Marketing
Bip Mobile in liquidazione. Esce Bona e passa in Alitalia come direttore commerciale
L'operatore di telefonia cellulare che, come anticipato da ADVexpress (leggi news) è stato lanciato a settembre 2013 con un piano di comunicazione da 100 mln fino al 2014 (leggi news), dal 30 dicembre ha dovuto sospendere i servizi ai 220 mila utenti, per l'insolvenza nei confronti del fornitore Telogic. I manager annunciano la chiusura dell'azienda con una lettera diffusa i giorni scorsi ai clienti. Restano senza occupazione 50 dipendenti. L'ex Ad Fabrizio Bona ha lasciato la società prima della messa in liquidazione per andare in Alitalia. Domani la company, che ha chiesto il concordato, e Telogic, in audizione presso Agcom.
E' durata circa un anno l'avventura sul mercato di Bip Mobile, l'operatore italiano interamente virtuale di servizi di telefonia mobile nato nel 2012 da un'iniziativa dell'Ad Fabrizio Bona (nella foto), appoggiato dall'azionista di maggioranza One Italia Spa di proprietà della famiglia Giacomini e basato su l'enabler Telogic di cui H3g è fornitore.
Come anticipato da ADVexpress (leggi news), lanciato a settembre 2012 con un investimento in comunicazione di 100 mln di euro fino al 2014, una campagna piuttosto criticata con protagonista Road Runner, il cartoon della Turner, (guarda lo spot) e l'obiettivo di conquistare 1 mln di clienti entro l'anno (leggi news), Bip Mobile è stato ora messo in liquidazione da One Italia a seguito dei diversi milioni di euro di perdite accumulate e l'insolvenza nei confronti di Telogic. Dal 30 dicembre la company ha quindi lasciato senza servizio i propri 220 mila utenti.
Poche ore prima della messa in liquidazione dell'azienda, Bona ha lasciato la società per andare a ricoprire il ruolo di responsabile commerciale in Alitalia.
Non ha funzionato la formula che offriva servizi nazionali e internazionali low cost (chiamate verso tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile a 3 centesimi al minuto), navigazione internet senza limiti di tempo a 2 euro a settimana da Pc e tablet o il lancio del cellulare DS 100 Dual Sim UMTS sul mercato a 49 euro.
Dopo le prime perdite, sono arrivati i primi disservizi agli utenti, le linee sono state staccate per insolvenza dal fornitore Telogic e ora l'annuncio della liquidazione, dato ai clienti in tarda serata di sabato 4 gennaio attraverso una lettera.
Nella lettera ai clienti firmata da Walter Giacomini, presidente di One Italia, si legge anche una critica all'ex Ad Bona: “Come sapete il nuovo management di Bip Mobile, dopo la dipartita ingiustificata del suo AD (nonché socio) Fabrizio Bona si è trovato a gestire una situazione disastrosa e molto delicata”. “Abbiamo investito tutto quello che potevamo e allo stato attuale abbiamo perso milioni e milioni di euro assumendoci tutti i rischi, anche penali” continua il documento. “Per questo One Italia (maggior azionista) ha dovuto iniziare un processo di liquidazione. Crediamo che la chiusura sia strumentale e non giusta, faremo di tutto per discutere nelle sedi competenti questa decisione che reputiamo scorretta”.
Ai 220 mila utenti, che ora dovrebbero recuperare il credito residuo sui servizi ormai inutilizzabili di Bip il presidente dichiara: “Ci rendiamo conto che avete creduto in noi e siete stati penalizzati ingiustamente, la procedura di concordato cercherà di tutelare vostri eventuali crediti...”.
A risultare maggiormente danneggiati sono i circa 50 dipendenti di Bip Mobile, ora senza lavoro, e i responsabili dei negozi con il marchio in franchising.
I prossimi sviluppi dopo la notizia della messa in liquidazione si conosceranno domani, 7 gennaio, quando Bip Mobile, che ha chiesto il concordato, e Telogic, si incontreranno in audizione presso Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), che ha il compito di fare chiarezza sulle responsabilità e di tutelare i clienti che possono chiedere portabilità del numero e indennizzi.
