Marketing
Classifica Interbrand 2011: Coca Cola al top. L'Italia c'è con Gucci, Armani e Ferrari
Per il dodicesimo anno consecutivo Coca-Cola (valore del brand: circa 71,8 miliardi di dollari) sul podio della classifica dei cento brand globali a maggiore valore economico stilata ogni anno da Interbrand e presentata oggi a Milano. Scarsa la presenza dell'Italia. Protagonisti i brand tecnologici IBM (+8%), Microsoft, Google (+27%), GE, Intel, Apple, Hp; Apple, Google, Samsung. Tengono Nissan e Toyota. Crescono i brand del lusso tra i quali i tre italiani.
Per il dodicesimo anno consecutivo Coca-Cola (valore del brand: circa 71,8 miliardi di dollari) conquista il vertice della Best Global Brands, classifica dei cento brand globali a maggiore valore economico stilata ogni anno da Interbrand e presentata oggi a Milano da Manfredi Ricca (nella foto), managing director Interbrand. Un marchio globale, connotato da autenticità e dalla capacità di rinnovarsi mantenendosi però coerente con i propri valori riconosciuti in tutto il mondo, come sottolienato da Sara Ranzini, Director Corporate Identity, Public Affairs & Communications Coca Cola Company Italia, intervenuta alla conferenza stampa. L'azienda quest'anno per i 125 anni del marchio ha lanciato una campagna pubblicitaria con l'obiettivo di ringraziare dipendenti e consumatori e dal 2012 sarà sponsor delle Olimpiadi di Londra. A riguardo già in questi giorni è partita in Uk una campagna internazionale che anticipa la sponsorizzazione, all'insegna della musica e dello sport (leggi news correlata).
Apple, con una crescita in valore del 58%, entra per la prima volta tra i primi dieci brand in classifica con un valore pari a circa 33,5 miliardi di dollari.
La classifica Best Global Brands viene stilata annualmente da Interbrand e si basa su una metodologia certificata Iso che analizza tre aspetti fondamentali:
- la performance economica dei prodotti o servizi che il brand contraddistingue
- il ruolo del brand nel processo di decisione d’acquisto
- la forza del brand nel continuare a generare margini per l’azienda
Best Global Brands 2011: le principali evidenze
L’instabilità dei mercati e il clima di incertezza che a
nno caratterizzato il 2011 hanno spinto i brand ad adattarsi a una nuova realtà. I Top 100 Best Global Brands di quest’anno hanno dimostrato, nonostante l’imprevedibilità del panorama economico, di poter essere flessibili, di sapersi evolvere e innovare per andare incontro alle nuove esigenze.
Nel corso dell’anno, i brand tecnologici hanno continuato a essere protagonisti di Best Global Brands. Sette dei dieci top brand (IBM, Microsoft, Google, GE, Intel, Apple and Hewlett- Packard), quattro dei cinque con la migliore performance di crescita (Apple, Amazon.com, Google and Samsung) e uno dei nuovi ingressi nella classifica dei Best Global Brands (HTC, produttore di apparecchi per la telefonia mobile con sede a Taiwan) provengono dall’ambito tecnologico.
Tra le performance più significative si segnalano:
- IBM (69,9 miliardi di dollari, 2° posizione) ha segnato una crescita dell’8%. Questo dato testimonia la crescente rilevanza del branding in ambito b2b. La performance di IBM è anche un indicatore di come le strategie di responsabilità sociale ben definite, quali ad esempio Smarter Planet, possano diventare dei preziosi asset.
- Google consolida la propria posizione al 4° posto con un valore del brand pari a 55,3 miliardi di dollari e una crescita del valore del brand del 27%. Il brand che è stato in grado di far coniare un nuovo verbo (to google) è anche quello che ha scalato la classifica in tempi record: il suo ingresso nella Best Global Brands risale al 2005 con un valore di circa 8,4 miliardi di dollari (n. 38). In sei anni ha conquistato 34 posizioni e aumentato di quasi sette volte il suo valore. Il successo di quest’anno è una conseguenza della capacità di proporre nuovi prodotti, come Chromebook, del forte impatto di Google+ e, infine, della costante attenzione verso temi sociali come la salute pubblica, la povertà e il clima.
