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IAB/2. Boldrin: “Il web è la rete su cui può rimbalzare il sistema Italia”

Secondo Michele Boldrin, professor and department Chair alla Washington University St. Louis, Usa, l’innovazione è il lievito di un Paese.“In Italia? Manca il lievito”. Ma, nonostante tutto, qualche segno positivo comunque c’è.
Quali sono le differenze fra la bolla edilizia che ha fatto scoppiare la crisi del 2008 - e di cui ancora oggi si soffrono le conseguenze - e quella del 2001, chiamata da tutti la ‘bolla di Internet’? E, nell’attuale contesto di crisi, quali sono gli aspetti su cui l’Italia è carente? Questi gli importanti argomenti trattati in un interessante intervento da Michele Boldrin, professor and department Chair alla Washington University St. Louis, Usa.
 
“La prima fondamentale differenza fra le due ‘bolle’ è che quella del 2001, è stata salutare per il sistema, l’altra no - ha esordito Boldrin-. E’ stata una distruzione creativa, che ha eliminato quello che non funzionava, lasciando invece quello che aveva delle basi solide per andare avanti. Quella attuale è invece una crisi che distrugge le imprese, tutte”. C’è poi il fatto che una è una crisi di venture capital, l’altra di speculative capital, e che l’industria di internet è leggera, mentre la seconda, parlando di imprese di tutti settori, è pesante.

E la posizione dell’Italia in questo quadro? Come era prevedibile, il BelPaese arranca. Perché la chiave per uscire dall’impasse è secondo Boldrin l’innovazione, che deve essere applicata su diversi fronti. Inanzitutto la produzione. “il reddito di un Paese cresce se si producono cose che piaccipono - ha spiegato -. La Apple non sarebbe diventata quello che è oggi se non avesse avuto la genialità di intuire cosa sarebbe piaciuto al pubblico”.
 
Risparmiare quello che ha, accumulare senza però produrre novità e innovazione, non solo non fa crescere un Paese, ma addirittura lo impoverisce. Un Paese ricco di risparmio può insomma diventare povero di reddito perché accumula cose vecchie e non trafsorma cose nuove. “L’innovazione è il lievito della crescita di un Paese, che in Italia, purtroppo, oggi manca”.
 
Ciò è -tristemente - evidente in molti aspetti. Prima di tutto nella mancanza di infrastruttura. “Questo è un grande limite per le PMI, che avendo poco tempo a disposizione ci perdono - continua Boldrin - mentre sfruttando le infrastrutture avrebbero molti benefici”. C’è poi in Italia una mancanza di una conoscenza appropiata a filtrare i segnali in Rete. “E’ paradossale che un Paese come l’Italia fatto di piccole e medie imprese la Rete non venga usata prima di tutto per vendere”, commenta. A monte c’è poi una scuola che non funziona nella trasmissione della conoscenza. I tentativi di controllare il flusso di informazione sulla Rete è poi un grande limite, perché “si deve lasciare provare la gente a fare progetti su internet: pensiamo a Facebook, nato come esperiemnto per connettere gli amici dell’università”.
 
In questo panorama, alquanto deprimente, non mancano però alcuni segnali positivi. Nonostante tutto, infatti, anche in Italia esistono ancora la competizione e la concorrenza, elementi che ravvivano il sistema. Inoltre, la Rete è, - almeno per ora - l’unica industria quasi totalmente libera da intrusioni politiche e stataliste. “Non chiedete sovvenzioni - è l’invito perenetorio di Boldrin - non lasciateli entrare in casa!”.
 
E un altro consiglio accorato: “la Rete ha bisogno di infrastruttura e della scuola: chiediamole. Perché il web è l’unica rete su cui l’Italia può rimbalzare. Il compito vostro di operatori del settore è chiedere quello di cui ha bisogno il nostro BelPaese”.

Ilaria Myr