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iProspect, la digital performance agency liquida

Le linee strategiche del ceo, Mariano Di Benedetto, sono chiare. Organizzazione e ruoli definiti, ma anche flessibilità e fantasia possono fare la differenza. Sempre all’insegna della ricchezza dei servizi offerti, che vanno dal search mktg alla gestione delle campagne adv a performance sui social network, dallo sviluppo e gestione di feed a prodotti di web analytics avanzati. Pubblichiamo l’intervista uscita sulla rivista NC Nuova Comunicazione.
L’ambizione di iProspect Italia è essere una ‘digital performance agency’ in grado di guidare i propri partner nel passaggio da un sistema in cui grandezze continue vengono rappresentate per analogia, a un sistema che le rappresenta in forme: dal marketing analogico a quello digitale. La capacità e la possibilità di guidare questa migrazione posiziona l’azienda sia sul mercato sia all'interno del gruppo Aegis Media.

“I valori che rappresentano Aegis Media sono: ambitious, pioneering, responsible, consistent e independent. Esprimono alla perfezione i compiti di iProspect e ne riassume l’approccio. Le nostre tag keyword devono essere: trasparenza, risultati, etica, squadra, passione. Distintivo rispetto al mercato, vero?”. Così Mariano Di Benedetto (in foto) sintetizza i punti di forza iProspect, società che guida in qualità di ceo.

Lo scorso settembre ha assunto il ruolo di ceo. Quali sono le sue linee strategiche? In quale direzione si muoverà iProspect?

Organizzazione, ruoli definiti e fantasia/innovazione, senza ansia però. Nel calcio non si vince con undici fantasisti, bisogna essere strutturati in tutte le aree del campo ed è molto importante il gioco di squadra. Implementeremo un nuovo operating model, unico nel panorama italiano con soluzioni custom, create ad hoc per ogni cliente. I nostri talenti/esperti dovranno essere ‘liquidi’ e flessibili per adattarsi alle diverse situazioni. Ogni partita, rimanendo nello sport, ha una storia e un team adatto per uscire dal campo vittoriosi.

Ci attende una trasformazione che significa cambiare anche la cultura dei nostri collaboratori. L'obiettivo finale è creare figure in grado di comprendere e interpretare i bisogni dei clienti per trasformali in azioni concrete e programmabili. Ogni progetto avrà il suo Gantt con milestone e momenti di verifica per dare una garanzia di trasparenza ai nostri partner. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di risorse caratterizzante da passione e qualità, questo oggi ci rappresenta e vogliamo che anche in futuro rimanga tale. In questo modo daremo anche un impulso al livello qualitativo del mercato digital.

Da segnalare è anche l’ingresso, da ottobre, di Massimo Fontana in qualità di chief data officer Aegis Media. Ci parla di questa nuova figura professionale centrata sui ‘data’?

L'ingresso di Massimo segue le logiche di cui ho appena parlato. Dovrà aiutarci a velocizzare la trasformazione digitale attraverso la capacità di ‘lavorare’ i dati. Semplificando: utilizzo consapevole e vantaggioso dell'immenso patrimonio informativo a oggi in nostro possesso. Il perimetro d'azione è molto ampio, anche perché ci sono progetti su cui si lavora in collaborazione con il Global, che fanno dei ‘Data’ un aspetto centrale della nostra strategia.

La priorità in questo momento riguarda il passaggio verso i nuovi paradigmi del digital adv, interpretando al meglio la trasformazione verso i nuovi modelli di real time bidding, real time advertising e audience segmentation. Massimo porta con sé un’importante esperienza nel mondo dei media digitali sempre in ambiti di forte innovazione e, considerando che uno dei nostri valori è essere pionieri, era quasi un percorso obbligato.

iProspect affronta il marketing digitale operando per integrare le iniziative digitali con le altre proposte di marketing, allo scopo di massimizzare il ritorno globale sull’investimento. Ce ne può parlare?

Rientro adesso da un summit iProspect, oltre agli aspetti relazionali, portiamo a casa un'energia incredibile e moltissime nuove idee. Abbiamo definito le service line core dei prossimi tre anni, ma ciò che è emerso in maniera forte e trasversale alle diverse country, è la necessità di offrire soluzioni. Dobbiamo differenziare rispetto a un'offerta ormai standardizzata che si realizza con un elenco di strumenti e tecnicismi.

Dobbiamo immaginare una soluzione in grado di capitalizzare i singoli tool e di amplificare le relazioni o sinergie. La capacità di prevedere le reazioni diventa determinante, l'action plan lo possono fare tutti. Pensiamo a una specie di simulatore che al variare delle risorse e delle azioni porta ad un diverso risultato. Il nuovo approccio produrrà questi output.

Tra le nuove dinamiche digitali, spicca la trasformazione dal ‘planning’ al ‘programmatic buying’. Ci descrive questa tendenza?

Ogni risposta, in realtà, introduce la domanda successiva. Anche in questo vogliamo interpretare in maniera distintiva concetti che ormai sono all'ordine del giorno. Mi riferisco al real time bidding, a Dsp e a molti altri. A breve saremo pronti anche in Italia e introdurremo una soluzione esclusiva e proprietaria che fa del programmatic buying il punto di partenza.

Vogliamo costruire una squadra, a sottolineare l'importanza delle risorse, in grado di gestire la tecnologia disponibile sul mercato per creare extra valore dal planning, che si manifesterà in efficienza, pago meno, ritorno, value e scelta, possibilità di decidere cosa acquistare, quando, dove e quanto pagare. Per far questo abbiamo la necessità di importare specialisti, non solo tecnologie. Questo è il programmatic buying, secondo la nostra visione.

Ci descrive una recente case history particolarmente rappresentativa del vostro modus operandi?

Risulta difficile fare una scelta, ogni case ha una sua storia, un team che ha contribuito a scriverla e una conclusione che, molte volte, è un lieto fine: risultati gratificanti per i clienti e per noi. Potremmo raccontare di operazioni full digital o di progetti che vedono la collaborazione con altre strutture Aegis come la chiave di successo. Italo, i treni di Ntv per viaggiare in Italia sulle linee ad altissima velocità, ha una doppia valenza: metaforica da una parte e operativa dall’altra. La metafora è la trasformazione del sistema dei trasporti in Italia, che ben rappresenta quello che stiamo vivendo come iProspect.

A livello di modello operativo, abbiamo creato un team di esperti, coordinati e perfettamente allineati con i colleghi che operano sull’off-line, facendo una selezione degli strumenti digital in base alla reattività in termini di vendite, alla capacità di capitalizzare le sinergie e sfruttando tutta l’innovazione. Questo ci ha permesso di attivare i canali in funzione del Roi per singola tratta.

In fase iniziale, abbiamo fornito un contributo anche a livello di definizione landing page e funnel di monitoraggio. I risultati sono costantemente monitorati e integrati attraverso piattaforme analitiche, che ci consentono di ottimizzare in real time e mettendo Italo nella condizione di verificarne le performance.

Marina Bellantoni