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IAB/2. Rimuovere gli ostacoli all'innovazione, una priorità per le Istituzioni

A conferma dell’interesse proattivo del governo nei confronti della Digital Economy, rientrano la partecipazione alla prima giornata di Iab Forum 2012 di Alessandro Fusacchia, Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, e i due videomessaggi del Ministro Francesco Profumo e del suo Consigliere Mario Calderini. Denominatore comune il decreto sull’Agenda digitale che è stato approvato dal governo giovedi 4 ottobre e che può essere un valido strumento d'incentivazione all'innovazione anche grazie alle proposte degli operatori dell'industry digitale italiana.

Da smart cities a banda larga, da eGovernment a eCommerce e start-up, le aree di applicazione delle misure previste dal governo per favorire la penetrazione del digitale nel nostro Paese. Il decreto sull’Agenda digitale è stato approvato dal governo giovedi 4 ottobre, e prevede 150 milioni di euro stanziati per portare la banda larga in aree a fallimento di mercato nel Centro Nord (es. comunità montane e piccoli comuni) in una logica di attivazione di maggiori risorse regionali e private. Fondi che si andranno ad aggiungere ad altri 600 milioni di euro, già disponibili, indirizzati allo sviluppo della banda larga ed ultralarga nelle zone meridionali.



In questa cornice, e a conferma dell’interesse proattivo delle Istituzioni nei confronti della Digital Economy, rientra la partecipazione alla prima giornata di Iab Forum 2012 di Alessandro Fusacchia, Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e coordinatore della task force sulle start up dello stesso Ministero, intervistato su alcuni punti salienti del Decreto sull'Agenda digitale e più specificatamente in merito alle misure relative alle start up, risultato di un intenso lavoro avviato in ambito governativo anche attraverso la Cabina di regia per l’Agenda Digitale, che ha dato vita al report  'Restart, Italia!' .

"Abbiamo un sistema complicato in Italia" sostiene Fusacchia (in foto), "che non favorisce l'innovazione. L'intervento dello Stato deve prima di tutto rimuovere questi ostacoli. Non dobbiamo copiare altri modelli perchè sul fronte della domanda in Italia abbiamo un grande potenziale, che non riusciamo ad esprimere a causa di una serie di ostacoli strutturali."

Il rapporto nasce con l'intento di creare le condizioni di sistema per fare in modo che in Italia sia più semplice aprire una start up innovativa e farla crescere nel tempo. Il rapporto inizia con il definire Start Up innovativa quella che risponde a sei requisiti: capitale per almeno il 51% a persona fisiche; esiste da non più di 48 mesi; registra un fatturato inferiore a 5 milioni di euro; non distribuisce utili; presenta una contabilità trasparente, e senza contanti in cassa; ha come oggetto sociale lo sviluppo di prodotti/servizi innovativi ad alto livello tecnologico.

Tutto ruota intorno a fondi, agevolazioni e sburocratizzazione. Non si parla infatti di finanziamenti, bensì di facilitazioni e semplificazioni. Il report mette poi in chiaro tre elementi: le Misure di sostegno (lancio, crescita, maturità e consapevolezza), i Territori e la Valutazione (premi, riconoscimenti eccetera). Le misure previste sono costituite principalmente da strumenti fiscali per agevolare la costituzione di start up, anche con capitali privati e criteri di scelta per disincentivare la “fuga di cervelli”.

"Restart Italia è solo il punto di partenza" conclude Fusacchia, "e non dobbiamo abbassare la guardia. Cerchiamo di creare un decreto finale migliore di quello uscito dal Consiglio dei Ministri. Per farlo abbiamo bisogno anche dell'aiuto di tutti gli addetti al lavori della digital economy italiana. Non dateci tregua nei 60 giorni in cui possiamo migliorare ulteriormente il testo di legge."

Un appello all'industry di riferimento lo fa anche Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nel videomessaggio proiettato in sala plenaria. Premessi i due temi su cui tutta l'industry deve focalizzarsi: formazione nel settore digitale del nostro Paese e aiuti alle imprese per migliorare il loro livello di digitalizzazione, il Ministro si dichiara disponibile ad ascoltare le proposte degli operatori del settore in grado di influire sul risultato finale del decreto legge in fase di approvazione in parlamento.

Guarda il videomessaggio a Francesco Profumo.

Per Mario Calderini, Consigliere del Ministro Francesco Profumo per le Politiche di Ricerche e di Innovazione e Coordinatore Gruppo di Lavoro Smart Communities - Agenda Digitale, il decreto Digitalia è solo un punto di partenza, con alcune parti molto produttive ed altre che ancora necessiteranno di assestamenti e modifiche nei mesi a venire. Così spiega nel videomessaggio trasmesso nella prima giornata di Iab Forum 2012. Decreto nato in poco tempo e in assenza di una governance centrale motivo per cui la fase di costruzione ha sofferto di qualche difficoltà. Ma soprattutto Calderini ravvisa  nella governance non tanto tecnica ma politica e di indirizzo, il primo tema su cui impegnarsi nei mesi prossimi perchè un'eccessiva frammentazione di competenze dei vari ministeri potrebbe non giovare ad un efficiente sviluppo delle norme contenute nel decreto stesso.

Guarda il videomessaggio di Mario Calderini.


Maria Ferrucci