Gare

Le gare secondo UPA e AssoComunicazione

Simili le indicazioni fornite dalle due Associazioni ad aziende ed agenzie per una corretta e trasparente gestione delle gare. Suggerimenti che lasciano libere le società di agire in totale autonomia, nel rispetto degli obblighi di legge prescritti dalle normative Antitrust a tutela della concorrenza sui mercati economici impedendo la formazione di cartelli.
Il presidente Aldo Fumagalli, a latere della conferenza stampa di presentazione dei risultati di bilancio di Candy Group, si è dichiarato favorevole all'applicazione delle linee guida suggerite da UPA in fase di gara, preparandosi il Gruppo ad aprire tra qualche mese un grande pitch per trovare due agenzie per Candy e Hoover. (Vedi notizia correlata) 

Premesso che per UPA la gara non è il modo migliore di scegliere i partner in comunicazione, l'Associazione secondo quanto si legge nella Guida al rapporto tra utenti e agenzie di pubblicità suggerisce ai propri associati, intenzionati a scegliere un'agenzia tramite gara, 'che il numero di agenzie partecipanti sia limitato...Dare una dimensione numerica a questo criterio può essere improprio, ma in generale si ritiene che il numero massimo "gestibile" sia 5 o 6 e che sia meglio se lo si può ridurre a 2 o 3...Più attente sono state le verifiche precedenti, e perciò ristretta la gamma delle agenzie "candidate", più efficace ed efficiente sarà l'operazione...è opportuno che l'agenzia attualmente incaricata sia a conoscenza delle decisioni dell'impresa. Se si è deciso di escluderla, è meglio che lo sappia prima. Se no, è naturale che partecipi alla "gara". Non è un obbligo, ma è corretto e utile che tutte le agenzie partecipanti sappiano quante sono, e chi sono, le altre agenzie invitate...Tutte le agenzie devono ricevere lo stesso "briefing"...E' opportuno spiegare in anticipo quali saranno i metodi e i criteri di valutazione delle proposte...Si è discusso molto sulla possibilità che le gare siano retribuite. Cioè che sia riconosciuto un compenso (o "rimborso spese") alle agenzie partecipanti (esclusa, ovviamente, quella che ottiene l'incarico). E' evidente che non può essere un obbligo, perchè ogni impresa è libera di decidere come preferisce e perchè quasi sempre, in pratica, le agenzie accettano (o chiedono) di partecipare senza pretendere alcun compenso. Ma (premesso che il "rimborso spese" è quasi sempre molto inferiore ai costi che affronta l'agenzia, specialmente in termini di risorse umane) questa può essere una forma di cortesia e correttezza non priva di vantaggi anche per l'impresa, per una percezione di serietà e di rispetto verso il lavoro che viene richiesto.'

Linee guida, quelle di UPA, non dissimili da ciò che suggerisce AssoComunicazione in difesa di comportamenti virtuosi nell'ambito delle gare, dove l'Associazione è attiva sia sul fronte privato che pubblico. (Vedi notizia correlata sull'esito del monitoraggio gare private 2010)

Regolamentazione resasi necessaria per ridimensionare la tendenza sempre più frequente delle aziende di invitare troppe agenzie. Rimane comunque solo un suggerimento quello dettato dalle due Associazioni, perchè le società (aziende e agenzie) sono libere di agire in totale autonomia nel rispetto di ciò che impongono le normative Antitrust a tutela della concorrenza sui mercati economici impedendo la formazione di cartelli.

Maria Ferrucci