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Digital

Weekly News by Yahoo Advertising. Cinque falsi pregiudizi sul Programmatic Advertising

Con l'interessante intervento di Dora Michail - Senior Director, Audience Solutions, Yahoo EMEA dedicato a sfatare cinque falsi miti sul 'fenomeno' del mercato digitale che, come emerso allo IAB Forum, quest'anno crescerà del 113%  (leggi news), inauguriamo su ADVexpress la rubrica di Yahoo Advertising. Un appuntamento che ogni settimana offrirà ai lettori una selezione di notizie, insight, trend e curiosità riguardanti tutti gli aspetti del mondo digital tratta dal http://yahooadvertisingit.tumblr.com/
Inauguriamo su ADVexpress la rubrica Weekly News by Yahoo Advertising, che ogni settimana offrirà ai lettori una selezione di notizie, insight, trend e curiosità riguardanti tutti gli aspetti del mondo digital tratti dal blog http://yahooadvertisingit.tumblr.com/

Oggi i riflettori di Yahoo Advertising si accendono sul Programmatic, vero e proprio fenomeno del 2015 che, come emerso i giorni scorsi allo IAB Forum (leggi news), quest'anno crescerà del 113% arrivando a quota 234 milioni di euro (19% del display advertising). Uno strumento che anche nel Regno Unito mostra tassi di crescita sostenuti, basti pensare che secondo eMarketer la spesa pubblicitaria in Programmatic crescerà del 66,2% per raggiungere 1,80 £ miliardi nel 2015 (59% del mercato display adv in UK).

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Nonostante la rapida ascesa di questa innovativa modalità di pianificazione, lo scetticismo prevale ancora. Secondo un recente rapporto AppNexus, infatti, il 44% delle persone nel mercato digital non capisce o ha solo una sommaria conoscenza del meccanismo del Programmatic.

Considerando che stiamo evolvendo verso un futuro programmatico, e che per sfruttarlo al meglio dobbiamo comprenderne i vantaggi e ignorare i falsi miti,  vi proponiamo un interessante intervento di Dora Michail - Senior Director, Audience Solutions, Yahoo EMEA, pubblicato su PerformanceIT, nel quale la professionista smentisce cinque pregiudizi sul Programmatic Advertising. 


1. I KPI sono tutti uguali

Secondo lo studio “Media Owner Sales Technique” di IAB, nel 2014 il numero di annunci su device mobili (device e video) gestiti in programmatic sono stati il doppio rispetto al 2013. Con il continuo spostamento della pubblicità verso i dispositivi mobili, la rivalutazione dei KPI diventa fondamentale. Performance e metriche devono variare in base allo scopo dell’annuncio e alla piattaforma su cui risiede. Ad esempio, considerando gli annunci video pre-roll, IAB consiglia di utilizzare il “tempo trascorso” come KPI principale, mentre comScore ritiene che gli annunci per dispositivi mobili registrino prestazioni migliori nelle metriche come la raccomandabilità o l’intenzione all’acquisto.

2. Le relazioni personali non sono più rilevanti


Sostenere che le cose sono cambiate con l’avvento del nuovo universo digitale e programmatico può essere una tentazione. Tuttavia, lo sviluppo di buone relazioni commerciali rimane il cuore della pubblicità. Pianificazioni in programmatic e tecnologia stanno diventando rapidamente la tendenza principale. Nonostante la tecnologia renda automatico il processo di acquisto, saranno sempre necessari esperti che formino, guidino e aiutino gli inserzionisti a raggiungere i propri obiettivi. Fondamentalmente, dunque,  anche l’acquisto programmatico si basa su salde relazioni umane.

3. Il programmatic uccide la creatività

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