Stefano Maruzzi, Country Director Google Italy ha messo in evidenza come i successi di Google , il cui fatturato 2010 è stato di 28 mld di dollari, derivino anche dai grandi investimenti dell'azienda in ricerca e sviluppo e in tecnologie in grado di fornire soluzioni agli utenti, che, da parte loro, manifestano apprezzamenti e fanno ampio uso dei servizi offerti da Google, come ad esempio Google Maps.
- Amazon.com (12,75 miliardi di dollari, n. 26) balza in avanti di dieci posizioni grazie a un tasso di crescita del valore del brand del 32%. Parte del recente successo di Amazon può essere attribuito alla vendita di Kindle e di e-books. Individuando un bisogno del consumatore prima dei competitor e sviluppando velocemente la tecnologia che soddisfa quel bisogno, Amazon è riuscita a creare una nuove fonte di fatturato, che rafforza al tempo stesso il modello di business originario e il valore del brand.
- HTC (3,6 miliardi di dollari, n. 98) entra per la prima volta nella classifica dei Best Global Brands. Recentemente passata dal b2b al b2c, ha accresciuto la propria notorietà sviluppando partnership con brand più consolidati e ha rafforzato la propria digital brand strategy. Fattori che lo rendono un brand da non perdere di vista nell’anno a venire.
I brand nel settore automobilistico tengono duro
Quest’ultimo anno è stato caratterizzato da una crescita dell’industria automobilistica, dovuta soprattutto a un miglioramento dei mercati europei, alla rinascita dell’industria automobilistica statunitense e alla domanda di automobili proveniente dalla Cina.
- Nissan Motor (3,8 miliardi di dollari, n. 90), il secondo più grande produttore giapponese, rientra nella classifica dei Best Global Brands di Interbrand dopo un’assenza di tre anni. Nissan è stata in grado di riavviare la produzione più velocemente dei suoi competitor subito dopo il terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso marzo, dimostrando di saper affrontare un momento difficile sia per l’azienda, sia per l’intero Paese.
- Toyota (27,76 miliardi di dollari) conferma la sua posizione (11) e mantiene il primato fra i brand automobilistici, incrementando il valore del 6%. Sebbene Toyota abbia dovuto affrontare una crisi al tempo stesso endogena (per mancanza di controlli sulla qualità nel 2010) ed esogena (il terremoto in Giappone all’inizio del 2011), l’azienda ha saputo
guardare avanti concentrandosi su sicurezza e qualità, apportando cambiamenti alla struttura di leadership e capitalizzando il proprio impegno a favore dell’ambiente.
I brand di lusso sono in crescita
Tutti i brand nel settore del lusso che compaiono nella classifica di Interbrand sono stati in grado di accrescere il proprio valore. Hanno fatto leva sull’essere icone di status e, allo stesso tempo, hanno coinvolto il consumatore creando esperienze uniche e memorabili.
I brand del lusso si sono rifocalizzati sulla qualità e l’artigianalità, e hanno messo l’accento sulla digital brand strategy, raggiungendo così una crescita significativa di valore economico: Louis Vuitton (23,17 miliardi di $, n. 18) +6%, Gucci (8,76 miliardi di $, n. 39) +5%, Hermès (5,35 miliardi di $, n. 66) +12%, Cartier (4,78 miliardi di $, n. 70) +18% e Burberry (3,73 miliardi di $, n. 95) +20%. La miglior performance è quella di Burberry, ottenuta presidiando il proprio core business e investendo in innovazione digitale ed espansione globale.
