Digital
IAB. Il digitale: crescono i budget e si fanno strategici, ma serve cultura

Segnali positivi, ma con margini di miglioramento, dagli
investimenti sul digitale delle aziende in Italia. Crescono, in molti casi si
avvicinano all'obiettivo del 10% di valore sul totale
degli investimenti ereditato dalla scorsa edizione dello IAB
Forum
dopo un confronto con le realtà internazionali.
Alcune aziende, ancora poche, purtroppo, tendono a ottimizzarli, concentrandoli
soprattutto su quelle marche che più possono beneficiare di una presenza
massiccia sui media digitali, per rafforzare strategicamente il dialogo con i
target più giovani e intercettarli negli spazi, anche virtuali, dove viene
rilevata la loro cospicua presenza. Per fare un ulteriore passo in avanti, serve
un'iniezione di cultura sul digital, affinchè le imprese imparino a valorizzarne
e a sfruttarne tutte le potenzialità e a trovare modalità e forme di visibilità
creative, originali e innovative per marche e prodotti. A partire dai video
games. Obama docet.
La corsa del digitale proseguirà anche nel 2009, a ritmi
serrati e secondo logiche ancor più strategiche, ma non andrà a scapito di
nessun mezzo, anzi, seguirà la via di una maggior integrazione in una
piattaforma che sarà sempre più multimediale.
E' lo specchio emerso oggi,
nella seconda giornata dello IAB Forum, dalla tavola rotonda che ha visto
coinvolti gli insigni rappresentati di realtà aziendali di primo piano nel
nostro Paese come Barilla, Coca Cola, Fiat, Enel, Expedia, Feltrinelli,
L'Oreal, moderati da Salvatore Sagone, presidente ADC
Agenzia della Comunicazione. Non sono mancati i preziosi interventi di scenario
di Giovanna Maggioni, direttore generale Upa e di Layla
Pavone, Presidente IAB, che ha concluso il giro di riflessioni.
Coperchini (Barilla): in Barilla il digitale
cresce a doppia cifra
Alberto Coperchini, Global Media Director Barilla: " La
soglia del 10% prospettata l'anno scorso credo sia un traguardo da raggiungere
nel corso degli anni. Barilla si è avviata in questa direzione, il valore del
digitale sul totale cresce a doppia cifra e i segnali indicano che non ci vorrà
molto per toccare il 10%. Certamente nel Gruppo alcune marche sono già 'avanti'
a riguardo, come Pavesi, che ha visto crescere la quota di investimenti sulla
rete, sia in termini di presenza pubblicitaria che di contenuti online, per
catturare il target più giovane, a cui si rivolge".
Chiare le intenzioni del
Gruppo per il 2009: "Proseguiremo su questa linea, i budget sui mezzi digitali
aumenteranno in maniera proporzionale agli altri mezzi in un piano globale molto
articolato e multimediale. Lo sforzo, in un contesto economico poco roseo, è di
impegnarsi a mantenere gli investimenti totali in comunicazione in linea con il
2008 per sostenere tutte le nostre marche in un momento difficile per il mercato
e i consumi".
Sala (Coca Cola): da O a 100, un'accelerata digitale
Barbara Sala, Connections Manager Coca
Cola, ha esordito affermando come il Gruppo, negli ultimi tre anni, si sia
guadagnato la prima posizione tra le aziende Fast Moving Consumer Goods per
investimenti sul digitale. "Siamo lontani dalla soglia del 10% - ha spiegato la
manager – ma investiamo secondo criteri diversi sulla base di ciascun brand e
del target di riferimento, elaborando piani di marketing 'personalizzati'.
Alcuni marchi, quindi, correranno più velocemente verso una digitalizzazione,
altri, invece, conserveranno strategie più tradizionali".
Interessante
la risposta di Sala all'interrogativo:"Se fosse una concessionaria di pubblicità
specializzata in internet, su quali elementi farebbe leva per convincere a
investire su questo media?" "Credo che, innanzitutto, una concessionaria
digitale debba diventare ambasciatore di cultura sul digitale tra aziende e
agenzie – ha affermato la Connections Manager Coca Cola - Nelle imprese italiane
si ha una scarsa conoscenza del mezzo, dei suoi linguaggi e delle sue
potenzialità. Serve fare formazione, creare competenze per gestire al meglio
questa risorsa e soprattutto offrire ai clienti presentazioni personalizzate
create ad hoc per ogni marca".
