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Kiver, ritmo digitale

Pubblichiamo l’intervista, uscita sulla rivista NC, a Gianluca Perrelli, ceo Kiver.
Con alle spalle più di 10 anni di esperienza nel campo della musica digitale, Kiver è un’agenzia di marketing specializzata nello sviluppo di attività digitali di promozione, branding e pubblicità interattiva. Dalla web radio di Dolce & Gabbana alle iniziative user generated content per Levi’s, tutti i progetti di Kiver fanno leva su dinamiche ‘pull’, che puntano sulla partecipazione e sul coinvolgimento attivo degli utenti.
Servizi di digital touchpoint management, branded entertainment e performance marketing. Queste le principali specializzazioni di Kiver, team di professionisti con alle spalle più di 10 anni di esperienza nel campo della musica digitale, che ha orientato il suo sviluppo in direzione del digital marketing ‘puro’, costruendo un sistema di offerta basato sugli strumenti e i principi dell’inbound marketing. “Al di là del prodotto o servizio offerto - specifica Gianluca Perrelli (in foto sotto a sinistra), ceo Kiver -, il nostro obiettivo è la co-generazione di valore per i clienti, differenziando sulla base della creatività, oltre che sulla qualità dell’execution, le soluzioni che proponiamo per raggiungere i loro obiettivi”. Questo approccio nasce dall’evidenza del ruolo dominante assunto dal web nei pattern decisionali del consumatore di oggi e si concentra sulla maggior efficacia ed efficienza, del coinvolgimento proattivo degli utenti (dai blog ai social media, passando per il Seo), rispetto alle tradizionali tecniche ‘push’ basate sull’interruzione della sua attenzione, come il tv advertising o il direct mailing.

Recentemente Kiver ha realizzato un riassetto societario. Quale linea di sviluppo strategico state seguendo?

Il 2011 è stato per Kiver un anno di grossi cambiamenti volti a rafforzare l’azienda e allargare il perimetro delle sue attività. Il nuovo assetto societario, che configura Kiver come un gruppo di tre aziende, è stato supportato da investimenti nella holding del gruppo Kiver da parte di Idooo, un fondo di private equity, che fa capo alla famiglia Vannucci, e da parte di Digital Sicar Investment SA, un seed capital lussemburghese, entrambi realizzati attraverso un aumento di capitale.

Un altro passaggio importante di questa crescita è stata l’acquisizione di Boomer nel 2010, il cui ingresso ha ampliato e rafforzato il raggio di azione di Kiver, dando così vita a una combinazione strategica di esperienze e competenze diverse, ma altamente complementari nei settori del branded entertainment, dei social media e del performance marketing.

Nello stesso anno, è stata inaugurata la sede operativa di Sassari e il nuovo ufficio tecnico interno, guidato da Alessio Di Mauro, ex senior consultant Value Team e ora cto Kiver, che gestisce un team di sviluppatori software esperti nel mondo degli applicativi web e mobile per le aziende.

Quali sono i risultati 2011 dell’agenzia rispetto allo scorso anno? Quali sono i vostri obiettivi e aspettative per il 2012?

Siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo raggiunto nel 2010 e nel primo semestre del 2011. I clienti ci stanno dando fiducia, affidandoci progetti sempre più ampi e articolati. In controtendenza rispetto a un mercato in difficoltà, nel 2010 Kiver ha visto triplicare il proprio fatturato nell’area social & performance marketing rispetto all’anno precedente.

L’obiettivo per il 2012 è di continuare su questa strada e di raggiungere nuovi settori industriali, che al momento ci vedono poco presenti, come banche e largo consumo.

Quali servizi, strumenti e soluzioni mettete in campo per migliorare il business dei vostri clienti?

