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Nasce Freejourn, prima piattaforma di crowdfounding per valorizzare il giornalismo dei reporter freelance

L’iniziativa ha già vinto il bando per l’innovazione dell’editoria di Google. FreeJourn nasce da un’idea del dipartimento innovazione del gruppo editoriale News 3.0 e si sostiene con un sistema di revenue share trattenendo il 10% di quanto viene finanziato sulla piattaforma.

È online dal 15 giugno FreeJourn (www.freejourn.com), la prima piattaforma di crowdfunding verticale dedicata agli operatori dell'informazione, pensata per valorizzare il giornalismo di approfondimento (dalle inchieste ai reportage) prodotto da reporter freelance e basata su un differente rapporto tra giornalisti, lettori ed editori.

FreeJourn, che ha vinto il primo bando per l'innovazione nell'editoria di Google, vuole creare un sistema dinamico in grado di offrire ai giornalisti freelance nuove opportunità economiche, ai lettori la possibilità di essere parte attiva del processo informativo e alle aziende editoriali un bacino qualificato di idee, storie e profili professionali con cui arricchire i propri prodotti. Alla piattaforma possono infatti iscriversi, gratuitamente, giornalisti, editori, lettori e aziende.

FreeJourn nasce da un’idea del dipartimento innovazione del gruppo editoriale News 3.0 e si sostiene con un sistema di revenue share trattenendo il 10% di quanto viene finanziato sulla piattaforma. Tale quota può salire al 20% nel caso di specifici progetti espressamente commissionati da media partner.

In tempi di budget ristretti, riduzione degli uffici di corrispondenza e deskizzazione del giornalismo, il lavoro del reporter freelance, soprattutto in Italia, è generalmente occasionale, poco riconosciuto e spesso non adeguatamente pagato.  FreeJourn parte da questo scenario e ne ribalta le condizioni: il primo pilastro della piattaforma è una vetrina social per freelance, ciascuno dei quali ha a disposizione una pagina personale su cui caricare il proprio portfolio e bio, aggiornare il pubblico e proporre ai lettori nuovi progetti da sostenere e finanziare.

I freelance possono contattare colleghi ovunque nel mondo, lavorare su progetti locali o transnazionali in base alle proprie competenze e alla zona in cui si trovano. Possono, inoltre, entrare in contatto con media tradizionali interessati ai loro percorsi professionali.

Al momento dell’iscrizione - sottoposta a un vaglio qualitativo, per garantire la professionalità degli associati - i freelance specificano l’area del mondo in cui si trovano e le proprie competenze cosi che lettori e partner (testate, associazioni, Ong, aziende interessate a sponsorizzare progetti) possano cercare all’interno del sistema giornalisti e temi a cui sono interessati, per stabilire un contatto.

Il funzionamento di FreeJourn prevede un sistema di crowdfunding a soglie, pensato per garantire il massimo tasso di successo dei progetti, al quale potranno partecipare anche i lettori suggerendo spunti che vorrebbero approfondire oppure sostenendo i progetti presenti più votati.

Tutti i lavori realizzati attraverso il crowdfunding saranno pubblicati su FJ magazine, terzo pilastro della piattaforma. I progetti possono essere storie scritte, video e fotoreportage, ma anche contenuti audio o di data journalism.

Al termine di ogni lavoro realizzato con i fondi raccolti su FreeJourn, inoltre, i freelance si impegnano in momenti di confronto con i lettori e finanziatori, attraverso videochat pubbliche, per aumentare il valore informativo del proprio lavoro e promuovere una reale circolarità del sistema.

Tre le storie con cui FreeJourn viene lanciato: due inchieste - sui dubbi profili legali del celebrato modello Riace per l’integrazione dei migranti la prima e sulle collusioni tra controllori e controllati in tema di sicurezza sul lavoro in alcune delle più importanti aziende italiane la seconda - e un fotoreportage che racconta il fenomeno dei fake friend, falsi amici, cioè persone 'affittabili' su apposite piattaforme web, da coloro a cui manca compagnia. Le prime due sono online dal 15 giugno; la terza verrà presentata in esclusiva al festival internazionale della fotografia Cortona on the Move.

SP