Servizi finanziari
In seguito alla crisi economica del 2008, alcuni brand finanziari hanno dovuto continuare a lottare. Brand bancari di origine statunitense, come Goldman Sachs (n. 38), Citi (n. 42) e Morgan Stanley (n. 54), hanno registrato un leggero declino del valore del proprio brand. Alcuni istituti finanziari europei, invece, hanno visto crescere il proprio valore di oltre il 5%
nell’ultimo anno. Allianz (n. 67), Barclays (n.79), sbarcato pochi anni fa in Italia e al centro di un crescente posizionamento nel nostro Paese, il gigante finanziario spagnolo Santander (n. 68) e la svizzera Zurich (n. 94) hanno segnato crescite. Per queste organizzazioni la sfida è quella di riconquistare la fiducia dei propri clienti e ristabilire una solida etica aziendale.
L’Italia è nuovamente rappresentata dal brand del settore lusso
Portabandiera del tricolore sono Gucci (n.39, 8,7 miliardi di $, + 5%), Armani (n.93, 3,79 miliardi di $, + 10%) e Ferrari (n.99, 3,59 miliardi di $, +1). Una presenza, quella dell'Italia, che appare piuttosto limitata, probabilmente per strategie che già in passato non hanno portato il nostro Paese a grandi investimenti internazionali, in innovazione e nello sviluppo.
Il report completo 'The Best Global Brands 2011' è disponibile sui siti interbrand.com e bestglobalbrands.com.
EC
Apple, con una crescita in valore del 58%, entra per la prima volta tra i primi dieci brand in classifica con un valore pari a circa 33,5 miliardi di dollari.
La classifica Best Global Brands viene stilata annualmente da Interbrand e si basa su una metodologia certificata Iso che analizza tre aspetti fondamentali: - la performance economica dei prodotti o servizi che il brand contraddistingue
- il ruolo del brand nel processo di decisione d’acquisto
- la forza del brand nel continuare a generare margini per l’azienda
Best Global Brands 2011: le principali evidenze L’instabilità dei mercati e il clima di incertezza che a
nno caratterizzato il 2011 hanno spinto i brand ad adattarsi a una nuova realtà. I Top 100 Best Global Brands di quest’anno hanno dimostrato, nonostante l’imprevedibilità del panorama economico, di poter essere flessibili, di sapersi evolvere e innovare per andare incontro alle nuove esigenze.
Nel corso dell’anno, i brand tecnologici hanno continuato a essere protagonisti di Best Global Brands. Sette dei dieci top brand (IBM, Microsoft, Google, GE, Intel, Apple and Hewlett- Packard), quattro dei cinque con la migliore performance di crescita (Apple, Amazon.com, Google and Samsung) e uno dei nuovi ingressi nella classifica dei Best Global Brands (HTC, produttore di apparecchi per la telefonia mobile con sede a Taiwan) provengono dall’ambito tecnologico.
Tra le performance più significative si segnalano:
- IBM (69,9 miliardi di dollari, 2° posizione) ha segnato una crescita dell’8%. Questo dato testimonia la crescente rilevanza del branding in ambito b2b. La performance di IBM è anche un indicatore di come le strategie di responsabilità sociale ben definite, quali ad esempio Smarter Planet, possano diventare dei preziosi asset.
- Google consolida la propria posizione al 4° posto con un valore del brand pari a 55,3 miliardi di dollari e una crescita del valore del brand del 27%. Il brand che è stato in grado di far coniare un nuovo verbo (to google) è anche quello che ha scalato la classifica in tempi record: il suo ingresso nella Best Global Brands risale al 2005 con un valore di circa 8,4 miliardi di dollari (n. 38). In sei anni ha conquistato 34 posizioni e aumentato di quasi sette volte il suo valore. Il successo di quest’anno è una conseguenza della capacità di proporre nuovi prodotti, come Chromebook, del forte impatto di Google+ e, infine, della costante attenzione verso temi sociali come la salute pubblica, la povertà e il clima.
