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Eurostat: e-commerce, Italia agli ultimi posti in Europa. 1 italiano su 4 fa shopping online, la metà della media Ue
E' quanto emerge dai dati di una ricerca Eurostat, in base alla quale l’Italia nella classifica dei Paesi in cui si fa shopping online è quartultimo tra 28: alle nostre spalle solo Romania (11%), Bulgaria (18%) e Cipro (23%).Nel nostro Paese soltanto il 26% della popolazione ha effettuato acquisti online nel 2015, rispetto alla media Ue del 53% Tra le categorie più acquistate in rete nel nostro Paese ci sono i viaggi (42%) seguiti da abbigliamento e articoli sportivi (37%), articoli per la casa, giocattoli e libri (entrambi 26%), e infine i biglietti per eventi (19%).
Solo poco più di un quarto degli italiani (26%) fa acquisti su internet, contro una media Ue di più del doppio, con oltre una persona su due (53%).
E' quanto emerge dai dati di una ricerca Eurostat, in base alla quale l’Italia è agli ultimi posti in Europa nella classifica dei Paesi in cui si fa shopping online.
In particolare, il nostro Paese è quartultimo tra 28: alle nostre spalle solo Romania (11%), Bulgaria (18%) e Cipro (23%).
Ai primi posti per e-commerce ci sono Gran Bretagna (81%), Danimarca (79%), Lussemburgo (78%), Germania (73%), Olanda, Finlandia e Svezia (71%).
Complessivamente, il trend dell’ecommerce nel Vecchio Continente è positivo: gli e-buyers, il 30% degli europei nel 2007, quest’anno hanno raggiunto quota 53%, superando l’obiettivo prefissato dall’Agenda digitale del 50% degli abitanti del continente.
La quota di fatturato delle imprese italiane generato con l'e-commerce è pari al 9%.
Cosa frena lo shopping online? Il 75% degli europei che non compra in Rete preferisce andare in negozio e toccare con mano la merce, mentre il 27% esprime riserve sulla sicurezza e la privacy legata ai pagamenti elettronici.
Nel dettaglio, sono i giovani ad acquistare di più online, in particolare il 66% dei 16-24enni e il 70% dei 25-34enni rispetto al 25% di chi ha tra i 65 e i 74 anni. In Italia la percentuale degli over 65 è la stessa che a livello Ue, ma sono meno i giovani, rispettivamente con il 39% e il 47%.
Tra le categorie più acquistate online in Europa ci sono abbigliamento e articoli sportivi (60%), seguiti da viaggi e alberghi (52%), articoli per la casa e giocattoli (41%), biglietti per eventi (37%) e libri e giornali (33%).
In Italia al primo posto i viaggi (42%) seguiti da abbigliamento e articoli sportivi (37%), articoli per la casa, giocattoli e libri (entrambi 26%), e infine i biglietti per eventi (19%)
EC
E' quanto emerge dai dati di una ricerca Eurostat, in base alla quale l’Italia è agli ultimi posti in Europa nella classifica dei Paesi in cui si fa shopping online.
In particolare, il nostro Paese è quartultimo tra 28: alle nostre spalle solo Romania (11%), Bulgaria (18%) e Cipro (23%).
Ai primi posti per e-commerce ci sono Gran Bretagna (81%), Danimarca (79%), Lussemburgo (78%), Germania (73%), Olanda, Finlandia e Svezia (71%).
Complessivamente, il trend dell’ecommerce nel Vecchio Continente è positivo: gli e-buyers, il 30% degli europei nel 2007, quest’anno hanno raggiunto quota 53%, superando l’obiettivo prefissato dall’Agenda digitale del 50% degli abitanti del continente.
La quota di fatturato delle imprese italiane generato con l'e-commerce è pari al 9%.
Cosa frena lo shopping online? Il 75% degli europei che non compra in Rete preferisce andare in negozio e toccare con mano la merce, mentre il 27% esprime riserve sulla sicurezza e la privacy legata ai pagamenti elettronici.
Nel dettaglio, sono i giovani ad acquistare di più online, in particolare il 66% dei 16-24enni e il 70% dei 25-34enni rispetto al 25% di chi ha tra i 65 e i 74 anni. In Italia la percentuale degli over 65 è la stessa che a livello Ue, ma sono meno i giovani, rispettivamente con il 39% e il 47%.
Tra le categorie più acquistate online in Europa ci sono abbigliamento e articoli sportivi (60%), seguiti da viaggi e alberghi (52%), articoli per la casa e giocattoli (41%), biglietti per eventi (37%) e libri e giornali (33%).
In Italia al primo posto i viaggi (42%) seguiti da abbigliamento e articoli sportivi (37%), articoli per la casa, giocattoli e libri (entrambi 26%), e infine i biglietti per eventi (19%)
EC


