Digital
Se il digital rende smart la city
Le città intelligenti sono quelle che miglioraro la qualità e la quantità dei servizi offerti alla cittadinanza, facendo progressi, allo stesso tempo, sui terreni della sostenibilità ambientale (più ecologia) ed economica (ossia conti pubblici che quadrino). Uno degli asset principali da utilizzare per centrare questi obiettivi è, sicuramente, il digitale. Del tema si è discusso nel corso del Forum della Comunicazione Digitale 2012, svoltosi ieri a Milano.
Le città possono essere intelligenti? La risposta è sì, a patto che riescano a migliorare la vita dei cittadini che in esse abitano, incrementare la quantità e la qualità dei servizi erogati, rispettare l’ambiente, ottimizzare le risorse energetiche e tenere i conti pubblici in ordine. Con la magia? No, con un sapiente utilizzo delle tecnologie digitali. Del tema si è discusso al Forum della Comunicazione Digitale 2012, svoltosi ieri a Milano, nel corso di un convegno moderato da Carlo Antonelli, nuovo direttore di Wired.
Partendo dall’idea che smart city si diventa, non si nasce, ogni città può impegnarsi per mettere in cantiere un piano strategico di sviluppo, che possa aumentare il tasso di intelligenza con cui si rivolge ai suoi cittadini e all’ambiente circostante, attraverso, per esempio, la diffusione degli ‘open data’ e l’assunzione dell’Agenda Digitale europea.
In questo discorso, Milano appare come una città che cerca con impegno (e un po' di affanno) a incamminarsi lungo questa via, tramite l’implementazione di una serie di iniziative concrete. A cominciare da Expo 2015, che, come spiegato da Valerio Zingarelli, chief technology officer Expo 2015, e Pierfrancesco Maran, assessore alla mobilità, ambiente, arredo urbano e verde del Comune di Milano, è pensata per diventare una vera e propria 'micro smart city’ di un chilometro quadrato, completamente pedonalizzata, irraggiungibile (o quasi) in auto, ma solo attraverso metropolitana, fermata del treno ad alta velocità (che verrà presto inaugurata) e navette elettriche.
Ma non solo, perché Expo, che sarà abitata da circa 120mila visitatori ogni giorno per sei mesi, sarà la città del wi-fi capillare con mille hotspot installati, circa uno ogni 20 metri, e sarà munita di un sistema di controllo elettronico della salute e del wellness delle persone presenti, che tramite bracciali e altri oggetti indossabili, potranno monitorare i propri parametri medici.
Ovviamente, sarebbe assurdo pensare che l’intelligenza di Milano si esaurisse nel chilometro quadrato di Expo, e allora ecco che, come affermato dall’assessore Maran, si sta facendo tutto il possibile per coordinare e ottimizzare i servizi nell'intera metropoli fin da subito. A cominciare da iniziative semplici, perché essere smart significa migliorare la vita quotidiana delle persone.
Ed ecco che allora, presto, sarà in vigore l’asservimento semaforico alla circolazione dei mezzi pubblici, che, in parole povere, significa fare in modo che i principali autobus, come la famigerata 90/91 che percorre la circonvallazione esterna, abbiano sempre il verde, penalizzando il traffico automobilistico, ma migliorando l’efficienza del trasporto pubblico meneghino.
Senza contare l’entrata in vigore, dallo scorso gennaio, di Area C, la crescita del bike-sharing, l’impegno per recuperare le storiche ‘vie d’acqua’, la riqualificazione della Darsena all’insegna della sostenibilità ambientale, e il coordinamento della segnaletica elettronica sulle tre tangenziali della città, per fare in modo che, per esempio, chi percorra la tangenziale ovest possa sapere in anticipo se, sulla tangenziale est, l’uscita di Lambrate è chiusa o meno (sembra elementare, ma a oggi questo coordinamento nella segnaletica non esiste ancora!).
Un altro esempio concreto di impegno in favore della costruzione di smart cities è quello proposto da Cisco Systems Italia, che, come spiegato dal business development manager, Fabio Florio, è impegnata in diversi progetti, in collaborazione col Comune di Milano, per l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia all’interno di particolari edifici pubblici, come le scuole e le stazioni dei Vigili del Fuoco.