Kiver ha articolato la sua offerta su tre aree specifiche. Con la prima, ‘gestione dei touchpoint digitali’, intendiamo la progettazione, lo sviluppo e la gestione di presidi digitali brandizzati su web e mobile. In questo settore, rientrano anche advergames e applicativi Facebook, che hanno l’obiettivo di innovare e potenziare la presenza in rete del brand e il suo rapporto con gli utenti.
La seconda area fa riferimento alle iniziative di ‘branded entertainment’, che sfruttano i contenuti digitali, come musica e video, per attualizzare o espandere il modo di interagire dell’azienda con il proprio target. Il ‘performance marketing’, infine, è l’area di offerta legata all’ideazione e all’ottimizzazione di campagne pubblicitarie interattive, principalmente in logica pay-per-click, indispensabili per massimizzare il Roi del cliente sui canali attivati.

Da pochi giorni è online il nostro nuovo sito www.kiver.com, il centro di una vetrina multicanale dedicata alla nostra offerta di soluzioni per le aziende.

Tra le vostre iniziative, da segnalare diverse collaborazioni nel settore fashion, con clienti come Dolce & Gabbana, Levi’s e Diesel. Ce ne può parlare?

Le nostre soluzioni sono in grado di soddisfare in maniera rotonda le esigenze di aziende come quelle del comparto-moda, in cui brand già affermati e consolidati sono sempre alla ricerca di modalità nuove ed efficaci per coinvolgere i propri clienti a un livello sempre più profondo ed emozionale, sfruttando anche le opportunità del web.

Al di là del suo ruolo centrale nel nostro percorso come azienda, la musica continua a rappresentare un contenuto importante per differenziare la presenza in rete dei marchi. Nel caso di Dolce & Gabbana, lo sviluppo del palinsesto e la gestione quotidiana della web radio di swide.com, il luxury magazine della maison, rappresentano uno strumento ideale per soddisfare l’esigenza del cliente nel caratterizzare un suo importante touchpoint digitale.

Oltre ai contenuti, esistono molte altre leve di inbound marketing che abbiamo attivato per clienti del fashion business. Per esempio, si è da poco concluso il REContest di Levi’s, un’iniziativa di user generated content, che coinvolge anche i fan dei Finley, cresciuta attorno a un’applicazione Facebook totalmente sviluppata da Kiver, e che è stata installata da oltre 10.000 utenti solo nel primo mese dalla pubblicazione.

Dati alla mano, si è visto come la leva del branded entertainment su piattaforma sociale abbia generato un volano spontaneo di partecipazione e visibilità a beneficio della marca, con effetti positivi a cascata sullo specifico target di interesse del cliente.

Anche in riferimento alla nostra terza area di attività, il performance marketing, possiamo registrare ‘griffe’ prestigiose tra i clienti recentemente acquisiti, come Diesel, che si è affidata a noi per promuovere la vendita di un’esclusiva sneaker in edizione limitata, realizzata assieme ad Adidas. In questo caso, un programma di ottimizzazione rigorosa e sistematica degli annunci ha massimizzato il Roi pubblicitario del cliente, generando lead qualificati e altamente in target rispetto al prodotto.

Ci descrive una best practice particolarmente rappresentativa del vostro modus operandi?

Il progetto Zero Limits, che seguiamo con Vodafone, rappresenta un momento fondamentale per la nostra crescita. A fine 2008, l’esigenza del cliente era quella di rafforzare la diffusione sul mercato della tariffa Zero Limits, destinata al segmento giovani.

Kiver ha trasformato la presenza online del prodotto da vetrina informativa a una serie stabile di occasioni per gli utenti di interagire con il brand. Kiver ha proposto e sviluppato una rete di punti di contatto digitali brandizzati, basata su di un nuovo sito web Zerolimits.it, altamente interattivo e animato da contenuti multimediali sempre aggiornati.

Musica, integrazione con i social network, contenuti accessibili in modalità freemium e tante applicazioni volte all’engagement, come estrazioni, co-marketing e concorsi Ugc, hanno contribuito al successo del brand, che ha potuto così differenziarsi rispetto ai competitor. In tre anni di collaborazione, il sito di Zero Limits si è evoluto con nuove grafiche e funzionalità, ha visto aumentare il proprio bacino di utenza, includendo anche il mobile, e la community su Facebook ha, da poco, superato i 100.000 membri.

Mario Garaffa