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PRHub, dieci anni di relazioni che fanno sistema in un libro che racconta una disciplina in trasformazione. Cornelli: “Le PR non sono numeri, ma un sistema vivo di relazioni. La vera strategia nasce dall’ascolto, non dalle azioni tattiche”
Non una celebrazione autoreferenziale, ma un atto di consapevolezza collettiva. È questo il senso del libro “Relazioni Pubbliche – PRHub. Il racconto autentico di un decennio di comunicazione strategica”, presentato come sintesi viva di dieci anni di evoluzione delle relazioni pubbliche. A spiegarlo è Andrea Cornelli (nella foto), Vicepresidente di UNA e coordinatore di PRHub, che definisce il progetto prima di tutto come una storia di persone, relazioni e collaborazione.

Il volume, curato da Rossella Sobrero, docente, saggista, e presidente Koinètica, è stato presentato ieri presso la libreria Egea di Milano assieme a Davide Arduini, Presidente di UNA, associazione che integra l'hub verticale dedicato alle relazioni pubbliche.
Fin dalla sua nascita, PRHub si è distinto per una natura atipica. Non un’associazione tradizionale, ma un luogo di condivisione, una piattaforma collaborativa. Un’intuizione che ha permesso a professionisti e agenzie di restare competitor senza rinunciare alla possibilità di collaborare su obiettivi comuni. Una dinamica tutt’altro che scontata in un mercato altamente competitivo, e ancora meno nelle relazioni pubbliche.

Il libro nasce con un obiettivo preciso: fare ordine in un decennio di trasformazioni profonde che hanno attraversato la disciplina. Dalla digitalizzazione alla disintermediazione, dalla centralità dei contenuti generati dalle persone al ruolo sempre più strategico dei dati, fino all’irruzione dell’intelligenza artificiale. Ma il cambiamento più radicale, come emerge dalle testimonianze raccolte, è culturale: “Non abbiamo cambiato solo gli strumenti – si legge nel volume – abbiamo cambiato mentalità: dal messaggio alla conversazione, dall’informazione alla relazione”.
Un secondo asse portante del libro è la dimensione ecosistemica. PRHub ha scelto dieci anni fa di entrare in un contesto più ampio, oggi rappresentato da UNA, scommettendo sulla collaborazione tra anime diverse della comunicazione. Un processo non sempre semplice, ma reso possibile – sottolinea Cornelli – dalla leadership e da una visione capace di valorizzare le differenze come risorsa per l’intera industria.
Il terzo elemento chiave è lo sguardo sul futuro. Il volume non è un manuale didattico, ma una testimonianza corale: 22 contributi che raccontano esperienze reali, vissute sul campo. Accanto alle voci del mercato e delle agenzie, trovano spazio anche contributi universitari, provenienti da realtà come Gorizia, Pavia e IULM, in una contaminazione virtuosa tra pratica e riflessione. Ne emerge una mappa concreta delle relazioni pubbliche di oggi, lontana dalle definizioni teoriche e ancorata alla realtà professionale.
Tra i temi ricorrenti, l’ascolto attivo come fondamento della consulenza, la necessità di scegliere strategie chiare e sostenute nel tempo, il superamento delle azioni tattiche frammentate. Centrale anche il tema della misurazione, intesa non come controllo ma come strumento di miglioramento continuo, sempre più qualitativo e integrato.
Cornelli ha chiuso il suo intervento di presentazione con un’immagine efficace: le relazioni pubbliche come un DJ davanti a una folla, un direttore d’orchestra che coordina energie, talenti e visioni. Forse con volumi di fatturato inferiori rispetto ad altri ambiti della comunicazione, ma con un ruolo strategico sempre più riconosciuto. Lo confermano anche i dati: le relazioni pubbliche sono oggi l’unico segmento del mercato della comunicazione che continua a crescere. PRHub rappresenta 60 sigle del settore relazione pubbliche (su un totale di 300 circa presenti nell'intera UNA), che assieme valgono oltre il 50% del fatturato totale del comparto.
A dare senso e direzione al racconto corale inciso nel volume, è una visione chiara del ruolo delle relazioni pubbliche oggi. “Le relazioni pubbliche non sono più un mestiere che spiega il mondo agli altri – ha sottolineato Cornelli – ma un mestiere che parte dall’ascolto per costruire strategia”. È in questa capacità di leggere la complessità, di scegliere poche battaglie chiare e sostenerle nel tempo, che si gioca il valore della disciplina.
Quest'ultimo volume di PRHub, conclude Cornelli, non è solo un progetto editoriale né un’esperienza associativa, ma un modo di stare nel mercato: “Siamo un hub di relazioni, di competenze e di talento. Ed è proprio questo talento, più dei volumi o degli strumenti, che oggi continua a far crescere le relazioni pubbliche. Un settore che più di altri, anche nell'era dell'AI, si distingue per le capacità umane, non sostituibili, che determinano il successo delle relazioni comunicative tra realtà lavorative e pubblico”. Un messaggio che sintetizza dieci anni di lavoro e indica una traiettoria precisa per il futuro della comunicazione strategica.
Davide Riva

