Digital
Google pensa mobile
La strategia di crescita di Google, e di tutto il comparto della comunicazione, passa sempre più dalla valorizzazione del canale mobile. Dai dati della ricerca Ipsos MediaCT emerge infatti che gli utenti di smartphone in Italia sono ben 20 milioni, in aumento del 52% rispetto allo scorso anno. In particolare, crescono del 224% le ricerche effettuate tramite dispositivi mobili, e prende piede l’m-commerce, che riguarda, a oggi, il 23% degli utenti smartphone.
Il Paese è sempre più 'mobile', e dunque, se non vogliono rimanere indietro, lo devono essere anche le aziende, che devono investire in mobile communication, sviluppando servizi, m-site, applicazioni, creatività e linguaggi appropriati, per farsi trovare, entrare in contatto con i clienti, costruire relazioni durature e migliorare così i loro business. È questo il principale messaggio trasmesso dai lavori di Think Mobile, l’evento, organizzato da Google, dedicato all’ecosistema mobile in Italia, svoltosi quest’oggi presso La Triennale di Milano.
Di fronte a una platea affollatissima, lo ‘stato maggiore’ di Google, guidato dal country director Google Italy, Stefano Maruzzi ha presentato una ricerca che fotografa il ruolo degli smartphone nella vita degli italiani, fornendo ad aziende e sviluppatori indicazioni utili per trasformare il successo del comparto mobile in concrete opportunità di business.
Guarda su ADVexpress Tv l'intervista video a Stefano Maruzzi.
Con oltre 20 milioni di utilizzatori in Italia, in crescita del 52% rispetto al 2010 (fonte Nielsen, primo trimestre 2011, ndr), il fenomeno smartphone sta modificando in maniera radicale le logiche di relazione e interazione tra aziende e consumatori, e rappresenta un’opportunità di crescita importante per l’economia dell’intero Paese.
Secondo la ricerca commissionata da Google a Ipsos MediaCT nel luglio 2011, lo smartphone è ormai diventato uno strumento imprescindibile di relazione per gli italiani. Infatti, più della metà degli utilizzatori (60%) difficilmente si separa dal proprio smartphone e lo utilizza pressochè ovunque: in casa (98%), fuori casa (88%) e in ufficio (77%).
Inoltre, come spiegato da Paola Scarpa, Industry leader Tech, Media & Entertainment Google Italy, lo smartphone viene utilizzato spesso anche in parallelo ad altri media: mentre si ascolta musica (47%), mentre si guarda la tv (32%) e, nel 30% dei casi, persino quando si naviga su internet con un altro dispositivo. Circa la metà degli intervistati (45%) lo utilizza per recuperare velocemente informazioni sul web o impiegare utilmente pause e tempi morti (53%), come per esempio in attesa del bus o del treno. Lo smartphone è dunque entrato a pieno titolo nel vissuto quotidiano degli italiani.
Quanto al rapporto tra gli italiani e le app, la ricerca Ipsos MediaCT rivela che gli italiani dotati di smarphone possiedono in media 19 applicazioni, di cui 4 sono state acquistate, anche se ogni mese ne utilizzano ‘solo’ 7 con una certa frequenza, ma il trend è in crescita: il 39% degli intervistati è convinto infatti che incrementerà l’utilizzo di app nei prossimi 12 mesi.
Il convegno di quest'oggi è stata l'occasione per fare il punto sulle ultime innovazioni messe in campo da Google sul versante mobile. Come spiegato da Alessandro Antiga, direttore marketing, e Luciano Cantoni, industry head technology Google Italy, le principali frontiere esplorate dall'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin sono quelle che rispondono alla voce 'comandi vocali', ossia la possibilità di inviare sms, effettuare ricerche, cercare mappe, impostare il navigatore, e tanto altro ancora, solo con l'utilizzo della propria voce.
