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Iab Seminar. La radio è social, scelta tattica che si fa sempre più strategica
Il concetto di radio, storicamente legato a quello di community, rappresenta il mezzo che per natura meglio si sposa con le logiche aggregative e partecipative della socialità di rete. Partendo da questo assunto, le emittenti radiofoniche presenti sul palco di Iab Seminar hanno dimostrato una comunanza di opinioni sulla valenza tattica e strategica che deve avere l'approccio ai social media in ottica di interazione e coinvolgimento del proprio pubblico.
Sul palcoscenico dello Iab Seminar a confrontarsi sulla nuova convergenza tra media tradizionali e social media Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale di Radio Italia, Gianni Barbieri, Direttore Marketing di Radio Deejay, Eugenio La Teana, Head of Research & Development di RTL 102.5 Hit Radio e Marco Saracino, Social Media Manager di Gruppo Finelco (105, RMC, Virgin Radio), nella seconda Tavola rotonda "Le Radio Italiane e i Social Media", moderata da Fabiano Lazzarini, General Manager IAB Italia.
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Il concetto di radio, storicamente legato a quello di community, rappresenta il mezzo che per natura meglio si sposa con le logiche aggregative e partecipative della socialità di rete. Partendo da questo assunto, le emittenti radiofoniche presenti sul palco hanno dimostrato una comunanza di opinioni sulla valenza tattica e strategica che deve avere l'approccio ai social media in ottica di interazione e coinvolgimento del proprio pubblico.
Radio Italia, entrata tardivamente nel mondo dei social rispetto ai propri competitor, ha utilizzato lo svantaggio temporale per studiare la concorrenza e il fenomeno tanto da affrontarlo con una precisa strategia come spiega Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale di Radio Italia: "Il nostro approccio ai social media risale a un anno e mezzo fa, un po' tardi relativamente all'esplosione del fenomeno nel nostro Paese ma forse più efficace perchè ci ha permesso di studiare lo scenario competitivo a sufficienza per potervi debuttare con un approccio più strategico che tattico. Abbiamo infatti creato uno staff dedicato ai social media e coinvolto in prima persona sui social network tutti quelli che lavorano in radio. Strategia vincente che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti. Un mese fa la nostra pagina Facebook ha superato 1 milione di amici, garantendoci un'interazione privilegiata con un'audience sempre maggiore. Di recente abbiamo dimostrato con l'evento celebrativo dei 30 anni di Radio Italia, l'efficacia e potenza della multimedialità in termini di coinvolgimento. Hanno seguito l'evento 100 mila persone in piazza Duomo a Milano, 400 mila connesse sulle frequenze radio, 600 mila sui nostri canali televisivi, 100 mila in streaming web con 70 mila post relativi all'evento su Facebook e 10 mila Twitter. Quindi questa la nostra direzione, multimediale. Andremo dove ci sarà la possibilità di ingaggio degli ascoltatori, seguendo ciò che ci permetterà di entrare in contatto con la nostra audience".
Stessa direzione per Radio Deejay, da anni presente sui social media perchè evoluzione naturale della socialità di un mezzo che "ha sempre vissuto un'intensa relazione con il proprio pubblico, più degli altri media, massimizzandone il potere d'interazione con l'utilizzo dei social media", ha sottolineato Gianni Barbieri, Direttore Marketing di Radio Deejay. Diventa quindi fondamentale l'approccio social della radio che però "non deve adattarsi ai social media, può invece beneficiarne in ottica di ascolto e massimo coinvolgimento del pubblico nella programmazione in onda. Oggi le radio usano il social in modo tattico, bisogna invece guardare oltre per trovare un modello strategico che ci permetta di creare un'identità digitale all'interno del social" ha concluso il manager.
"Multimedialità, multipiattaforma e interattività ci caratterizzano da diversi anni e sono scelte strategiche funzionali all'evoluzione della radio" specifica Eugenio La Teana, Head of Research & Development di RTL 102.5 Hit Radio. "La radio è una cassa di risonanza che cerca di utilizzare ogni modalità per interagire con il propio pubblico. Ecco che diventa fondamentale sul fronte tattico l'utilizzo delle nuove tecnologie, stando attenti ad elaborare una corretta strategia social che ci permetta di mantenere la nostra audience portandola a comunicare con noi più che ad essere solo presente sui social network. Dobbiamo utilizzare questi strumenti per fare sentire il nostro pubblico protagonista sul mezzo tradizionale. Un esempio l'app che abbiamo sviluppato che consente ai telespettatori del nostro canale sul digitale terrestre, espressione del concetto di radiovisione, di vedere sul piccolo schermo riprodotti i post pubblicati sulle proprie bacheche online. E continueremo in questa direzione con l'impegno a trasformare contenuti radiofonici in elementi di interattività con il pubblico, secondo una logica che vede il contenuto stesso tornare verso il mezzo radiofonico dopo che ne è uscito ed ha vissuto autonomamente una vita propria."
