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L’e-commerce a sostegno delle PMI. Grazie a PayPal

In base alla ricerca Doxa, il 24,5% delle imprese è online ma solo il 3,3% è impegnato in attività di e-commerce. Chi utilizza PayPal ottiene un netto vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. L'azienda del country manager Giulio Montemagno concentra la sua comunicazione su motori di ricerca, below the line e un sito vetrina.

L'e-commerce si configura come uno strumento reale capace di sostenere e far crescere il business delle piccole e medie imprese. In particolare, nel difficile scenario economico attuale, il commercio online aiuta le PMI perchè è un canale commerciale in più che permette di allargare il business, anche oltre confine; consente di ridurre i costi di intermediazione; e rende possibile l'accesso a prodotti altrimenti non reperibili. Sono queste le tre risposte più gettonate, fornite rispettivamente dall'86,5%, dall'81% e dal 75% delle aziende intervistate da Doxa.

La ricerca, promossa da PayPal, società che opera nel settore dei pagamenti online, è stata condotta su un campione di 603 imprese rappresentatitive delle PMI italiane. Dall'indagine emerge un panorama in cui un'azienda italiana su quattro (il 24,5%) ha un sito Internet, anche se solo il 3,3% del totale è attivo in attività di e-commerce. La tendenza tuttavia è quella di una crescita della presenza sul web: il 14% delle aziende presenti online ha creato il sito nel corso dell'ultimo anno e il 26% delle imprese che ancora non ha una presenza su Internet dichiara di avere l'intenzione di lanciare un sito o un negozio online. Di queste, il 10,5% lo farà entro un anno. La percentuale più alta di aziende presenti online appartiene al settore terziario e servizi (34%), seguono industria e commercio all'ingrosso (27%), professionisti (24%) e commercio al dettaglio (21% ).

Inoltre, le PMI che hanno un sito o un negozio online concordano nell'affermare che l'attività su Internet ha portato vantaggi positivi per il business dell'azienda. In particolare dichiarano che la presenza sul web ha generato un miglioramento dell'immagine del proprio brand (78%), un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza (41%), uno sviluppo del business a livello nazionale (37%), un incremento delle vendite (37%) e dei margini (33%), e l'acquisizione di una quota rilevante di nuovi clienti (28%).

In questo scenario, la ricerca mette in luce che PayPal svolge un ruolo importante nel mercato dell'e-commerce contribuendo al successo dei negozi online delle PMI. Giulio Montemagno , country manager di PayPal Italia, sottolinea che il pagamento delle transazioni tramite PayPal rende più facile e sicuro il commercio online sia per l'azienda sia per gli utenti. In particolare, le imprese che operano nell'e-commerce con PayPal hanno riscontrato benefici maggiori rispetto a quelle che non lo utilizzano per quanto riguarda: il vantaggio competitivo acquisito rispetto ai concorrenti (57% contro 41%), lo sviluppo del business a livello nazionale (56,5% contro 37%), un incremento delle vendite verso clienti già esistenti (51% contro 37%), un aumento dei margini (56% contro 33%), l'acquisizione di una quota rilevante di nuovi clienti (31% contro 21%) e lo sviluppo del business al di là dei confini nazionali (29% contro 21%). E gli effetti positivi si riscontrano anche sul lato clienti se si tiene conto che, tra i vari metodi di pagamento, PayPal ha il minor tasso di abbandono del carrello, pari al 20% rispetto a una media del 49% . In generale, si può dire che PayPal è una sorta di borsellino elettronico sul quale si appoggiano carte di credito e carte pre-pagate, o che può essere alimentato con un bonifico bancario.

In merito alle strategie di comunicazione , Elena Antognazza, head of marketing di PayPal Italia, ha spiegato ad ADVexpress che uno degli obiettivi principali dell'azienda è "migliorare la visibilità del brand sui siti dove PayPal è già presente come metodo di pagamento". Attualmente le aziende che accettano PayPal sono, in Italia, circa 10mila. Tra queste, aziende come Tim, Vodafone, Ferrari, Media World, Hoepli, e tante altre. Dall'altra parte invece, gli utenti web che hanno un conto PayPal sono circa 3,5 milioni . In generale, racconta sempre Antognazza, dato che la brand awareness è già alta, la comunicazione di PayPal si concentra su tre canali principali. Il primo è la pubblicità sui motori di ricerca tramite l'acquisto di parole chiave che riguardano particolari iniziative o funzionalità di prodotto. Poi c'è il sito PayPal-shopping.it che si configura come una vetrina online dove le circa 10mila aziende possono registrarsi e mostrare le loro offerte speciali dedicate a chi paga con PayPal. E infine ci sono le attività below the line, come la presenza nelle fiere e negli eventi relativi a settori specifici di interesse per PayPal, come per esempio il turismo. Riguardo al budget di comunicazione, Antognazza dichiara che, in riferimento al settore online, l'investimento del 2008 è stato consistente, con un +30% rispetto all'anno precedente. E per il 2009 si dovrebbe registare un nuovo incremento, con un +40% rispetto al 2008. Partner di PayPal per la pianificazione sono DMC, del gruppo FullSix, per i motori di ricerca, e Noesis per le attività pr e gli eventi. La creatività è interna.

Infine, la conferenza di oggi è stata anche l'occasione per presentare una case history, quella della libreria online Hoepli.it. Matteo Ulrico Hoepli, general manager di Hoepli.it, business unit di Hoepli, ha spiegato che da quando, nel maggio 2008, la società si è aperta all'uso di PayPal i vantaggi sono stati considerevoli. In particolare, rispetto all'anno precedente, il fatturato è aumentato di circa il 12%. E l'aumento è stato ancora più forte in riferimento ai mesi estivi, quando il previsto calo fisiologico, tipico delle librerie online, è stato particolarmente contenuto, con addirittura un +23% rispetto all'estate precedente.

Mario Garaffa