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'La linea e l'ombra': il romanzo di Alfredo Accatino che racconta il Bauhaus
È uscito in questi giorni per Giunti Editore 'La linea e l'ombra', il romanzo di Alfredo Accatino che racconta il Bauhaus, la più importante scuola creativa del novecento. Il volume, come spiega ad ADVexpress il Chief Creative Officer Filmmaster Events, "permette di immergersi nella vita quotidiana della scuola, tra studenti di tutta Europa - i Bauhausler - e professori come Klee e Kandinsky. Li seguiremo per due anni, dal massimo splendore, sino a quando Walter Gropius nel 1928 ne lascia la Direzione, e poi 40 anni dopo in una Germania divisa in due".
"Per ricostruire questo mondo perduto, - aggiunge il noto professionista - ho soggiornato a Dessau nella stanza dove ho fatto vivere il protagonista, unico personaggio di fantasia tra personaggi veri. Ne emerge un mondo inaspettato, ricco di genialità, ma anche di contraddizioni, mentre sullo sfondo vediamo avanzare l’onda nera del nazismo".
Veniamo nel dettaglio al racconto al centro del volume.
Nella pura architettura dei Laboratori Bauhaus di Dessau, la scuola di design che provò a cambiare il mondo, Erich Kroll, un ragazzo dal passato doloroso, goffo, ingenuo, opportunista, sgomita per uscire dal passato e trovare un’identità, ma finisce per rinnegare quella che poteva essere una possibile via di realizzazione, forse la sua salvezza. È negativo, anaffettivo, violento, sessuomane, rancoroso, ma anche fragile e sfortunato. Vive la maledizione di non avere talento nel luogo simbolo del talento. Si illude che creatività e arte lo possano condurre al successo e al riscatto personale, e perseguirà questo obiettivo a ogni costo, con cinismo e ottusità, sino a rovinarsi la vita. Il romanzo lo segue per 43 anni, nella sua continua lotta per emergere, seminando intorno a sé rancore e odio, dall’apertura della Scuola (1926), sino a quando Walter Gropius ne lascia la Direzione (maggio 1928). Una sorta di “giro di vite” tra maestri quasi mitologici (Kandinskij, Klee, Schlemmer) e studenti geniali, mentre sullo sfondo scorgiamo l’onda nera del nazismo e gli ultimi fuochi della Repubblica di Weimar. Tranne il protagonista, tutti i personaggi sono realmente esistiti, come i ragazzi sognatori - i Bauhausler - veri protagonisti della narrazione. Fedele è la ricostruzione del clima nel campus, tra lezioni, scontri, amori, eccessi, in un momento unico nella storia della cultura (del quale a breve si festeggerà il centenario), ricco però anche di contraddizioni e di vittime inconsapevoli.
La seconda parte del racconto si svolge tra il 1967 e il 1969, prima in una Germania ancora divisa dal muro e schiacciata dai sensi di colpa, quindi negli Stati Uniti dove Erich si reca per affrontare il suo antagonista, “il grande architetto Gropius”, identificato come motivo centrale del proprio fallimento.

'La linea e l'ombra' è dunque un romanzo di formazione che punta a decostruire le regole base: più che migliorare, infatti, Erich peggiora, a livello umano ed emotivo. Un percorso dove è difficile distinguere tra vittime e colpevoli che permetterà di conoscere un momento come mai fatto prima un momento fondamentale della nascita dell’arte contemporanea. La catarsi arriverà così solo nell’istante nel quale il protagonista comprenderà di non avere mai avuto quelle qualità, che si era illuso di possedere. Perfetta in questo senso una frase di Stanislaw J. Lec: “Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio”.
Prendendo in considerazione la tram, La linea e l’ombra sembrerebbe un romanzo sulla creatività, sul talento, sulla “paura di non farcela” che i creativi provano anche al giorno d’oggi. Ecco cosa risponde l'autore: " È un romanzo di formazione che declina la storica “linea d’ombra” tracciata da Conrad con gli insegnamenti su “linea e punto” di Paul Klee. Ho provato però a sovvertire le regole del genere, così il giovane protagonista non raggiunge la consapevolezza, ma al contrario si deteriora pagina dopo pagina sotto l’aspetto umano e personale. E lo ritroveremo negli anni ’60, vecchio, carico di rancore, forse deciso a vendicarsi. La linea e l’ombra è quindi un romanzo sulla condanna di non avere talento. Sull’illusione. Sulla maledizione di dover convivere con questo malessere interiore nel luogo simbolo della genialità".
Parlando del motivo per cui ha scelto il tema del Bauhaus, Accatino spiega alla nostra testata: "Ci troviamo di fronte al più straordinario evento culturale del secolo scorso. Ancora oggi mobili e oggetti di uso quotidiano che ci appaiono modernissimi, sono stati in realtà ideati 100 anni fa. Anzi, basterebbe farsi un giro per le corsie di Ikea per rendersene conto. È stato un laboratorio di innovazione che avrebbe voluto cambiare il mondo, ma che ha perso a sua battaglia, finendo per travolgere la vita di 1500 ragazzi. Si manipolavano materiali pericolosi, come le idee e le teorie, inevitabile che alcuni studenti ne siano stati avvelenati".

"Sicuramente. Il mondo degli eventi è una grande scuola di formazione che permette di confrontarsi con ogni tipologia di creatività, e di rispettarla in ogni sua espressione - risponde il professionista - . Questo ho imparato a fare in questi 25 anni con Filmmaster ed è un linguaggio che accomuna tutti noi che facciamo eventi, che potranno ritrovare in queste pagine temi ben conosciuti. E poi è un testo che è stato scritto in ore e ore di treno e soggiorni in albergo, fuori casa, in una situazione di “non luogo” che quelli come noi conoscono bene. Io ve lo consiglio, e per Natale, sapete cosa fare…".