In sintesi, da un lato l'operatore di telefonia mobile su un comunicato pubblicato su bip.it accusa Telogic di aver distaccato le linee senza preavviso e critica H3G (3 Italia), fornitore di Telogic, ponendo soprattutto l'accento sull'imposizione di prezzi all'ingrosso più alti di quelli che la stessa H3g e gli altri operatori mobili praticano ai clienti finali che l'hanno costretta a vendere sottocosto.
A fronte di queste affermazioni, 3 Italia ha inviato una nota di smentita, precisando di non aver mai avuto rapporti commerciali con l'operatore.
Teologic, infine, sostiene che nonostante i circa 8 milioni di euro di crediti vantati verso Bip, l'operatore non avrebbe presentato un piano di rientro.
Come anticipato da ADVexpress (leggi news), lanciato a settembre 2012 con un investimento in comunicazione di 100 mln di euro fino al 2014, una campagna piuttosto criticata con protagonista Road Runner, il cartoon della Turner, (guarda lo spot) e l'obiettivo di conquistare 1 mln di clienti entro l'anno (leggi news), Bip Mobile è stato ora messo in liquidazione da One Italia a seguito dei diversi milioni di euro di perdite accumulate e l'insolvenza nei confronti di Telogic. Dal 30 dicembre la company ha quindi lasciato senza servizio i propri 220 mila utenti. Poche ore prima della messa in liquidazione dell'azienda, Bona ha lasciato la società per andare a ricoprire il ruolo di responsabile commerciale in Alitalia.
Non ha funzionato la formula che offriva servizi nazionali e internazionali low cost (chiamate verso tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile a 3 centesimi al minuto), navigazione internet senza limiti di tempo a 2 euro a settimana da Pc e tablet o il lancio del cellulare DS 100 Dual Sim UMTS sul mercato a 49 euro.
Dopo le prime perdite, sono arrivati i primi disservizi agli utenti, le linee sono state staccate per insolvenza dal fornitore Telogic e ora l'annuncio della liquidazione, dato ai clienti in tarda serata di sabato 4 gennaio attraverso una lettera.
Nella lettera ai clienti firmata da Walter Giacomini, presidente di One Italia, si legge anche una critica all'ex Ad Bona: “Come sapete il nuovo management di Bip Mobile, dopo la dipartita ingiustificata del suo AD (nonché socio) Fabrizio Bona si è trovato a gestire una situazione disastrosa e molto delicata”. “Abbiamo investito tutto quello che potevamo e allo stato attuale abbiamo perso milioni e milioni di euro assumendoci tutti i rischi, anche penali” continua il documento. “Per questo One Italia (maggior azionista) ha dovuto iniziare un processo di liquidazione. Crediamo che la chiusura sia strumentale e non giusta, faremo di tutto per discutere nelle sedi competenti questa decisione che reputiamo scorretta”.
Ai 220 mila utenti, che ora dovrebbero recuperare il credito residuo sui servizi ormai inutilizzabili di Bip il presidente dichiara: “Ci rendiamo conto che avete creduto in noi e siete stati penalizzati ingiustamente, la procedura di concordato cercherà di tutelare vostri eventuali crediti...”.
A risultare maggiormente danneggiati sono i circa 50 dipendenti di Bip Mobile, ora senza lavoro, e i responsabili dei negozi con il marchio in franchising.
I prossimi sviluppi dopo la notizia della messa in liquidazione si conosceranno domani, 7 gennaio, quando Bip Mobile, che ha chiesto il concordato, e Telogic, si incontreranno in audizione presso Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), che ha il compito di fare chiarezza sulle responsabilità e di tutelare i clienti che possono chiedere portabilità del numero e indennizzi.
In sintesi, da un lato l'operatore di telefonia mobile su un comunicato pubblicato su bip.it accusa Telogic di aver distaccato le linee senza preavviso e critica H3G (3 Italia), fornitore di Telogic, ponendo soprattutto l'accento sull'imposizione di prezzi all'ingrosso più alti di quelli che la stessa H3g e gli altri operatori mobili praticano ai clienti finali che l'hanno costretta a vendere sottocosto.
A fronte di queste affermazioni, 3 Italia ha inviato una nota di smentita, precisando di non aver mai avuto rapporti commerciali con l'operatore.
Teologic, infine, sostiene che nonostante i circa 8 milioni di euro di crediti vantati verso Bip, l'operatore non avrebbe presentato un piano di rientro.