Da citare, infine, anche la case history di Philips, che, rappresentata al forum dal corporate communication manager, Sergio Tonfi, è stata protagonista del progetto ‘Led your city’. Nel dettaglio, si è trattato di un’iniziativa che ha fatto leva sul coinvolgimento degli utenti tramite Facebook per individuare le aree della città di Milano che potevano essere meglio illuminate. L’iniziativa ha riscosso grande successo e ha portato alla realizzazione di interventi speciali di illuminazione in Bicocca, nei pressi del Politecnico e all’interno di diversi parchi cittadini.
Mario Garaffa
Partendo dall’idea che smart city si diventa, non si nasce, ogni città può impegnarsi per mettere in cantiere un piano strategico di sviluppo, che possa aumentare il tasso di intelligenza con cui si rivolge ai suoi cittadini e all’ambiente circostante, attraverso, per esempio, la diffusione degli ‘open data’ e l’assunzione dell’Agenda Digitale europea.
In questo discorso, Milano appare come una città che cerca con impegno (e un po' di affanno) a incamminarsi lungo questa via, tramite l’implementazione di una serie di iniziative concrete. A cominciare da Expo 2015, che, come spiegato da Valerio Zingarelli, chief technology officer Expo 2015, e Pierfrancesco Maran, assessore alla mobilità, ambiente, arredo urbano e verde del Comune di Milano, è pensata per diventare una vera e propria 'micro smart city’ di un chilometro quadrato, completamente pedonalizzata, irraggiungibile (o quasi) in auto, ma solo attraverso metropolitana, fermata del treno ad alta velocità (che verrà presto inaugurata) e navette elettriche. Ma non solo, perché Expo, che sarà abitata da circa 120mila visitatori ogni giorno per sei mesi, sarà la città del wi-fi capillare con mille hotspot installati, circa uno ogni 20 metri, e sarà munita di un sistema di controllo elettronico della salute e del wellness delle persone presenti, che tramite bracciali e altri oggetti indossabili, potranno monitorare i propri parametri medici.
Ovviamente, sarebbe assurdo pensare che l’intelligenza di Milano si esaurisse nel chilometro quadrato di Expo, e allora ecco che, come affermato dall’assessore Maran, si sta facendo tutto il possibile per coordinare e ottimizzare i servizi nell'intera metropoli fin da subito. A cominciare da iniziative semplici, perché essere smart significa migliorare la vita quotidiana delle persone.
Ed ecco che allora, presto, sarà in vigore l’asservimento semaforico alla circolazione dei mezzi pubblici, che, in parole povere, significa fare in modo che i principali autobus, come la famigerata 90/91 che percorre la circonvallazione esterna, abbiano sempre il verde, penalizzando il traffico automobilistico, ma migliorando l’efficienza del trasporto pubblico meneghino.
Senza contare l’entrata in vigore, dallo scorso gennaio, di Area C, la crescita del bike-sharing, l’impegno per recuperare le storiche ‘vie d’acqua’, la riqualificazione della Darsena all’insegna della sostenibilità ambientale, e il coordinamento della segnaletica elettronica sulle tre tangenziali della città, per fare in modo che, per esempio, chi percorra la tangenziale ovest possa sapere in anticipo se, sulla tangenziale est, l’uscita di Lambrate è chiusa o meno (sembra elementare, ma a oggi questo coordinamento nella segnaletica non esiste ancora!).Un altro esempio concreto di impegno in favore della costruzione di smart cities è quello proposto da Cisco Systems Italia, che, come spiegato dal business development manager, Fabio Florio, è impegnata in diversi progetti, in collaborazione col Comune di Milano, per l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia all’interno di particolari edifici pubblici, come le scuole e le stazioni dei Vigili del Fuoco.
Da citare, infine, anche la case history di Philips, che, rappresentata al forum dal corporate communication manager, Sergio Tonfi, è stata protagonista del progetto ‘Led your city’. Nel dettaglio, si è trattato di un’iniziativa che ha fatto leva sul coinvolgimento degli utenti tramite Facebook per individuare le aree della città di Milano che potevano essere meglio illuminate. L’iniziativa ha riscosso grande successo e ha portato alla realizzazione di interventi speciali di illuminazione in Bicocca, nei pressi del Politecnico e all’interno di diversi parchi cittadini.
Mario Garaffa

