverso una registrazione, un proprio negozio virtuale e vendere i propri prodotti nelle più svariate categorie (abbigliamento, accessori, gioielli ecc), pagando alla società il 5% di fee sul prezzo del prodotto venduto.
Nei mercati in cui il mercato online è già affermato, viene inoltre applicata agli artisti entranti una commissione d'ingresso che spazia da 10 a 30 cent in base al valore del prodotto venduto.
DaWanda conta attualmente 150.000 designer e creativi registrati. Con 8,8 milioni di visite ogni mese, il sito si propone ai produttori come vero e proprio trampolino di lancio verso il successo imprenditoriale. Come ha dichiarato il Ceo, per ora non c'è alcun interesse, per ora, a forme di pubblicità da inserire sul sito.
Due milioni di prodotti handmade sono attualmente disponibili su DaWanda e ogni giorno se ne aggiungono altri nuovi 7.000.
A contraddisitinguere, infine, le modalità di vendita su questa piattaforma di 'social commerce' è un contatto diretto tra venditori e compratori che consente una maggiore personalizzazione dei prodotti venduti.
Per il lancio in Italia è previsto un evento in programma il 15 settembre a Milano, dove, presso il Garage di Via Maiocchi 5/7, verrà allestito il DaWanda Village organizzato in collaborazione con Il Circolo delle Pulci, che raccoglierà 50 artigiani e designer italiani iscritti a DaWanda che esporranno i loro originali prodotti.
EC