Perosino (Fiat): Sul digitale il 9% del budget e
grandi 'liquid ideas'
Il digitale è ormai una realtà affermata in casa Fiat
Group. Lo testimoniano i successi mondiali ottenuti dalla piattaforma Fiat
500 wants you ideata da Leo Burnett, studiata come caso di comunicazione in
numerose Università e i recenti riscontri positivi del nuovo Alfabet
Mi.to, il linguaggio di icone ideato dalla STV per il lancio di Alfa Mito.
Non da ultimo, il progetto '8inpunto', il primo web-serial
partecipativo di Fiat.
Come ha spiegato Giovanni
Perosino, direttore comunicazione Fiat Group. " Quel che fa la
differenza sul web sono le grandi 'liquid ideas', idee forti, ad alto
coinvolgimento e capaci di funzionare su molte piattaforme. Il digitale si
annuncia come un multimedia di grandi possibilità interattive e a costi ridotti.
Per il progetto online di Fiat 500, ad esempio, abbiamo investito l'1% del
budget 500".
Quali i piani Fiat per il 2009? "Il web resterà uno degli asset
portanti della strategia Fiat – ha anticipato Perosino, proseguiremo gli
investimenti su questo mezzo, che nel 2008 si sono attestati all'8 –
9% del totale".
Secondo il direttore comunicazione Fiat Group,
tuttavia, il mercato presenta un limite alle aziende attente alle nuove sfide
poste dal ralenty economico: " Le aziende pronte a cavalcare le sfide aperte dal
digitale spesso non trovano nelle agenzie risorse e professionalità preparate a stupirle con
idee e strategie veramente outsanding. Pensiamo alla campagna di comunicazione messa in campo
da Obama, che ha ingaggiato un giovane 24 enne per definire la
propria immagine sui social network ed ha saputo sfruttare tutti i media
più innovativi, dalla tv al mobile, dal web fino al gaming, estendendosi fino alle consolle
dei videogiochi. Servono professionisti all'avanguardia, specializzati e capaci di fornire
idee efficaci e innovative".
Fellegara (Enel) : Enel, sempre più
online
Silvia Fellegara, Responsabile Pubblicità e new media Enel
anticipa la nuova strategia che dal 2009 vedrà il Gruppo presente sul web in
maniera continuativa e per tutto l'anno. "Quest'anno ancora la quota degli
investimenti sul digitale non ha raggiunto il 10%, ma l'anno prossimo
estenderemo la nostra presenza in rete, dando un'ulteriore spinta ai nostri
budget sul digitale".
Che fine farà il web di fronte al preannunciato
'spadone' della tv che dall'anno prossimo potrebbe abbattersi su tutti gli altri
mezzi? " La televisione potrà avere, per alcuni marchi, una quota crescente
negli investimenti – dichiara la Fellegara - ma anche il digitale crescerà, gli
altri mezzi sapranno imporsi nelle strategie sulla base delle loro peculiarità e
della loro efficacia verso target selezionati".
Qual è, dunque, il valore
aggiunto del web? Secondo la Responsabile Pubblicità e new media Enel è la
capacità di costruire un forte dialogo tra aziende e clienti, di rispondere alle
esigenze partecipative del target e di comunicare in modo diretto il valore di
marca. A riguardo, anche la relatrice sottolinea la necessità di "Diffondere tra
le aziende la cultura digitale, mettendole nelle condizioni di personalizzare
soluzioni di comunicazione ad alto contenuto creativo".
Benati (Expedia): oltre il 70% del budget sul digitale
Francesca Benati, direttore marketing Expedia la questioni
principale su cui riflettere è l'efficacia del media mix verso il target
selezionato. "Internet deve prevalere nei piani media nei casi in cui il target
da raggiungere con le attività di comunicazione sia quello che, secondo le più
recenti indagini, trascorre la maggior parte del tempo in rete e nell'utilizzo
dei new media" sostiene il direttore marketing.
"In Expedia il digitale
viene integrato strategicamente con altri mezzi in piani media costruiti in modo
specifico per intercettare con efficacia target selezionati. La sfida,
prossimamente, sarà di fronteggiare i prossimi mesi di incertezza economica
trovando le ricette mediali per costruire valore di marca e in questo caso a
risentirne credo saranno più i mezzi tradizionali che il digitale". Per le
aziende che ancora non hanno un'adeguata dimestichezza con i media digitali,
quel che serve, prima di tutto, secondo il direttore marketing Expedia sono
'educazione, cultura, informazione e creatività', che potrebbero provenire in
forma di spunti anche dalle concessionarie". L'obiettivo è portare alla
creazione di piani media integrati, multimediali, innovativi e accomunati da una
creatività che vola radente su più piattaforme. "Per ottenere questi risultati –
prosegue Benati – servono professionisti che sappiano integrare le esigenze
delle aziende con le necessità creative e partecipative dei target".
