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Entrano in vigore i nuovi limiti per l’affollamento pubblicitario in TV. Fuortes: "Per la Rai a rischio 50 milioni nel 2022 e oltre 130 nel 2023"
Il 1 gennaio del 2022 ha segnato l’entrata in vigore della nuova normativa per l’affollamento pubblicitario che tocca sia le reti televisive commerciali che non. Per lo spettatore non sembra essere cambiato nulla, forse solo i più attenti ai canali Rai hanno notato qualcosa. Massima attenzione invece in Viale Mazzini, dove l’amministratore delegato Rai Carlo Fuortes (nella foto), durante l’audizione in Commissione di Vigilanza Rai dello scorso 12 ottobre, aveva evidenziato, in prospettiva, un possibile ammanco dei ricavi derivati dalla pubblicità che potrebbe essere di 50 milioni di euro per il 2022 e di 130 milioni di euro per il 2023. "In un sistema dei media ‘ormai liquido’, i soldi persi dalla Rai saranno preda dei sempre più avidi social network, dunque lasceranno il nostro Paese per finire all’estero” era stato sottolineato.
Il problema nasce dalla messa in opera di una delle 18 direttive europee (Direttiva “Smav”), tramite Decreto legge da parte del Governo, che impone dei tetti limite giornalieri di pubblicità applicati sulle singole reti, mentre prima tali limiti erano fissati su una soglia settimanale, suddivisi per reti generaliste nel loro complesso e reti tematiche Rai.
Da segnalare che la nuova normativa, rispetto alla precedente, impone invece i vincoli per ogni rete.
Ad Ottobre, Giancarlo Leone, Presidente di APA (Associazione Produttori Audiovisivi), aveva preannunciato il rischio di perdita per l'emittente pubblico: “I ricavi pubblicitari dell’emittenza commerciale sono stati ampliati, in modo coerente con gli indirizzi europei che chiedevano maggiore flessibilità. Questa flessibilità non è stata invece riconosciuta al servizio pubblico, perché le misure adottate al contrario otterranno una contrazione dei ricavi pubblicitari. Prima la Rai aveva un tetto settimanale del 4% e un tetto orario del 12%, adesso è andato via il tetto settimanale e sono stati introdotti due vincoli quotidiani. Già questo rischia di restringere il conteggio dei minuti, che è molto complesso.”
Con le nuove norme ogni rete non potrà superare fino al 2022 un affollamento pubblicitario del 7% (dal 2023 il limite passa al 6%) per la fascia oraria 6:00-18:00 e per la fascia 18:00-24:00, con un limite per ora previsto al 12%.
I nuovi limiti colpiscono primariamente Rai1, nella fascia 18:00-24:00, ovvero la fascia più importante, che determinerebbe una riduzione del 26% dei secondi pubblicitari disponibili rispetto ad oggi, questo con un affollamento al 7%. Mentre con un affollamento al 6% la riduzione sarebbe del 36%.
La messa in pratica dei nuovi limiti costringerebbe l'emittente pubblica ad aumentare di molto la pubblicità del daytime, che attualmente risulta meno affollato, con il possibile impatto sulla fruizione dei telespettatori e sul sentiment verso l'emittente.
Anche secondo il Presidente di APA, Giancarlo Leone “Finora il conteggio dei tetti pubblicitari era a livello di canali generalisti e di canali tematici. Quindi Rai1, Rai2 e Rai3 partecipavano assieme come media nel conteggio del tetto. Ora, il conteggio sul
singolo canale, comporta una minor flessibilità soprattutto sulle fasce di maggior affollamento, per le quali prima la Rai stava attenta a calcolare una media che desse comprensibilmente una prevalenza a Rai1“.
Viale Mazzini sta cercando di trovare un equilibrio a vantaggio dei fruitori, e non è detto che le attuali soluzioni ad ora messe in atto non subiranno variazioni nei giorni a venire.