Ma da non trascurare sono anche i servizi di ricerca basati sulle immagini, tramite Google Goggles, che permette appunto di ricercare informazioni dettagliate semplicemente tramite un'immagine o una fotografia scattata con lo smartphone. Sulla stessa linea anche la possibilità di utilizzare il cellulare per avere informazioni su specifici prodotti tramite i Qr-code e di adoperare lo smartphone per effettuare direttamente i pagamenti.
Lo smartphone al centro del processo d’acquisto
Rispetto ai paradigmi del marketing tradizionale, l’affermazione del digitale ha modificato in maniera significativa gli spazi e i tempi di interazione cliente-prodotto/servizio. Pc, tablet e ancor di più cellulari e smartphone diventano strumenti fondamentali non solo nella fase di acquisto e nella fruizione di servizi di assistenza post vendita o fidelizzazione, ma anche nei momenti che precedono l’acquisto. Si tratta, come spiegato da Paola Scarpa, del cosiddetto Zero moment of truth (Zmot), ossia l'attimo che anticipa la prima interazione fra cliente e prodotto sugli scaffali di un negozio, fisico o virtuale che sia.
Per non perdere opportunità di business, la chiave è farsi trovare, dunque essere presenti in tutti i momenti in cui i clienti interagiscono con il cellulare, senza dimenticare il momento dell’acquisto.
In Italia l’m-commerce è già realtà e sempre maggiori strumenti e opportunità arriveranno in futuro. Secondo i dati Ipsos MediaCT, il 23% dei possessori di smartphone ha dichiarato di aver già effettuato un acquisto via mobile. Un dato non troppo distante da quello registrato negli Stati Uniti (29%) e in Gran Bretagna e Germania (28%), e superiore alla media francese (17%).
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Tre trends: video, search e ricerche locali
Nel complesso, il mondo dell‘advertising mobile in Italia ha un potenziale enorme. Il 72% dei possessori di smartphone ricorda di aver notato un annuncio pubblicitario sul mobile. Se ci confrontiamo con altri Paesi, l’attenzione è la stessa del Giappone (73%), il Paese più evoluto per eccellenza in tema di mobile commerce, e superiore a Stati Uniti (64%), Francia ( 61%), Gran Bretagna (55%) e Germania (51%). Gli annunci vengono notati in tutti i diversi contesti d’uso dello smartphone e, in particolare, facendo una ricerca (39%), guardando un video (24%), usando una app (20%), oppure navigando su sito di shopping online (21%).
Video. Il 77% degli utenti smartphone italiani guarda video sul proprio smartphone, il 25% addirittura ogni giorno; il 66% fa sharing di video (il 23% quotidianamente); YouTube si conferma la piattaforma video più utilizzata su mobile, con il 74% degli utenti.
Search. I volumi di ricerche da mobile sono in crescita: le ricerche effettuate da mobile a luglio 2011 in Italia sono aumentate del 224% rispetto allo scorso anno (fonte Google, ndr). Ma c’è di più: il 53% degli intervistati effettua quotidianamente ricerche dal proprio smartphone e il 29% ogni settimana.
Il valore delle ricerche locali. Il 78% effettua almeno una volta al mese ricerche locali o ‘di prossimità’: in particolare il 43% ha visitato un sito di prodotto o servizio, il 36% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio), e il 35% ha poi effettuato una chiamata a un azienda o ha attivato un servizio.
CASE HISTORY
Ilmeteo.it, il sole splende sul mobile
Nata nel dicembre 2000 dall'idea di Antonio Sanò, attuale amministratore delegato, la società conta oggi più di 20 esperti e si avvale della preziosa collaborazione dei più illustri meteorologi europei ed americani. Ogni mese 17 milioni di italiani visitano il sito web Ilmeteo.it che, con 350 milioni di page views al mese (fonte Audiweb, ndr), è anche il sito meteo più visitato d'Italia, oltre che uno dei principali a livello europeo.
