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Digital

IAB/3. Agenzie: i clienti imparino a rischiare

 Le aziende devono considerare in modo diverso il contributo delle agenzie di comunicazione. Questo il messaggio chiave emerso durante la tavola rotonda di questa mattina allo Iab Forum, in cui sono intervenuti alcuni loro rappresentanti.
L'appassionato intervento del presidente di AssoComunicazione Massimo Costa  (clicca qui) ha introdotto uno dei temi più delicati che si affronta quando si parla di comunicazione digitale, e cioè il rapporto fra azienda e agenzia. A parlarne, durante una tavola rotonda coordinata da Layla Pavone (nella foto a sx), presidente consulta digital AssoComunicazione e managing director Isobar, sono intervenuti tre esponenti di agenzia di comunicazione: Maurizio Sala, partner di Bitmama (gruppo Reply e Gruppo Armando Testa), Franco Bondi, presidente e amministratore delegato Quadrante, e Paolo Iabichino, executive creative director OgilvyOne.

“Ha ragione Costa: siamo prima di tutto delle aziende, e i clienti devono capirlo - ha esordito Maurizio Sala (nella foto a dx) -. Siamo aziende che offrono consulenza, e per fare ciò bisogna investire, assumere giovani, fare ricerca e moltiplicare competenze. Questo ha un prezzo, in quanto fornisce un ritorno utile per le aziende, e come tale va riconosciuto”.

“Le aziende sono purtroppo abituate a considerare il 'tempo uomo', e considerano la comunicazione sul web qualcosa che riguarda solo la tecnologia, e non, invece, un'attività di branding - gli fa eco Iabichino (nella foto a sx) -. Il tema vero è riconoscere la complessità del lavoro di chi fa comunicazione”.

A questo aspetto si aggiunge un problema di contenuti, per i quali ancora, secondo Iabichino, le agenzie spesso non sono abbastanza preparate. “Pur nella totale integrazione, è importante che le agenzie mantengano al proprio interno le specializzazioni - prosegue Iabichino - e abbiano l'umiltà di ricorrere a di professionisti esterni quando necessario”.

Le competenze, dunque, si sono profondamente moltiplicate, ed è dunque necessario che le agenzie stiano al passo con questa maturazione, l'improvvisazione non è più accettabile. Allo stesso tempo, però, le scuole che preparano alla comunicazione digitale non forniscono gli strumenti concreti necessari per fare questo mestiere. Per questo AssoComunicazione ha lanciato un master in comunicazione digitale, in collaborazione con Almed (Università Cattolica di Milano), in cui esperti di comunicazione porteranno agli studenti la loro esperienza sul campo.

Inoltre, i contenuti non sono ancora misurati. “Il mercato dei contenuti si esprime nella progettualità, nei social media nelle storie che dobbiamo raccontare - ha dichiarato Layla Pavone -, ma è comunque molto importante dal punto di vista numerico. Si può arrivare a 1 miliardo di euro anche in questo settore. L'obiettivo è riuscire ad allargare il perimetro della misurazione ai contenuti”.

L'auspicio degli intervenuti è uno solo: fare capire ai clienti quanto la comunicazione digitale sia efficace, oggi imprescindibile, un processo vivo perché può essere aumentato, rivitalizzato continuamente.

Accorato, l'appello ai clienti di Franco Bondi: “Permetteteci di portare idee. In molte aziende la comunicazione digitale è delegata all'It. Ma così non si arriva da nessuna parte”.

Ilaria Myr