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Dr Podcast lancia la seconda stagione della serie “Storie che non finoscono mai”, videopodcast per Rotoloni Regina che racconta sessant'anni di ciclismo italiano
C’è stato un tempo in cui le tappe del Giro d’Italia nascevano più dall’intuizione che dai dati, e in cui la preparazione dei corridori si costruiva tra strade bianche, fatica e istinto. Poi il ciclismo è cambiato: sono arrivati la scienza, i watt, la lettura dei numeri, una nuova idea di squadra e di performance. Anche il racconto di questo sport si è trasformato, passando dalle cronache radiofoniche alle dirette globali, fino a diventare una narrazione continua, fatta di immagini, dati e nuove voci.
In questo scenario si inserisce “Storie che non finiscono mai”, serie podcast – oggi anche in formato video – sequel di “Emozioni che non finiscono mai”, prodotta da Dr Podcast Audio Factory per Rotoloni Regina, sponsor ufficiale del Giro d’Italia.
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio con cui il brand, nei due anni di sponsorship della Corsa Rosa, ha scelto di affiancare alle campagne tradizionali una narrazione capace di vivere anche sulle piattaforme digitali.
Dopo una prima stagione solo audio, arriva l’evoluzione verso il formato video con ospiti capaci di raccontare il ciclismo con gli occhi del campione, del giornalista o del direttore tecnico.
La serie si sviluppa sette episodi, ciascuno dedicato a un decennio della storia recente del ciclismo italiano, che accompagnano l’ascoltatore tra memoria, aneddoti e trasformazioni di uno sport in continua evoluzione: dalle stagioni in cui la bicicletta rappresentava riscatto sociale e identità popolare, fino alle grandi rivalità che hanno segnato un’epoca e diviso il Paese, passando per il ciclismo spettacolare delle fughe leggendarie e arrivando al presente, in cui la performance è il risultato di preparazione scientifica, sistemi globali e atleti “nati professionisti”. Un percorso che racconta non solo l’evoluzione di uno sport, ma anche il modo in cui è cambiato il suo immaginario collettivo.
A condurre gli episodi Riccardo Magrini, ex ciclista professionista e oggi una delle voci più riconoscibili del panorama ciclistico. Accanto a lui, sette protagonisti che hanno vissuto il ciclismo da angolazioni diverse, contribuendo a costruirne la storia dentro e fuori le corse.
“Ho scelto io gli ospiti, uno per uno: sono amici, persone con cui ho vissuto decenni di ciclismo fianco a fianco. Ritrovarsi a raccontare insieme quei momenti è stato emozionante”, afferma Riccardo Magrini. “È il secondo anno che collaboro con Rotoloni Regina per il Giro d’Italia, ma quest’anno è stato diverso: il sessantesimo anniversario di Sofidel ci ha dato l’occasione di ripercorrere sessant’anni di ciclismo italiano, decennio per decennio. Un’opportunità che non capita spesso”.
I primi tre episodi, con ospiti Franco Bitossi, Giuseppe Saronni e Claudio Chiappucci, sono on air su Spotify, YouTube e le principali piattaforme da venerdì 8 maggio. Le quattro puntate rimanenti saranno disponibili da venerdì 15 maggio.
Gli ospiti: sette protagonisti del ciclismo italiano
Franco Bitossi, protagonista del ciclismo tra anni Sessanta e Settanta e soprannominato “Cuore matto”, è stato uno dei corridori più amati dal pubblico italiano. Nella conversazione con Magrini riemerge il ritratto di un’epoca in cui la bicicletta era molto più di uno sport: era un’occasione di riscatto, una scelta di vita capace di cambiare il destino.
Giuseppe Saronni, vincitore di Giro d’Italia e classiche monumento, è stato al centro di una delle rivalità più iconiche del ciclismo: quella con Francesco Moser. Il suo racconto restituisce non solo la dimensione sportiva di quegli anni, ma anche il clima di appartenenza e identità che trasformò una rivalità in un fenomeno nazionale.
Claudio Chiappucci, “El Diablo”, ha incarnato un ciclismo istintivo e spettacolare, fatto di attacchi improvvisi e corse senza calcoli. Nel dialogo con Magrini torna tutta l’energia di un’epoca in cui il coraggio e l’imprevedibilità sapevano ancora sorprendere, anche di fronte ai campioni più dominanti. La sue sfide con Miguel Indurain sono diventate leggenda, come la loro rivalità, diventata amicizia.
Giuseppe Martinelli, tra i direttori sportivi più vincenti e rispettati del panorama internazionale, ha guidato alcuni dei più grandi nomi del ciclismo italiano, campioni del calibro di Marco Pantani, Stefano Garzelli, Gilberto Simoni e Damiano Cunego. Il suo sguardo, al tempo stesso tecnico ed emotivo, restituisce il dietro le quinte di un ciclismo fatto di uomini, relazioni e momenti che restano nel tempo.
Luca Guercilena, manager di livello internazionale, rappresenta il passaggio verso il ciclismo contemporaneo: un sistema strutturato, globale e sempre più basato su dati e preparazione scientifica. Nella sua testimonianza emerge il cambiamento profondo nel modo di costruire un campione, che ha smesso di essere un'arte e ha iniziato a essere una scienza.
Alessandra Giardani, giornalista sportiva, è tra le voci che hanno contribuito a rinnovare il racconto del ciclismo, portando uno sguardo diverso in un ambiente storicamente maschile. La sua esperienza restituisce il valore di un punto di vista che amplia e arricchisce la narrazione di questo sport.
Pier Augusto Stagi, giornalista e direttore editoriale, è una delle firme più autorevoli del ciclismo italiano. Con la sua esperienza, lo sguardo si apre verso il futuro, tra nuove generazioni, cambiamenti del racconto sportivo e scenari ancora da scrivere.

