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Nuova grafica e una versione svizzera per YouReporter.it
Si espande all'estero il sito di citizen-journalism, o giornalismo partecipativo, nato a maggio di quest'anno come contenitore di filmati, foto e notizie inviati direttamente dai cittadini senza 'filtri' editoriali. Debutta infatti, in concomitanza con la nuova grafica, YouReporter.ch.
YouReporter.it ,
sito di citizen-journalism, o giornalismo partecipativo, si espande
all'estero. E' online infatti anche YouReporter.ch
, ovvero la nuova versione svizzera del sito
nato come contenitore di filmati, foto e notizie inviati direttamente
dai cittadini senza 'filtri' editoriali, sull'esperienza dei siti americani.
Nato a maggio di quest'anno dall'idea di un gruppo di studenti e professionisti attivi tra Milano e Padova, YouReporter si è trasformato in breve in una sorta di 'hub' di notizie spesso alternative, utilizzate a piene mani da altri siti internet, telegiornali e stampa.
"I primi milioni di pagine viste, gli oltre 1.200 utenti che si sono registrati come attivi e che ci mandano i contributi, ci hanno convinto ad accettare le proposte di partnership che ci arrivano dall'estero – dice uno dei fondatori, il giornalista Angelo Cimarosti – D'altronde, sorprendentemente, l'8% di visite arriva proprio dagli altri Paesi. E' forse un modo per capire l'Italia senza passare da una testata".
La Svizzera, in particolare il Canton Ticino, aveva manifestato forte interesse. Secondo quanto afferma il 23 enne Stefano De Nicolo, co-fondatore con il 21enne Alessandro Coscia, "pur facendo un passo alla volta crediamo che l'esperienza tutta italiana di YouReporter sia destinata a fare il percorso inverso rispetto al solito e ad espandersi sempre più in Europa".
Debutta anche la nuova grafica del sito, reso operativo da Coscia, "prendendo con grande attenzione spunto dalle indicazioni dei 'citizen journalist' che ci seguono. Perché altrimenti non sarebbe veramente giornalismo partecipativo". Secondo i curatori di YouReporter, la forte caratterizzazione europea ed italiana, slegata dai grandi gruppi dei media, lontano da forti investimenti iniziali e da un modello di business predefinito, "è la chiave dei tanti contributi arrivati spontaneamente e visti come uno spazio libero nel web".

