Live Communication

Malgara: Italia ancora troppo 'monomedia'

La multimedialità è il futuro della comunicazione, parola del presidente dell’Upa, Giulio Malgara. Per il 2006 il presidente degli utenti di pubblicità prevede una crescita del 2%, mentre per il 2007 ipotizza un +3%.
A latere del suo intervento allo IAB, il presidente dell'Upa Giulio Malgara ha approfondito alcune tematiche relative alla rete e, più in generale, alla comunicazione. "La rete è un mezzo importantissimo ma viene venduto male dagli addetti ai lavori, soprattutto alle Piccole e Medie Imprese – questo è il suo esordio - . Queste realtà, tanto importanti per l'economia nazionale, vanno prese parlando la loro lingua e con una creatività su misura". Come pure sul fronte delle audience Malgara sottolinea come su internet il concetto di ascolto tradizionale non esista, "le audience vanno intercettate".
Il presidente dell'Upa tiene a rimarcare inoltre l'abissale gap che divide l'Italia dagli altri paesi europei sul fronte degli investimenti online. "In Inghilterra si investe circa un miliardo e mezzo di euro – afferma – e su cifre quasi analoghe si posizionano i nostri vicini". Quali le ragioni di un simile divario? "Il gap è forse dovuto al fatto che siamo un paese ancora monomedia nelle abitudini di pianificazione delle aziende". Intende, troppo tv centrico? "Monomedia non soltanto in termini di tv, anhe per quano riguarda glialtri mezzi. Nelle nuove strategie media delle aziende dobbiamo tenere presente che la tv, in futuro sarà sempre più costosa. Il futuro è , quindi, nella multimedialità".
Inevitabile tornare sul ddl Gentiloni. Il suo giudizio è netto: "Se il decreto Gentiloni significa ridurre gli spazi e aumentare i costi non va bene". Se sul fronte di Audiweb dichiara che si sta lavorando a una soluzione positiva, Malgara prevede una chiusura d'anno per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari complessivi, pari al +2%, "un dato comunque positivo in questa fase del mercato e dei consumi". Quanto al 2007? "Forse andrà un po' meglio se si verificherà la crescita del Pil intorno al 3% come promesso dal Governo. Altre variabili potranno intervenire a disturbare l'atmosfera quali, ad esempio, l'aumento del prezzo del petrolio".