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Initiative lancia #ilcambiamentopartedalleparole e propone l'utilizzo della SCHWA, “vocale intermedia", per celebrare la diversità e supportare la rivoluzione del linguaggio inclusivo

Partendo dall’insight emerso dal quinto capitolo dell’Osservatorio STAND OUT IN CULTURE, secondo il quale più del 60% dellə italianə ritiene che la strada per un linguaggio inclusivo sia ancora lunga, l'agenzia ha voluto prendere parte attiva nel dibattito, con una campagna educational e di sensibilizzazione che propone l’utilizzo della “vocale intermedia” che si propone come sostituivo del maschile plurale universale e rappresenta una desinenza inclusiva.

Initiative, agenzia media globale del gruppo Mediabrands, lancia il progetto locale #ilcambiamentopartedalleparole: un’attivazione, che prende vita durante il Pride Month, per celebrare la diversità e supportare la rivoluzione del linguaggio inclusivo, che coinvolge tutto il mondo e accende il dibattito.

Partendo dall’insight emerso dal quinto capitolo dell’Osservatorio STAND OUT IN CULTURE di Initiative, secondo il quale più del 60% dellə italianə ritiene che la strada per un linguaggio inclusivo sia ancora lunga, l’agenzia ha voluto prendere parte attiva nel dibattito, con una campagna educational e di sensibilizzazione che propone l’utilizzo della SCHWA, “vocale intermedia” che si propone come sostituivo del maschile plurale universale e rappresenta una desinenza inclusiva. Al centro del dibattito su come rendere l’italiano una lingua più inclusiva, la SCHWA è una vocale intermedia, un suono che si posiziona al centro dello schema delle vocali dell’alfabeto fonetico internazionale, rappresentando un simbolo “medio” per eccellenza. L’abbiamo già sentita nella nostra lingua in alcuni dialetti (per esempio quello napoletano) e nella lingua inglese in cui è molto presente: la si pronuncia senza articolare nessun suono, come la “i” di “family” per esempio. È la lettera candidata a sostituire il maschile sovraesteso per gruppi misti o per soggetti/gruppi non binari, permettendo di declinare in modo inclusivo articoli, pronomi, sostantivi, aggettivi, participi passati (per esempio, invece di dire e scrivere “tutti”, si può scrivere tuttə, ad indicare uomini, donne e persone che non si riconoscono in nessuno di questi due generi).

L’iniziativa veicolata sui social e attraverso le pensiline di Milano, situate in prossimità delle location della Pride Week, è un velato invito a tutte le community che usano il linguaggio come forma espressiva prevalente ad adottare la SCHWA, come segno concreto di sostegno a questa rivoluzione linguistica e di contrasto alla discriminazione. Gli hashtag dedicati all’iniziativa sono #ilcambiamentopartedalleparole, #milanopride e #schwa.

Le affissioni includono il QR CODE che porta a una piattaforma di condivisione e amplificazione dei contenuti, per favorire il dibattito e la discussione. L’appello è rivolto a tuttə, per rivoluzionare il linguaggio e perché davvero questo sia specchio di una società che riconosca tutte le diverse identità che la compongono e renda loro dignità anche tramite la rappresentazione linguistica, tramite cioè le basilari parole quotidiane, che formano il nostro pensiero e raccontano la nostra realtà.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie anche al generoso contributo di McCann Worldgroup Italia che ha collaborato alla realizzazione creativa.