Strianese (L'Oreal): Investire sul digitale? Questione di marche
Antony Strianese PM Paris Studio L'Oreal concorda con la generale convinzione dei relatori che investire sul digitale non debba essere un 'must' generalizzato, ma una scelta strategica legata al tipo di brand. "In L'Oreal alcuni marchi come Studioline concentrano il 12% del budget sul digitale, altri, invece, si attestano decisamente al di sotto. E' una questione di strategia, di marca e di target".
Guarneri (Feltrinelli): In Feltrinelli il digitale 'si fa in
casa'
Ermanno Gomma Guarneri, Responsabile Redazione web & web
coordinator Feltrinelli ha svelato una realtà molto particolare e un modo del
tutto originale di gestire le attività sul web. "E' difficile, per una casa
editrice, permettersi spot televisivi per il lancio di un libro. Abbiamo pensato
a come ottimizzare le risorse e da qualche anno abbiamo creato un ufficio web
interno che si occupa di tutte le attività di comunicazione sul web, dalla
promozione dei libri ai contenuti online. In questa dimensione, le agenzie
esterne fungono da 'integratori di creatività', fornendo pezzi di un puzzle che
viene realizzato internamente e che sfrutta tutte le leve e i canali della rete
per comunicare i nostri titoli nel modo più semplice ed efficace".
Giovanna Maggioni, direttore generale Upa, a colloquio con
Salvatore Sagone, presidente ADC Agenzia della Comunicazione,
ha tracciato un quadro chiaro della realtà attuale del digitale e degli scenari
futuri. Uno scenario che tiene conto, certamente, dei casi di eccellenza
rappresentati e presentati oggi da Barilla, Coca Cola, Fiat, Enel, Expedia,
Feltrinelli, L'Oreal, i cui manager hanno offerto al pubblico presente oggi in
sala un 'assaggio' di strategia digitale, presentando ciascuno un'interessante
case history.
"C'è, anche in Italia, una vera e propria piattaforma digitale, ma è ancora
minuscola rispetto alle enormi potenzialità che essa offre con il suo variegato
sistema di mezzi. Se consideriamo come in media le prime 16 aziende che
rappresentano il 20% degli investimenti totali in comunicazione riservano al
digitale ancora un quota esigua dei budget, in media circa l'1,6%, ci rendiamo
che nella maggior parte delle imprese italiane la conoscenza delle potenzialità
offerte dalla rete è ancora esigua". A fronte di questo scenario, il direttore
generale Upa rinnova la necessità di cultura digitale nelle imprese italiane e
innovazione dell'offerta da parte delle agenzie.
Quali, invece, gli scenari
prefigurati nei prossimi mesi, a fronte di un annunciato spadone televisivo che
potrebbe abbattersi sul mercato spazzando via tutti gli altri mezzi? "Le aziende
dovranno innovarsi per rispondere a clienti più critici, esigenti e desiderosi
di dialogare con le marche – dichiara la Maggioni -. Dovranno per questo tenere
alta la bandiera del valore di marca costruito in decenni di comunicazione
televisiva e tradizionale, consapevoli, però, che la televisione, pur rimanendo
il mezzo a più alto richiamo di pubblico, ha bisogno di un supporto,
dell'integrazione strategica con altri mezzi che sappiano, ciascuno secondo le
proprie peculiarità linguistiche e tecnologiche, intercettare il variegato
ventaglio di consumatori".
Quale sarà, infine, secondo il direttore generale
Upa, l'impatto sulle strategie di comunicazione dei giovani manager che in
futuro siederanno alla guida delle imprese italiane? "Così come in molte aziende
si costruisce un management equilibrato tra giovani generazioni e manager
d'esperienza, così le strategie del futuro dovranno saper mescolare
sapientemente vecchi e nuovi media, valorizzando di ciascuno le qualità più
efficaci per essere competitivi sul mercato".
A coronare gli interventi dei rappresentanti di importanti aziende del Paese
e del direttore generale Upa, è stata Layla Pavone, presidente IAB, che ha suggerito alle
aziende la via della costruzione di un pensiero digitale. "Negli anni abbiamo
conquistato autorevolezza
e credibilità - ha concluso la Pavone -. Ora tocca alle aziende dimostrarci
fiducia".
Elena Colombo