Con l’obiettivo di offrire i propri servizi meteo al crescente numero di clienti mobili in Italia e all’estero, IlMeteo.it avvia una strategia mobile e, nel 2009, lancia la sua prima app, promuovendola sul sito internet con la creazione di un’apposita sezione, attraverso una comunicazione diretta a tutti gli utenti registrati (all’epoca circa 350.000) e realizzando campagne promozionali dedicate sul web.
Sviluppata inzialmente solo per iPhone e in due versioni, una gratuita e una a pagamento, oggi l’app de IlMeteo.it è disponibile per tutte le principali piattafome e sistemi operativi tra cui Android, Windows Mobile e BlackBerry. I risultati in termini di download sono stati ottimi e, a oggi, ilMeteo.it è la maggiore realtà italiana nelle applicazioni meteo per dispositivi mobili.
EasyJet, volare col mobile
In Gran Bretagna, EasyJet ha deciso di aprirsi al mondo mobile nel corso del 2011 con due obiettivi precisi: vendere di più e meglio. Tenendo conte che il target principale è costituito da professionisti e business traveller alla ricerca di voli last minute, sono state realizzate campagne dedicate con parole chiave specifiche.
La forza delle campagne mobile è la velocità di reazione e adattamento: il monitoraggio sui profili di accesso ha infatti rivelato che il 38% dei clienti mobile ha effettuato un acquisto a meno di 10 giorni dal volo, rispetto al 13% degli acquirenti da computer.
EasyJet ha quindi realizzato nuove offerte last minute per i clienti mobile ottenendo risultati decisamente positivi e immediatamente misurabili: ogni sterlina investita in campagne pubblicitarie mobile ha generato un profitto di 11 sterline.
Volvo S60, l’auto-mobile
Il popolare marchio svedese di auto, Volvo, ha scelto il mondo mobile per creare un contatto più diretto con i potenziali clienti della nuova S60 in Nord America.
Sul sito mobile di Volvo S60 è infatti possibile visualizzare video e immagini, far ruotare l’auto a 360°, ricevere informazioni e anche localizzare il dealer più vicino.
In media, gli utenti mobili trascorrono più tempo sull’annuncio dell’auto (quasi 1 minuto); inoltre, il ‘click through rate’ è del 3,9 %, circa dieci volte superiore a quello delle precedenti campagne banner ideate per computer.
La campagna ha consentito di conseguire risultati notevoli anche in termini di preferenze di brand con un aumento del livello di preferenza del marchio del 240%, un incremento dell’intenzione di acquisto del 88%, e un aumento della propensione a segnalare il brand Volvo del 78%.
Unicredit, Fiat, Citroën, Wind, Mondadori. Altri casi di successo
Come spiegato da Alessandro Colafranceschi, head of global online & mobile bkg Unicredit, la logica che la banca sta seguendo per implementare i propri servizi mobile è quella di concepire lo smartphone come una sorta di ‘telecomando’ dell’internet banking. In sintonia con tale approccio, Unicredit ha messo a punto sia il mobile site, sia delle applicazioni, sia dei servizi tramite sms, che permettono agli utenti di agire sul proprio conto in mobilità, mantenendo sempre un alto livello di controllo sui movimenti del conto stesso.
Secondo Maurizio Spagnulo, head of digital Fiat, il progresso principale realizzato dalla casa automobilistica torinese in tema di mobile communication è stato quello di passare da una logica di gaming a una logica più evoluta, che concepisce il canale mobile non per il semplice entertainment, ma per fornire servizi a valore aggiunto per i clienti. Dunque gli m-site e le applicazioni vengono utilizzate per dare informazioni sui nuovi veicoli in vendita, oppure per informare i clienti già acquisiti sulle procedure da seguire per mantenere al meglio il veicolo.
Sulla stessa linea è anche Grazia Maria Di Martino di Citroën, la quale ha sottolineato l’importanza di utilizzare il canale mobile per fornire servizi utili, come, per esempio, prenotare i test drive.
