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ebuzzing lancia 'Social Labs', nuovo tool che analizza le conversazioni in rete

Il nuovo strumento aggrega classifiche dei blog, dei video e dei brand che generano buzz in rete, dando informazioni in merito agli argomenti di cui si parla sul web e al tono della conversazione e fornendo un valido aiuto alle aziende che desiderano monitorare le discussioni sui social network e pianificare campagne mirate.
Dalle ricerche emerge che il 71% delle piccole e media aziende americane non riesce a rispondere in modo efficace agli stimoli e alle richieste che i clienti lanciano loro attraverso i social network. Un dato significativo, che testimonia quanta strada ci sia ancora da percorrere, nonostante l'importanza dei social media e il loro ruolo fondamentale per la brand reputation siano ormai riconosciuti da tutti.

D'altra parte, un maggiore impegno delle aziende in questa direzione sarebbe non solo assolutamente auspicabile, ma anche proficuo, poichè da alcune indagini è emerso che le aziende europee in grado di interagire sulla rete con gli utenti registrano annualmente una crescita dei ricavi pari al +1,2%, mentre, al contrario, chi è presente sul web soltanto con un sito istituzionale, registra un calo del 2,4% su base annua.

Per aiutare le aziende ad avere un approccio più efficace ai social network, ebuzzing, importante gruppo di social media marketing europeo, ha presentato oggi, 16 novembre, a Milano, 'Social Labs', un nuovo tool gratuito sviluppato per monitorare i social media e aiutare i brand a identificare i trend setter e i contenuti più cliccati sulla rete.

"22 milioni di euro del nostro fatturato provengono dai social media  - ha spiegato Andrea Febbraio (nella foto), Ceo ebuzzing Italia - eppure nel nostro Paese si parla ancora poco di questo fenomeno. Proprio allo scopo di stimolare una maggiore presa di coscienza da parte delle aziende e di incentivare gli investimenti a sostegno delle camnpagne sui social media, abbiamo deciso di proporre il 'Social Labs' gratuitamente: dalla prossima settimana sarà sufficiente collegarsi al sito di ebuzzing  per conoscere in tempo reale quali sono i video e le notizie più condivise della rete, oppure per scoprire quanto si parla in rete di un determinato brand e soprattutto in che termini".

"Naturalmente chi punta sul buzz marketing deve tenere conto che c'è un tasso fisiologico pari al 20% di buzz negativo, dal momento che è impossibile che si parli soltanto in termini positivi di un marchio o di un prodotto - ha continuato Febbraio -. Lo scopo non è far sì che gli utenti esprimano solo opinioni favorevoli al brand, quanto piuttosto riuscire a tenre sotto controllo le conversazioni in rete relative ad esso e tenerne conto, rispondendo con tempestivià".

Ma come funziona in dettaglio 'Social Labs'? A spiegarlo è stato Juan Pablo Morales Fernandez, chief project manager di ebuzzing Francia. Il 'Social Labs', di fatto un vero e proprio dipartimento, aggrega classifiche dei blog, dei video e dei brand che generano buzz in rete. Questi strumenti permettono di mirare le campagne e di eseguire un accurato monitoraggio delle stesse sul mercato.

Quattro gli strumenti chiave su cui si articola il Social Labs: la classifica dei blog che permette di identificare con facilità in 5 Paesi i trend setter in ogni tematica ma anche le tendenze nascenti e i social publisher decisivi per ottimizzare le campagne, la classifica dei video; che consente di rendersi conto di quali siano i video più popolari sui social network; la classifica dei brand, che raccoglie tra i 500 e i 1000 brand divisi in 8 categorie (per ogni Paese) e si basa sul numero di articoli sui blog che ne parlano e sul tasso di condivisione; infine la classifica delle news, con gli articoli più letti e condivisi in rete.

Attraverso tutti questi strumenti, sarà più facile per le aziende e per gli operatori del mercato dell'advertising sfruttare con efficacia le grandi opportunità offerte dai social network e dal word of mouth,

Serena Piazzi