Digital

Oltre il 50% degli italiani fa social networking quotidianamente

E' quanto emerso dallo studio Globale TNS DigitalLife 2011 presentato in anteprima allo IAB Forum. Secondo lo studio, gli Italiani dedicano a questa attività in media 4,8 ore a settimana, pari al 21% del tempo settimanale speso in Internet. Il 48% degli intervistati dichiara di parlare delle marche sui social media, mentre il 74% dichiara di 'ascoltare'/leggere i commenti degli altri utenti.
TNS, importante istituto di ricerche di mercato, ha anticipato ieri, 13 ottobre, al workshop di IAB Forum dedicato a Social Media e Digital PR, alcuni primi risultati dell’indagine Digital Life 2011. Secondo lo studio, gli Italiani dedicano a questa attività in media 4,8 ore a settimana, pari al 21% del tempo settimanale speso in Internet (in media 23 ore settimanali).

I giovanissimi (16-20 anni), naturalmente, sono i più coinvolti (7.8 ore - pari ad un terzo del tempo speso online nella settimana). Il 77% di loro lo utilizza quotidianamente. Circa un individuo su due fra i 21 ed i 55 anni accede quotidianamente ad internet, ad uso personale, mentre per coloro con più di 56 anni, si scende al 36%.

E quali sono le altre attività effettuate online? Gli internauti ne dichiarano molte: dall’emailing (79%), all’approfondimento di contenuti di interesse (55%), all’informazione (47%), all’apprendimento (36%), arrivando fino all’acquisto online (17%).

Chi svolge attività di Social Networking, poi, si connette ad un numero elevato di amici (199 in media in Italia, in crescita rispetto all’anno precedente) e di marche amiche (11 - numero in crescita rispetto allo scorso anno).

Ma perché si fa parte di un gruppo o di una community? Cosa si ricerca? Soprattutto dei vantaggi immediati, ma anche informazioni generali sulla reputazione /etica dei brand (43%), dare input ai brand su cosa è importante per se stessi (42%), accedere ai contenuti forniti dalle marche (39%), fare il fan dell’azienda/del brand (39%).

E come si parla sui Social Media? Il 48% degli intervistati dichiara di parlare delle marche (scrive commenti positivi/negativi), mentre il 74% dichiara di 'ascoltare'/leggere i commenti degli altri utenti. Inoltre, il 36% dichiara di prendere in considerazione i commenti che trovano nei Social Media per prendere decisioni, il 26% cerca online informazioni su prodotti e servizi.

Interessante notare che gli intervistati che hanno lasciato commenti su un brand si aspettino di essere ricontattati, mentre fra coloro che ascoltano/leggono, si tende a credere di più ai commenti presenti in rete che alle informazioni aziendali. Pertanto, è molto importante che le aziende 'ascoltino'.

"Tutto questo comporta un attento lavoro, da parte delle aziende - spiega Carolina Gerenzani, Sector Head Technology di TNS Italia - per 'seguire' e ascoltare cosa avviene nei Social Media e valutare se tali commenti possano essere di qualche influenza sulla (Digital) Corporate Reputation".

Quali sono qui le sfide? "L’ascolto della rete è sicuramente importante - continua Gerenzani -, ma non basta. Occorre infatti comprendere quanto i topics evidenziati siano importanti anche in relazione alla Corporate Reputation, siano cioè rilevanti per l’immagine che lo stakeholder si è costruito attraverso l’esperienza d’acquisto/consumo, le informazioni ricevute, la fruizione della comunicazione, le interazioni con gli altri consumatori/stakeholders. Questo permette di valutare le priorità d’azione e le aree di miglioramento, nelle strategie da rendere operative in seguito a quanto ascoltato".

Inoltre, una volta monitorati i topics importanti per la rete e per la Corporate Reputation, si può pensare di 'agire', dopo aver individuato chiaramente il target di riferimento. E’ infatti importante integrare l’analisi con gli 'stili di vita' digitali, per capire come rispondere, dove rispondere e con quali modalità, in modo da efficientare l’investimento nella risposta, ottimizzando il risultato. Attraverso Digital Life 2011, TNS offre ai Clienti la possibilità di segmentare la propria target audience secondo gli stili di vita digitale e conoscerne così le caratteristiche principali della loro modalità di relazione con la rete.

SP