Gare
Paola Cimini (Mirror): Nella gara Regione Abruzzo troppi errori di valutazione
L'amministratore unico dell'agenzia di Roseto degli Abruzzi che, insieme a Jack Blutharsky, ha presentato ricorso al Tar in seguito alla vittoria di Pomilio Blumm alla gara indetta della Regione, ha spiegato la sua posizione ad ADVexpress. "Non contestiamo il lavoro dell'agenzia, ma le modalità di valutazione della Commissione. Restiamo in attesa della prossima udienza del Tar", ha dichiarato.
Continua la querelle relativa alla gara indetta della Regione Abruzzo, che ha visto l'assegnazione a Pomilio Blumm dell'incarico riguardante la realizzazione delle campagne volte a promuovere il turismo nella Regione. Vittoria che ha portato l'agenzia Mirror di Roseto degli Abruzzi, che ha partecipato alla consultazione insieme alla Jack Blutharsky di Bologna, conquistando il secondo posto, a presentare ricorso al Tar chiedendo l'annullamento dell'appalto alla Pomilio Blumm.
Per completezza di informazione, dopo aver contattato Franco Pomilio, presidente e Ad dell'agenzia, che ha spiegato che non vi sarebbe stata nessuna irregolarità nella gara, dal momento che le accuse sono già state ritenute infondate dalle autorità competenti (vedi notizia correlata), ADVexpress ha interpellato Paola Cimino (nella foto), amministratore unico di Mirror, per ascoltare la posizione della sua struttura in merito alla questione.
"E' vero che il Tar de L'Aquila lo scorso 8 settembre ha rigettato la nostra richiesta di sospensione del procedimento, ma questo non significa che sia tutto finito - ha dichiarato Cimino - . La sospensione viene disposta soltanto se sussistono gravissimi motivi, che evidentemente in questo caso non sono stati ravvisati; tuttavia il Tar ha anche comunicato di dover ancora entrare nel merito e ci sarà a breve un'altra udienza in cui verrà comunicata la decisione definitiva. Di fatto, comunque, al momento Pomilio Blumm si trova in una posizione di vantaggio, poichè non le è stato impedito di firmare il contratto con la Regione".
"Credo che Pomilio Blumm stia banalizzando il problema - ha continuato Cimino - . In realtà, il nostro attacco riguarda molteplici aspetti, dall'offerta tecnica al piano mezzi, fino ai profili curriculari, che a nostro parere non corrispondono al vero. Ogni aspetto viene analizzato nel dettaglio in una relazione di 20 pagine che abbiamo presentato agli organi competenti".
Dunque, sul piatto ci sarebbe molto di più della famosa tavola 37, ovvero quella pagina del progetto palesemente errata che Franco Pomilio ha giustificato come un semplice refuso. "Ciò che contestiamo non è la validità o meno dell'idea, che peraltro è soggettiva, ma la leggerezza di valutazione della Commissione, che secondo noi è responsabile di numerosi errori - ha dichiarato l'amministratore unico di Mirror alla nostra testata -. Innanzitutto, non ha dato alcuna importanza alla tavola sbagliata, penalizzando invece altre strutture per incongruenze simili; in secondo luogo nel verbale ci sono degli evidenti errori nell'assegnazione del punteggio, in quanto non è possibile che, a fronte di giudizi molto diversi, venga assegnato lo stesso numero di punti. Mi spiego meglio: il lavoro di Pomilio Blumm è stato descritto con toni molto meno entusiastici rispetto ad altri, eppure il punteggio è lo stesso".
Dopo aver sentito il parere di alcuni legali, Mirror ha optato perciò per il ricorso. E non ha intenzione di arrendersi. "Siamo andati alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica - ha detto ancora Cimino -, ora restiamo in attesa della prossima udienza del Tar. Rispetto a Pomilio Blumm, noi abbiamo ottenuto 5 punti in meno nell'offerta tecnica e 5,45 punti in meno in quella economica, ma vogliamo una rivalutazione dei punteggi perchè l'assegnazione, così come è stata effettuata, non ci convince per nulla".
SP

