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Accetta, le ragioni del dissenso
Il Presidente di OC&M Media e Comunicazione Natale Accetta , non condividendo alcuni punti della proposta di Assocomunicazione in tema di comunicazione istituzionale ha chiamato il Prof Angelo Clarizia, Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma Tor Vergata, a dare un parere sulle linee guida della proposta dell’Associazione.
Nella giornata che ha visto Assocomunicazione presentare il proprio progetto di legge tendente alla modifica della legge 150/2000 il Presidente di OC&M Media e Comunicazione Natale Accetta , non condividendone alcuni punti, ha chiamato il Prof Angelo Clarizia, Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma Tor Vergata, a dare un parere sulle linee guida della proposta dell’Associazione presieduta da Diego Masi.In definitiva l’analisi della proposta di legge fatta dal Prof. Clarizia evidenzia uno scostamento tra gli obiettivi perseguiti dal progetto di legge e gli effetti prodotti dalle modifiche proposte.
Sia le esigenze di coordinamento delle iniziative di comunicazione istituzionale, sia quelle di valorizzazione dell’elemento qualitativo delle offerte nell’ambito delle procedure ad evidenza pubblica (ovvero l’istituto che consente alla pubblica amministrazione di scegliere tra i vari contraenti possibili, quello più economico o efficiente) risulterebbe infatti già perseguite dalla legislazione vigente.
Per contro, la prevista centralizzazione della funzione di stazione appaltante in capo a un organismo costituito ad hoc (l’Agenzia per la comunicazione istituzionale, ndr) contrasterebbe con i principi (di rango costituzionale e di derivazione comunitaria) di buon andamento della P.A. e di massima concorrenza e non sarebbero giustificata dal perseguimento di obiettivi di razionalizzazione della spesa attraverso la riduzione del numero di procedure di gara.
Secondo tale parere appare quindi censurabile la scelta di accentrare le funzioni di stazione appaltante e di dettare una disciplina specifica in materia di composizione delle commissioni giudicatrici sottraendo all’ente titolare della funzione le relative prerogative e responsabilità.