Nel suo intervento, Edoardo Thermes, direttore marketing mobile internet & innovative services Wind, ha invece evidenziato quanto sia importante sviluppare delle campagne mobile che siano coerenti e integrate rispetto al resto della propria comunicazione aziendale, sviluppando dunque linguaggi e servizi, che si adattino alle peculiarità del mobile.
Anche se, come affermato da Vittorio Veltroni, direttore gen. divisione digital Mondadori, è necessario compiere ancora tanti passi in avanti, smettendo di considerare il canale mobile come una sorta di sperimentazione, e puntando invece alla definizione di procedure e metrice condivise, che valorizzino il canale e incentivino il suo utilizzo per entrare in connessione e relazione con i consumatori.
Mario Garaffa
Di fronte a una platea affollatissima, lo ‘stato maggiore’ di Google, guidato dal country director Google Italy, Stefano Maruzzi ha presentato una ricerca che fotografa il ruolo degli smartphone nella vita degli italiani, fornendo ad aziende e sviluppatori indicazioni utili per trasformare il successo del comparto mobile in concrete opportunità di business.Con oltre 20 milioni di utilizzatori in Italia, in crescita del 52% rispetto al 2010 (fonte Nielsen, primo trimestre 2011, ndr), il fenomeno smartphone sta modificando in maniera radicale le logiche di relazione e interazione tra aziende e consumatori, e rappresenta un’opportunità di crescita importante per l’economia dell’intero Paese.
Secondo la ricerca commissionata da Google a Ipsos MediaCT nel luglio 2011, lo smartphone è ormai diventato uno strumento imprescindibile di relazione per gli italiani. Infatti, più della metà degli utilizzatori (60%) difficilmente si separa dal proprio smartphone e lo utilizza pressochè ovunque: in casa (98%), fuori casa (88%) e in ufficio (77%).
Inoltre, come spiegato da Paola Scarpa, Industry leader Tech, Media & Entertainment Google Italy, lo smartphone viene utilizzato spesso anche in parallelo ad altri media: mentre si ascolta musica (47%), mentre si guarda la tv (32%) e, nel 30% dei casi, persino quando si naviga su internet con un altro dispositivo. Circa la metà degli intervistati (45%) lo utilizza per recuperare velocemente informazioni sul web o impiegare utilmente pause e tempi morti (53%), come per esempio in attesa del bus o del treno. Lo smartphone è dunque entrato a pieno titolo nel vissuto quotidiano degli italiani.
Quanto al rapporto tra gli italiani e le app, la ricerca Ipsos MediaCT rivela che gli italiani dotati di smarphone possiedono in media 19 applicazioni, di cui 4 sono state acquistate, anche se ogni mese ne utilizzano ‘solo’ 7 con una certa frequenza, ma il trend è in crescita: il 39% degli intervistati è convinto infatti che incrementerà l’utilizzo di app nei prossimi 12 mesi.
Il convegno di quest'oggi è stata l'occasione per fare il punto sulle ultime innovazioni messe in campo da Google sul versante mobile. Come spiegato da Alessandro Antiga, direttore marketing, e Luciano Cantoni, industry head technology Google Italy, le principali frontiere esplorate dall'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin sono quelle che rispondono alla voce 'comandi vocali', ossia la possibilità di inviare sms, effettuare ricerche, cercare mappe, impostare il navigatore, e tanto altro ancora, solo con l'utilizzo della propria voce.
Ma da non trascurare sono anche i servizi di ricerca basati sulle immagini, tramite Google Goggles, che permette appunto di ricercare informazioni dettagliate semplicemente tramite un'immagine o una fotografia scattata con lo smartphone. Sulla stessa linea anche la possibilità di utilizzare il cellulare per avere informazioni su specifici prodotti tramite i Qr-code e di adoperare lo smartphone per effettuare direttamente i pagamenti.
