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Mosaico Studio porta ‘Prime Day Festival’ a Palermo: tra e-commerce, cultura e territorio
Per tre giorni, dal 19 al 21 giugno, si è svolta a Palermo la terza edizione di ‘Prime Day Festival’. L’evento, ideato e organizzato da Mosaico Studio, ha trasformato il celebre locale Nauto in un villaggio sul mare dove i visitatori hanno esplorato diverse aree tematiche dedicate ai benefici Prime e ai servizi Amazon. Presenti anche lo spazio dedicato al Made in Italy, un’area Amazon Haul, quella dedicata alle offerte sui prodotti, l’area Alexa+, dove i visitatori hanno potuto testare la nuova assistente personale basata sull’IA, e l’area ‘Amazon Destinazione Sud’, un insieme di iniziative pensate per le regioni meridionali del Paese. Oltre a intrattenimento, quiz e giochi gratuiti, l’evento ha offerto un ricco programma culturale: gli Aperitivi Letterari hanno ospitato gli scrittori Alec Ross, Antonio Manzini e Milena Palminteri, mentre la serata del sabato è stata animata dal concerto live del cantautore palermitano Davide Shorty.
In questa intervista Felice Castrignanò, ceo di Mosaico Studio, racconta la genesi del progetto e i suoi punti di forza.
Per ‘Prime Day Festival’ avete trasformato il Nauto di Palermo in un vero e proprio villaggio sul mare. Da quale insight è nato questo concept e perché avete scelto un’esperienza così immersiva per raccontare l’universo Amazon?
Quando abbiamo iniziato a lavorare a quest’ultima edizione di ‘Prime Day Festival’, avevamo le idee chiare su cosa stavamo cercando: un luogo che fosse Palermo, che fosse già mare. Siamo partiti da un insight semplice che ci ha portato a fare scelte altrettanto semplici ed efficaci. Invece di allestire un luogo e presentarlo alla città, lo abbiamo lasciato parlare, innestando il Festival dentro la sua energia naturale invece di sovrapporgliela. ‘Prime Day Festival’ in questo modo è stato un ecosistema da vivere, attraversare, respirare per tre sere, con lo stesso ritmo libero e conviviale con cui la città vive l’estate. Amazon non racconta sé stesso da un palco, ma diventa parte del paesaggio umano di Palermo.
Il progetto ha riunito in un unico format servizi Amazon, intelligenza artificiale, Made in Italy, intrattenimento, cultura e musica. Come avete costruito una narrazione capace di tenere insieme contenuti così diversi mantenendo un’esperienza coerente e coinvolgente?
Abbiamo scelto come un unico centro gravitazionale l’energia dei Benefici Prime e l’abbiamo messa in scena anche dal punto di vista spaziale con un’installazione esagonale posizionata ai piedi dell’opera d’arte del Nautoscopio. Tutta l’offerta del villaggio, dai quiz all’aperitivo con gli autori, dalla musica all’area Alexa+, ha orbitato attorno a quel cuore, come frequenze diverse sintonizzate sulla stessa energia. Non abbiamo diviso i contenuti per compartimenti, li abbiamo fatti dialogare nel tempo in un flusso continuo, anche grazie al DJ set che dal pomeriggio a sera non si è mai fermato se non per accogliere il momento di un gioco, di un autore, del concerto e poi ripartire. Tutti i contenuti sono stati progettati per intrattenere e divertire, e proposti in un format dinamico e fresco.Proprio la contaminazione di proposte all’apparenza molto diverse, ma unite dalla musica del DJ set ci ha permesso di mantenere fluido ciò che avrebbe rischiato di diventare una sequenza rigida di appuntamenti separati. La coerenza non è nei contenuti, è nel ritmo che li attraversa tutti.
L’evento ha alternato aree esperienziali, momenti di gioco, incontri con autori e performance live. Qual è stato il criterio con cui avete progettato il percorso dei visitatori per trasformare la scoperta dei servizi Amazon in un’esperienza memorabile?
Abbiamo rifiutato l’idea del percorso obbligato. Chi è arrivato al Nauto non ha seguito un copione, ma è andato alla scoperta delle diverse aree e attività. Ciascun visitatore ha costruito la propria serata sulla base delle proprie preferenze: sfidarsi con i giochi da tavolo, ascoltare musica sorseggiando un drink, scoprire le nuove funzionalità di Alexa+, pescare un gadget con la macchina ragno, partecipare alla presentazione di un libro o scoprire in anteprima le offerte Prime Day e i prodotti Made in Italy. Il criterio guida è stato trasformare la scoperta dei servizi dedicati ai clienti Prime in un’esperienza leggera, mai didascalica. Ad esempio, il Prime Quiz nasce proprio come risposta a questa necessità: un gioco live, che si è inserito a sorpresa nel flusso della musica, senza mai imporsi come “contenuto commerciale”. I visitatori hanno appreso informazioni relative al brand senza accorgersene e questo è il risultato più prezioso di una progettazione esperienziale ben fatta.
Quella di quest’anno è stata la terza edizione. In che modo il concept si è evoluto negli anni e quali elementi progettuali ritenete abbiano contribuito maggiormente a rafforzare il legame tra il brand e il territorio?
Ogni edizione ci ha insegnato a fidarci sempre più della città. La prima edizione si è svolta su una doppia location (in spiaggia a Otranto, il mattino, e a Lecce con appuntamenti serali mirati); lo scorso anno abbiamo portato sulla spiaggia di Eboli un villaggio ricco dove lo sport ha giocato un ruolo centrale durante tutte le giornate e un solo grande appuntamento serale ha chiuso l’evento. Quest’anno, anche in considerazione delle abitudini locali, della città e delle temperature, abbiamo scelto per la prima volta di concentrare tutto l’evento nelle ore serali: una formula che si è rivelata vincente, perché rispetta i ritmi con cui Palermo vive l’estate, invece di imporne uno estraneo. Se le prime edizioni cercavano ancora un equilibrio tra format e location, quest’anno abbiamo lasciato che fosse Palermo a dettare il tono: l’Aperitivo Letterario con autori che raccontano storie radicate nel territorio, Davide Shorty che porta sul palco la sua identità palermitana e internazionale insieme, la vetrina Made in Italy che dà voce alle PMI siciliane. È il territorio a diventare protagonista, e Amazon il contesto che lo valorizza. È questo, credo, il salto qualitativo più importante: da evento ‘a Palermo’ a evento ‘con Palermo’.
Quali sono i vostri prossimi progetti? Ci sono nuovi format, ambiti di sperimentazione o novità su cui state investendo?
Stiamo lavorando per portare questo approccio esperienziale, dove il brand si mette al servizio del luogo e non viceversa, su altri territori e altri formati, continuando a esplorare l’incontro tra intrattenimento, cultura e innovazione tecnologica. Un progetto a cui teniamo molto in questo momento è ‘CostellAzioni – Festival delle identità aquilane’, realizzato con il Comune dell’Aquila e in conclusione il prossimo dicembre: 32 eventi tra arti performative,musica, teatro, sport, tradizioni popolari, laboratori, escursioni e attività all’aria aperta. Nell’anno dell’Aquila Capitale della Cultura, il progetto coinvolge le associazioni locali in una rete che coinvolge le aree solitamente più marginali. Sia che si tratti di un brand commerciale che di un’iniziativa di valorizzazione territoriale la logica resta quella di non portare un format dall’esterno, ma costruire con e per il luogo che lo ospita. È questa la direzione che sentiamo più nostra:creare eventi che restino nella memoria delle persone non per la loro scala, ma per l’autenticità dell’esperienza vissuta.
Marina Bellantoni