Marco Saracino, Social Media Manager di Gruppo Finelco (105, RMC, Virgin Radio), "riconosce la valenza sia tattica che strategica dei social media perchè permettono in caso di eventi ciclici una visibilità online tale da raggiungere il proprio target e trasmettergli una sensazion di completezza rispetto alla sola esperienza radiofonica. Ma i social media sono anche un hub dove promuovere contenuti esclusivi, declinando su un'audience più ampia di quella radiofonica i messaggi che vuole trasferire l'emittente. La vera sfida del futuro, considerato il sempre crescente utilizzo di internet in mobilità, sarà vinta da chi riuscirà ad offrire lo stesso tipo di contenuto sia su desktop che su device mobile."
Maria Ferrucci
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Il concetto di radio, storicamente legato a quello di community, rappresenta il mezzo che per natura meglio si sposa con le logiche aggregative e partecipative della socialità di rete. Partendo da questo assunto, le emittenti radiofoniche presenti sul palco hanno dimostrato una comunanza di opinioni sulla valenza tattica e strategica che deve avere l'approccio ai social media in ottica di interazione e coinvolgimento del proprio pubblico.
Radio Italia, entrata tardivamente nel mondo dei social rispetto ai propri competitor, ha utilizzato lo svantaggio temporale per studiare la concorrenza e il fenomeno tanto da affrontarlo con una precisa strategia come spiega Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale di Radio Italia: "Il nostro approccio ai social media risale a un anno e mezzo fa, un po' tardi relativamente all'esplosione del fenomeno nel nostro Paese ma forse più efficace perchè ci ha permesso di studiare lo scenario competitivo a sufficienza per potervi debuttare con un approccio più strategico che tattico. Abbiamo infatti creato uno staff dedicato ai social media e coinvolto in prima persona sui social network tutti quelli che lavorano in radio. Strategia vincente che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti. Un mese fa la nostra pagina Facebook ha superato 1 milione di amici, garantendoci un'interazione privilegiata con un'audience sempre maggiore. Di recente abbiamo dimostrato con l'evento celebrativo dei 30 anni di Radio Italia, l'efficacia e potenza della multimedialità in termini di coinvolgimento. Hanno seguito l'evento 100 mila persone in piazza Duomo a Milano, 400 mila connesse sulle frequenze radio, 600 mila sui nostri canali televisivi, 100 mila in streaming web con 70 mila post relativi all'evento su Facebook e 10 mila Twitter. Quindi questa la nostra direzione, multimediale. Andremo dove ci sarà la possibilità di ingaggio degli ascoltatori, seguendo ciò che ci permetterà di entrare in contatto con la nostra audience".
Stessa direzione per Radio Deejay, da anni presente sui social media perchè evoluzione naturale della socialità di un mezzo che "ha sempre vissuto un'intensa relazione con il proprio pubblico, più degli altri media, massimizzandone il potere d'interazione con l'utilizzo dei social media", ha sottolineato Gianni Barbieri, Direttore Marketing di Radio Deejay. Diventa quindi fondamentale l'approccio social della radio che però "non deve adattarsi ai social media, può invece beneficiarne in ottica di ascolto e massimo coinvolgimento del pubblico nella programmazione in onda. Oggi le radio usano il social in modo tattico, bisogna invece guardare oltre per trovare un modello strategico che ci permetta di creare un'identità digitale all'interno del social" ha concluso il manager.
"Multimedialità, multipiattaforma e interattività ci caratterizzano da diversi anni e sono scelte strategiche funzionali all'evoluzione della radio" specifica Eugenio La Teana, Head of Research & Development di RTL 102.5 Hit Radio. "La radio è una cassa di risonanza che cerca di utilizzare ogni modalità per interagire con il propio pubblico. Ecco che diventa fondamentale sul fronte tattico l'utilizzo delle nuove tecnologie, stando attenti ad elaborare una corretta strategia social che ci permetta di mantenere la nostra audience portandola a comunicare con noi più che ad essere solo presente sui social network. Dobbiamo utilizzare questi strumenti per fare sentire il nostro pubblico protagonista sul mezzo tradizionale. Un esempio l'app che abbiamo sviluppato che consente ai telespettatori del nostro canale sul digitale terrestre, espressione del concetto di radiovisione, di vedere sul piccolo schermo riprodotti i post pubblicati sulle proprie bacheche online. E continueremo in questa direzione con l'impegno a trasformare contenuti radiofonici in elementi di interattività con il pubblico, secondo una logica che vede il contenuto stesso tornare verso il mezzo radiofonico dopo che ne è uscito ed ha vissuto autonomamente una vita propria."
Marco Saracino, Social Media Manager di Gruppo Finelco (105, RMC, Virgin Radio), "riconosce la valenza sia tattica che strategica dei social media perchè permettono in caso di eventi ciclici una visibilità online tale da raggiungere il proprio target e trasmettergli una sensazion di completezza rispetto alla sola esperienza radiofonica. Ma i social media sono anche un hub dove promuovere contenuti esclusivi, declinando su un'audience più ampia di quella radiofonica i messaggi che vuole trasferire l'emittente. La vera sfida del futuro, considerato il sempre crescente utilizzo di internet in mobilità, sarà vinta da chi riuscirà ad offrire lo stesso tipo di contenuto sia su desktop che su device mobile."
Maria Ferrucci