Lo smartphone al centro del processo d’acquisto
Rispetto ai paradigmi del marketing tradizionale, l’affermazione del digitale ha modificato in maniera significativa gli spazi e i tempi di interazione cliente-prodotto/servizio. Pc, tablet e ancor di più cellulari e smartphone diventano strumenti fondamentali non solo nella fase di acquisto e nella fruizione di servizi di assistenza post vendita o fidelizzazione, ma anche nei momenti che precedono l’acquisto. Si tratta, come spiegato da Paola Scarpa, del cosiddetto Zero moment of truth (Zmot), ossia l'attimo che anticipa la prima interazione fra cliente e prodotto sugli scaffali di un negozio, fisico o virtuale che sia.
Per non perdere opportunità di business, la chiave è farsi trovare, dunque essere presenti in tutti i momenti in cui i clienti interagiscono con il cellulare, senza dimenticare il momento dell’acquisto.
In Italia l’m-commerce è già realtà e sempre maggiori strumenti e opportunità arriveranno in futuro. Secondo i dati Ipsos MediaCT, il 23% dei possessori di smartphone ha dichiarato di aver già effettuato un acquisto via mobile. Un dato non troppo distante da quello registrato negli Stati Uniti (29%) e in Gran Bretagna e Germania (28%), e superiore alla media francese (17%).
.jpg)
Tre trends: video, search e ricerche locali
Nel complesso, il mondo dell‘advertising mobile in Italia ha un potenziale enorme. Il 72% dei possessori di smartphone ricorda di aver notato un annuncio pubblicitario sul mobile. Se ci confrontiamo con altri Paesi, l’attenzione è la stessa del Giappone (73%), il Paese più evoluto per eccellenza in tema di mobile commerce, e superiore a Stati Uniti (64%), Francia ( 61%), Gran Bretagna (55%) e Germania (51%). Gli annunci vengono notati in tutti i diversi contesti d’uso dello smartphone e, in particolare, facendo una ricerca (39%), guardando un video (24%), usando una app (20%), oppure navigando su sito di shopping online (21%).
Video. Il 77% degli utenti smartphone italiani guarda video sul proprio smartphone, il 25% addirittura ogni giorno; il 66% fa sharing di video (il 23% quotidianamente); YouTube si conferma la piattaforma video più utilizzata su mobile, con il 74% degli utenti.
Search. I volumi di ricerche da mobile sono in crescita: le ricerche effettuate da mobile a luglio 2011 in Italia sono aumentate del 224% rispetto allo scorso anno (fonte Google, ndr). Ma c’è di più: il 53% degli intervistati effettua quotidianamente ricerche dal proprio smartphone e il 29% ogni settimana.
Il valore delle ricerche locali. Il 78% effettua almeno una volta al mese ricerche locali o ‘di prossimità’: in particolare il 43% ha visitato un sito di prodotto o servizio, il 36% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio), e il 35% ha poi effettuato una chiamata a un azienda o ha attivato un servizio.
CASE HISTORY
Ilmeteo.it, il sole splende sul mobile
Nata nel dicembre 2000 dall'idea di Antonio Sanò, attuale amministratore delegato, la società conta oggi più di 20 esperti e si avvale della preziosa collaborazione dei più illustri meteorologi europei ed americani. Ogni mese 17 milioni di italiani visitano il sito web Ilmeteo.it che, con 350 milioni di page views al mese (fonte Audiweb, ndr), è anche il sito meteo più visitato d'Italia, oltre che uno dei principali a livello europeo.
Con l’obiettivo di offrire i propri servizi meteo al crescente numero di clienti mobili in Italia e all’estero, IlMeteo.it avvia una strategia mobile e, nel 2009, lancia la sua prima app, promuovendola sul sito internet con la creazione di un’apposita sezione, attraverso una comunicazione diretta a tutti gli utenti registrati (all’epoca circa 350.000) e realizzando campagne promozionali dedicate sul web.
Sviluppata inzialmente solo per iPhone e in due versioni, una gratuita e una a pagamento, oggi l’app de IlMeteo.it è disponibile per tutte le principali piattafome e sistemi operativi tra cui Android, Windows Mobile e BlackBerry. I risultati in termini di download sono stati ottimi e, a oggi, ilMeteo.it è la maggiore realtà italiana nelle applicazioni meteo per dispositivi mobili.
