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Il Decreto Crescita 2.0 entra in vigore e presenta l'impresa innovativa
Dopo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge che porta con sé ulteriori misure per lo sviluppo del Paese. Il provvedimento facilita la nascita di start-up, dà nuovo slancio alle infrastrutture (digitali e non) e introduce interventi di liberalizzazione, in particolare in campo assicurativo.
Da sabato 20 ottobre è in vigore il decreto legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, decreto crescita 2.0 pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (in foto). Il provvedimento, come spiegato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, faciliterà la costruzione di “infrastrutture e servizi digitali, la nascita e sviluppo di start-up innovative, strumenti fiscali per agevolare la realizzazione di grandi opere con capitali privati, attrazione degli investimenti esteri in Italia, interventi di liberalizzazione in particolare in campo assicurativo”. Legi qui il testo del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Tra le novità l'aumento dei servizi digitali per i cittadini, che potranno avere un unico documento elettronico attraverso il quale rapportarsi con la Pubblica amministrazione. Al via ricette mediche digitali, fascicolo universitario elettronico, obbligo per la P.a. di comunicare attraverso la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in formato aperto e riutilizzabile da tutti. Digitalizzazione delle notifiche e delle comunicazioni giudiziarie che porterà a risparmi di spesa e maggiore efficienza.
Viene inoltre integrato il piano finanziario necessario all’azzeramento del divario digitale per quanto riguarda la banda larga: 150 milioni stanziati per il Centro Nord, che vanno ad aggiungersi alle risorse già disponibili per il Mezzogiorno per banda larga e ultralarga, per un totale di 750 milioni di euro. Si introducono inoltre significative semplificazioni per la posa della fibra ottica necessaria alla banda ultralarga.
Per la prima volta, nell’ordinamento del nostro Paese viene introdotta la definizione di impresa innovativa (start-up): le nuove misure toccano tutti gli aspetti più importanti del ciclo di vita di una startup, dalla nascita alla fase di sviluppo, fino alla sua eventuale chiusura, ponendo l’Italia all’avanguardia nel confronto con gli ordinamenti dei principali partner europei. Tali norme danno anche seguito a quanto indicato nel Programma nazionale di riforma e rispondono a raccomandazioni specifiche dell’Unione europea che individuano nelle start-up una leva di crescita e di creazione di occupazione per l’Italia. La dotazione complessiva subito disponibile è di circa 200 milioni di euro. Una volta a regime, la norma impegnerà 110 milioni di euro ogni anno.
Ulteriori importanti misure vengono assunte sul fronte della defiscalizzazione delle opere infrastrutturali strategiche (tramite l’introduzione di un credito di imposta a valere su Irap e Ires fino al 50%), sull’attrazione degli investimenti diretti esteri (con la costituzione dello sportello unico Desk Italia a cui potranno rivolgersi gli imprenditori stranieri), col rafforzamento del sistema dei Confidi per migliorare l’accesso al credito delle PMI e con significative liberalizzazioni nel settore assicurativo.

