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La rete bacino di idee socialmente utili?

In occasione della presentazione di ideaTRE60, il nuovo progetto di Fondazione Italiana Accenture, si è tenuta la tavola rotonda 'Un nuovo modo di fare innovazione sociale', durante la quale esperti del settore si sono interrogati sulle potenzialità della piattaforma e sulle opportunità di utilizzare il web come punto di partenza per progetti di interesse collettivo.
Il professor Tito Boeri, Mafe De Baggis, esperta di social media, Marco Minghetti, direttore di ideaTRE60, Gianluca Spina, direttore MIP, Monica Ramaioli, direttore della Fondazione Umberto Veronesi, Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, e Dario Zerboni, direttore marketing e sviluppo Associazione Civita, sono stati chiamati a prendere parte alla tavola rotonda 'Un nuovo modo di fare innovazione sociale', tenutasi questa mattina, 3 marzo, a Milano, in occasione della presentazione di ideaTRE60, il nuovo progetto di Fondazione Italiana Accenture dedicato allo sviluppo dell’innovazione a favore della collettività attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate (vedi notizia correlata).

Argomento della discussione è stato l'opportunità di utilizzare la rete come punto di partenza per lo sviluppo di iniziative socialmente utili. L'Italia è pronta per essere attiva in questa direzione? Oppure c'è ancora molta strada da fare? A moderare i relatori Riccardo Luna (nella foto), direttore di Wired e acceso sostenitore della rete, tanto da candidare Internet al Premio Nobel per la Pace.

Per Tito Boeri, il nostro Paese è ancora arretrato sul fronte dell'accesso al web. "Le statistiche parlano chiaro - ha detto Boeri - In Italia solo il 50% delle famiglie accede a Internet, contro il 66% in media dell'Unione Europea; 4 famiglie italiane su 10 hanno un accesso regolare alla rete, contro le 7-8 di Francia, Germania e Regno Unito. Inoltre ,soltanto 19 nuclei famigliari su 100 in Italia possono utilizzare una connessione veloce, contro i 30 di Francia, Germania e Regno Unito".

"Va anche detto che la classe politica italiana non sembra ritenere lo sviluppo di Internet una priorità - ha continuato Boeri - Molti sono ancora convinti, a torto, che le infrastrutture utili al Paese siano altre".

Contrario a questa opinione Gianluca Spina, direttore MIP. "E' vero che rispetto ad altri Paesi siamo in una posizione più arretrata - ha spiegato - ma è altrettanto vero che una parte importante di italiani utilizza costantemente la rete come strumento di apprendimento, confronto e business".

D'accordo con Spina anche Mafe De Baggis, esperta di social media, che ha affermato: "In Italia sono meno gli utenti che accedono alla rete, ma coloro che accedono sono particolarmente attivi. Credo comunque che il ritardo nello sviluppo di Internet nel nostro Paese sia imputabile più che altro alle aziende, poichè i singoli individui dimostrano invece di saper utilizzare molto bene il web".

In questo panorama IdeaTRE60 si inserisce come strumento di mediazione tra i meccanismi di controllo che governano le aziende e quelli di condivisione tipici della rete. "Attraverso la nostra piattaforma - ha spiegato Marco Minghetti, direttore responsabile di ideaTRE60 - i soggetti possono agire in due modi diversi: o mettendo a disposizione dell'idea migliore il budget destinato al raggiungimento di un particolare obiettivo, o chiedendo aiuti, sottoforma di finanziamenti o di know how, a sostegno di un progetto già avviato. In questo modo chiunque può dare il suo piccolo contributo per rendere migliore la società".

Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, ad esempio, si è già mossa in questa direzione, veicolando su IdeaTRE60 il progetto che prevede la creazione di una Fabbrica delle protesi ad Haiti, per aiutare chi necessita di un nuovo arto. "L'iniziativa è già online sulla piattaforma, nell'area Progetti - ha detto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione - Cerchiamo non solo aiuti economici ma anche sostegno da chiunque possa fornirci il know how necessario a portare a termine l'operazione".

Ancora in fase embrionale, invece, la presenza sulla piattaforma di Fondazione Accenture di Fondazione Umberto Veronesi e dell'Associazione Civita. "Per ora abbiamo soprattutto un intento divulgativo  - ha dichiarato Monica Ramaioli, direttore della Fondazione Umberto Veronesi - Siamo presenti nella sezione Forum e il nostro obiettivo è informare settimanalmente gli appassionati di scienza in merito a un determinato argomento. Inoltre, il Professor Veronesi ha un suo spazio all'interno del sito della Fondazione, dove pubblica spunti e riflessioni".

Anche la cultura potrebbe beneficiare delle opportunità di IdeaTRE60, come ben sa Dario Zerboni, direttore marketing e sviluppo Associazione Civita, da anni impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. "La piattaforma potrebbe riverlarsi utile per raccogliere delle idee interessanti - ha detto Zerboni - Ad esempio, potremmo utilizzarla per capire dai giovani come si può fare a rendere più appealing  per loro gli eventi espositivi".

L'importante è che le idee raccolte online si traducano in progetti concreti e che la community online incontri anche la comunità reale. "Proprio per far sì che IdeaTRE60 non resti confinato al web  - ha concluso Minghetti - organizzeremo degli incontri ad hoc, aperti al pubblico della rete e non". Della serie, le idee partono dal web, ma sono tutt'altro che virtuali.  

Serena Piazzi