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Digitalizzazione: placet delle istituzioni al modello Metroweb

Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, a seguito dell'incontro con Vito Gamberale, Ad del fondo F2i, ha dichiarato di apprezzare l'impegno dell'operatore milanese, che può dare un reale contributo alla digitalizzazione dell'Italia. Il progetto prevede un'iniziativa di partenariato pubblico privato per portare le reti di nuova generazione al 50% dei cittadini.
Dopo l'apprezzamento riscosso da parte di Telecom Italia e Asstel, ora anche le istituzioni si dichiarano pronte a sostenere il modello Metroweb, promosso da Vito Gamberale, Ad del fondo F2i che ha acquisito lo scorso giugno la società che gestisce la fibra ottica milanese. L'obiettivo è portare le reti di nuova generazione al 50% dei cittadini italiani, attraverso un'iniziativa di partenariato pubblico privato che coinvolge i 20 principali operatori di telecomunicazione in Italia.

Come si legge su Keybiz il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, dopo aver incontrato ieri, 12 ottobre, Gamberale, ha dichiarato in una nota di aver "particolarmente apprezzato l'impegno dell'operatore milanese, le cui strategie di crescita possono dare un contributo al piano governativo di digitalizzazione del Paese".

Il progetto prevede che Metroweb entri in trattativa con le utilities realizzando accordi nelle varie città d'Italia, volti alla creazione di un paio di società ogni anno, partendo dai distretti industriali, dal momento che sono sicuramente le imprese ad essere più interessate alla fibra ottica rispetto ai consumatori, che possono accontentarsi dell'Adsl.

L'entusiasmo nei confronti dell'iniziativa è un po' smorzato da una delle misure previste dalla legge di stabilità, secondo cui la metà del surplus dell'asta LTE (circa 800 milioni di euro) sarebbe da destinare all'istruzione invece che alle telecomunicazioni.

SP