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L’Agenda digitale prende (finalmente) forma

Con un ritardo di quasi due anni, finalmente prende forma, anche in Italia, l’Agenda digitale europea, ossia quella strategia di sviluppo che punta a far crescere il nostro paese attraverso la valorizzazione di internet e l’utilizzo delle tecnologie digitali. I gruppi di lavoro si concentreranno su e-government e open data, e-commerce, smart communities, alfabetizzazione informatica, ricerca e investimenti, e infrastrutture e sicurezza. Gli interventi normativi arriveranno tra marzo e giugno.
Finalmente ci siamo. Dopo due anni di attesa, l’Agenda digitale, presentata nel lontano maggio 2010 come uno dei ‘sette obiettivi faro’ dell’Unione Europea per avere una crescita “inclusiva, intelligente e sostenibile”, prende forma anche in Italia.

Al centro dell’Agenda, ovviamente, la valorizzazione di internet e l’utilizzo delle tecnologie digitali come asset fondamentali per far crescere il sistema-paese, riattivare l’economia, creare posti di lavoro e migliorare i servizi offerti alla cittadinanza dal punto di vista qualitativo e quantitativo.

Il primo incontro della cabina di regia che renderà operativo il piano di sviluppo si è svolto nella giornata di ieri tra i ministri Francesco Profumo (Istruzione, università e ricerca, in foto a sinistra), Corrado Passera (Sviluppo economico) e Filippo Patroni Griffi (Funzione pubblica), il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, e i rappresentanti dei ministeri dell'Economia e della Coesione territoriale.

In particolare, si formeranno sei gruppi di lavoro che affronteranno i seguenti temi: e-government e open data, e-commerce, smart communities, alfabetizzazione informatica, ricerca e investimenti, e infrastrutture e sicurezza.

La tabella di marcia è incalzante, per fine febbraio dovrebbe essere redatto un documento più organico, e tra marzo e giugno sono previsti gli interventi normativi. Tra gli obiettivi prioritari, semplificazioni per la realizzazione di infrastrutture a banda larga, lo sviluppo delle smart communities, e, a patto ovviamente che ci sia la copertura economica, sgravi fiscali per le imprese che sviluppano il business attraverso il commercio elettronico.

“Ogni gruppo di lavoro - precisa un comunicato del Miur - sarà coordinato dai referenti del ministero che sarà maggiormente coinvolto, per quel determinato tema, ma vedrà la collaborazione di tutti gli altri dicasteri che partecipano alla cabina di regia”. Inoltre saranno “organizzati gruppi di lavoro tematici che coinvolgeranno, di volta in volta, i principali attori del settore sia pubblici che privati”.

Infine, in merito al ruolo di internet nel rapporto cittadini e Pubblica amministrazione, l’obiettivo primario è quello di far in modo che tutti gli abitanti della nostra penisola possano accedere alla rete (navigando a una velocità base), risolvendo il problema di quel circa 6% della popolazione ancora al buio. Solo in un secondo momento si penserà alla fibra ottica super veloce da 100 megabit.

Mario Garaffa