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Sempre più brand diventano social con Facebook
Diego Oliva, commercial director Facebook Southern Europe, ha incontrato oggi la stampa per illustrare i numeri e le case history più significative della piattaforma, protagonista di un vero e proprio boom nel nostro paese, dove ha superato i 16 milioni di utenti attivi ogni mese.
Sono ormai oltre 16 milioni gli utenti italiani 'attivi' di Facebook, ovvero coloro che si collegano alla propria pagina e compiono almeno un'azione nell'arco degli ultimi 30 giorni. Un trend di crescita continuo, ha spiegato Diego Oliva (nella foto), commercial director Southern Europe, che oggi a Milano ha incontrato la stampa di settore per illustrare gli sviluppi più recenti dell'azienda di Palo Alto, che si traduce nella seconda posizione in classifica per copertura del mercato internet italiano, dietro Google, scavalcato però sul fronte del tempo speso da ogni utente.“Il 64% degli iscritti italiani attivi si collega a Facebook quotidianamente, contro una media del 50% a livello mondiale - annuncia infatti Oliva -: le visite medie per utente sono poco meno di 20 al mese, per un totale di 428 minuti (sempre mensili: ndr)”.
Dal punto di vista demografico, inoltre, il profilo degli utenti di Facebook coincide ormai abbastanza con quello dell'insieme dei navigatori italiani: 54% uomini e 46% donne, abbastanza equamente suddivisi per fasce di età, con un tasso di crescita particolarmente alto per il segmento degli ultra-35enni che valgono circa il 29% del totale.
“Gli italiani - aggiunge Oliva - si sono fino a oggi dimostrati fra gli utenti più attivi nell'interagire con le marche, e abbiamo alcune case history che lo dimostrano ampiamente. Per il lancio del film '2012', per esempio, Sony Pictures ha utilizzato due formati ('video engagement ad' ed 'event engagement ad') ottenendo un 'action rate' del 2,5%, 18.000 view del trailer, 17.000 risposte all'evento (in pratica la manifestazione di interesse per la prima cinematografica del film), e 4.000 connessioni spontanee (senza cioè l'utilizzo del format 'I like')”.
Altro esempio è quello di Alfa Romeo Giulietta, che ancora prima del lancio dellauto ha utilizzato Facebook per generare buzz, creare una community e promuovere il suo programma di 'Virtual Ownership'. “Alfa Romeo - racconta Oliva - ha ottenuto oltre 200.000 pageview, 120.000 view delle foto di anteprima (con un picco di oltre 2.500 il giorno della presentazione al Salone di Ginevra rispetto alle 100 della media giornaliera) e 20.000 visualizzazioni del video. E alla fine della campagna aveva oltre 24.000 connessioni”.Alla domanda se non si tratti, in realtà, di numeri decisamente più bassi rispetto all'audience 'milionaria' dichiarata, Oliva non esita a rispondere: “Il punto fondamentale è che i numeri sono relativi, perché il successo, diversamente dai banner tradizionali, non si misura in click ma in engagement. Non stiamo parlando di advertising classico, ma di costruire relazioni in cui la fiducia dei consumatori è la chiave su cui costruire un circolo virtuoso che dai media 'comprati' (e pianificati) porta ai media 'posseduti' e poi a quelli 'guadagnati'... Ma il requisito essenziale è che a questo circolo i brand contribuiscano aggiungendo un reale valore per l'utente”.
Oliva ha inoltre tenuto a ribadire quali siano i cardini della mission di Facebook - identity, connection e sharing - al quale la definizione di 'social network' ormai non calza più. “Siamo una 'tech company' - dichiara infatti Oliva, tirandosi fuori dalla competizione con concorrenti come MySpace (che del resto si definisce una 'media company') -, ma soprattutto una piattaforma di comunicazione, attraverso la quale le persone possono 'connettersi' ad altre persone, alle marche e a qualsiasi tipo di informazione - news, musica, film o qualsiasi altra cosa gli interessi o gli piaccia”.

