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Foreign Office

Sorrell: “Per estrarre valore dalle holding l’unico modo è farle a pezzi”

Fanno scalpore le parole di colui che rimane il maggiore azionista individuale di Wpp, la holding da lui stesso creata. Affermazioni che preludono a una dura battaglia all’interno del Gruppo il cui futuro è tutto da scrivere.

Si riprenderà la sua tanto amata/odiata Wpp, cosa eventualmente ne farà? Certo, non sarà privo di sorprese il futuro della holding creata da Martin Sorrell (nella foto), che, stando all’intervista rilasciata al Sunday Times domenica scorsa, non risparmia critiche ai vertici attuali del gruppo da lui stesso fondato, Mark Read in primis. Maggiore azionista individuale il suo fondatore potrebbe tornare protagonista ridisegnandone completamente il modello di business (che egli stesso ha creato) e, di conseguenza ‘liberandosi’ di attività e società non più profittevoli. In sostanza, come dichiara, “il modello su cui si basano le holding della comunicazione ha fatto il suo tempo, non sono più adatte ai nostri giorni. Credo, molto semplicemente, che al loro interno ci sia ancora un grande valore, ma che l’unico modo per estrarlo sia quello di farle a pezzi”.

Nell’intervista, per altro, Sorrell rimarca come il valore delle azioni di WPP si sia praticamente dimezzato dal giorno della sua, tempestosa, fuoriuscita.
Prendendo spunto, poi, dalle polemiche che hanno circondato una recente dichiarazione di Mark Read, suo successore alla guida di WPP, che ha affermato di essere orgoglioso che l'età media degli addetti della società sia di circa 30 anni, il 75enne Sorrell ha ironizzato affermando di sentirsi "Parte di una specie in via di estinzione... Ma battute a parte – ha proseguito – il problema è che queste grandi company pensano, sbagliando, che le persone più anziane non siano in grado di adattarsi a un mondo che cambia. Ma è un errore”.

Nel frattempo il suo lavoro in S4 Capital va avanti e, stando ai numeri, con successo, proprio perché, puntualizza Sorrell, è nata col preciso scopo di superare quel vecchio modello, costruendo nel corso di solo due anni una nuova realtà sulla base della digital agency MediaMonks e della società specializzata in data analytics MightyHive, oltre che di una quindicina di acquisizioni, e oggi lavora per clienti come Ikea e Netflix, e soprattutto per società del settore tecnologico (Google e Facebook in primis) dal quale proviene il 53% del suo fatturato.

Rispetto a tutti i grandi gruppi che hanno annunciato decrementi fra il -10% e il - 20%, le attese per la trimestrale della società creata dal manager, sono esattamente opposte: i risultati saranno ufficializzati mercoledì, ma la previsione è di una crescita del +12%. In un’intervista al Sunday Times pubblicata domenica, Sorrell critica il ‘vecchio’ modello delle holding e polemizza, ancora una volta, con le recenti affermazioni di Mark Read, suo successore alla guida di WPP: anche a 75 anni non si è affatto troppo vecchi per adattarsi ai cambiamenti.
S4 Capital annuncerà mercoledì prossimo i risultati provvisori del secondo trimestre, che alcuni analisti prevedono nell'ordine del +12% sull'anno precedente, con un profitto lordo superiore ai 120 milioni di sterline (oltre 130 milioni di euro). La stima è riportata in un profilo di Sir Martin Sorrell pubblicato domenica, appunto, dal Sunday Times.