EasyJet, volare col mobile
In Gran Bretagna, EasyJet ha deciso di aprirsi al mondo mobile nel corso del 2011 con due obiettivi precisi: vendere di più e meglio. Tenendo conte che il target principale è costituito da professionisti e business traveller alla ricerca di voli last minute, sono state realizzate campagne dedicate con parole chiave specifiche.
La forza delle campagne mobile è la velocità di reazione e adattamento: il monitoraggio sui profili di accesso ha infatti rivelato che il 38% dei clienti mobile ha effettuato un acquisto a meno di 10 giorni dal volo, rispetto al 13% degli acquirenti da computer.
EasyJet ha quindi realizzato nuove offerte last minute per i clienti mobile ottenendo risultati decisamente positivi e immediatamente misurabili: ogni sterlina investita in campagne pubblicitarie mobile ha generato un profitto di 11 sterline.
Volvo S60, l’auto-mobile
Il popolare marchio svedese di auto, Volvo, ha scelto il mondo mobile per creare un contatto più diretto con i potenziali clienti della nuova S60 in Nord America.
Sul sito mobile di Volvo S60 è infatti possibile visualizzare video e immagini, far ruotare l’auto a 360°, ricevere informazioni e anche localizzare il dealer più vicino.
In media, gli utenti mobili trascorrono più tempo sull’annuncio dell’auto (quasi 1 minuto); inoltre, il ‘click through rate’ è del 3,9 %, circa dieci volte superiore a quello delle precedenti campagne banner ideate per computer.
La campagna ha consentito di conseguire risultati notevoli anche in termini di preferenze di brand con un aumento del livello di preferenza del marchio del 240%, un incremento dell’intenzione di acquisto del 88%, e un aumento della propensione a segnalare il brand Volvo del 78%.
Unicredit, Fiat, Citroën, Wind, Mondadori. Altri casi di successo
Come spiegato da Alessandro Colafranceschi, head of global online & mobile bkg Unicredit, la logica che la banca sta seguendo per implementare i propri servizi mobile è quella di concepire lo smartphone come una sorta di ‘telecomando’ dell’internet banking. In sintonia con tale approccio, Unicredit ha messo a punto sia il mobile site, sia delle applicazioni, sia dei servizi tramite sms, che permettono agli utenti di agire sul proprio conto in mobilità, mantenendo sempre un alto livello di controllo sui movimenti del conto stesso.
Secondo Maurizio Spagnulo, head of digital Fiat, il progresso principale realizzato dalla casa automobilistica torinese in tema di mobile communication è stato quello di passare da una logica di gaming a una logica più evoluta, che concepisce il canale mobile non per il semplice entertainment, ma per fornire servizi a valore aggiunto per i clienti. Dunque gli m-site e le applicazioni vengono utilizzate per dare informazioni sui nuovi veicoli in vendita, oppure per informare i clienti già acquisiti sulle procedure da seguire per mantenere al meglio il veicolo.
Sulla stessa linea è anche Grazia Maria Di Martino di Citroën, la quale ha sottolineato l’importanza di utilizzare il canale mobile per fornire servizi utili, come, per esempio, prenotare i test drive.
Nel suo intervento, Edoardo Thermes, direttore marketing mobile internet & innovative services Wind, ha invece evidenziato quanto sia importante sviluppare delle campagne mobile che siano coerenti e integrate rispetto al resto della propria comunicazione aziendale, sviluppando dunque linguaggi e servizi, che si adattino alle peculiarità del mobile.
Anche se, come affermato da Vittorio Veltroni, direttore gen. divisione digital Mondadori, è necessario compiere ancora tanti passi in avanti, smettendo di considerare il canale mobile come una sorta di sperimentazione, e puntando invece alla definizione di procedure e metrice condivise, che valorizzino il canale e incentivino il suo utilizzo per entrare in connessione e relazione con i consumatori.
Mario Garaffa