Stefano Maruzzi, Country Director Google Italy ha messo in evidenza come i successi di Google , il cui fatturato 2010 è stato di 28 mld di dollari, derivino anche dai grandi investimenti dell'azienda in ricerca e sviluppo e in tecnologie in grado di fornire soluzioni agli utenti, che, da parte loro, manifestano apprezzamenti e fanno ampio uso dei servizi offerti da Google, come ad esempio Google Maps.
- Amazon.com (12,75 miliardi di dollari, n. 26) balza in avanti di dieci posizioni grazie a un tasso di crescita del valore del brand del 32%. Parte del recente successo di Amazon può essere attribuito alla vendita di Kindle e di e-books. Individuando un bisogno del consumatore prima dei competitor e sviluppando velocemente la tecnologia che soddisfa quel bisogno, Amazon è riuscita a creare una nuove fonte di fatturato, che rafforza al tempo stesso il modello di business originario e il valore del brand.
- HTC (3,6 miliardi di dollari, n. 98) entra per la prima volta nella classifica dei Best Global Brands. Recentemente passata dal b2b al b2c, ha accresciuto la propria notorietà sviluppando partnership con brand più consolidati e ha rafforzato la propria digital brand strategy. Fattori che lo rendono un brand da non perdere di vista nell’anno a venire.
I brand nel settore automobilistico tengono duro
Quest’ultimo anno è stato caratterizzato da una crescita dell’industria automobilistica, dovuta soprattutto a un miglioramento dei mercati europei, alla rinascita dell’industria automobilistica statunitense e alla domanda di automobili proveniente dalla Cina.
- Nissan Motor (3,8 miliardi di dollari, n. 90), il secondo più grande produttore giapponese, rientra nella classifica dei Best Global Brands di Interbrand dopo un’assenza di tre anni. Nissan è stata in grado di riavviare la produzione più velocemente dei suoi competitor subito dopo il terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso marzo, dimostrando di saper affrontare un momento difficile sia per l’azienda, sia per l’intero Paese.
- Toyota (27,76 miliardi di dollari) conferma la sua posizione (11) e mantiene il primato fra i brand automobilistici, incrementando il valore del 6%. Sebbene Toyota abbia dovuto affrontare una crisi al tempo stesso endogena (per mancanza di controlli sulla qualità nel 2010) ed esogena (il terremoto in Giappone all’inizio del 2011), l’azienda ha saputo
guardare avanti concentrandosi su sicurezza e qualità, apportando cambiamenti alla struttura di leadership e capitalizzando il proprio impegno a favore dell’ambiente.
I brand di lusso sono in crescita
Tutti i brand nel settore del lusso che compaiono nella classifica di Interbrand sono stati in grado di accrescere il proprio valore. Hanno fatto leva sull’essere icone di status e, allo stesso tempo, hanno coinvolto il consumatore creando esperienze uniche e memorabili.
I brand del lusso si sono rifocalizzati sulla qualità e l’artigianalità, e hanno messo l’accento sulla digital brand strategy, raggiungendo così una crescita significativa di valore economico: Louis Vuitton (23,17 miliardi di $, n. 18) +6%, Gucci (8,76 miliardi di $, n. 39) +5%, Hermès (5,35 miliardi di $, n. 66) +12%, Cartier (4,78 miliardi di $, n. 70) +18% e Burberry (3,73 miliardi di $, n. 95) +20%. La miglior performance è quella di Burberry, ottenuta presidiando il proprio core business e investendo in innovazione digitale ed espansione globale.
Servizi finanziari
In seguito alla crisi economica del 2008, alcuni brand finanziari hanno dovuto continuare a lottare. Brand bancari di origine statunitense, come Goldman Sachs (n. 38), Citi (n. 42) e Morgan Stanley (n. 54), hanno registrato un leggero declino del valore del proprio brand. Alcuni istituti finanziari europei, invece, hanno visto crescere il proprio valore di oltre il 5%
nell’ultimo anno. Allianz (n. 67), Barclays (n.79), sbarcato pochi anni fa in Italia e al centro di un crescente posizionamento nel nostro Paese, il gigante finanziario spagnolo Santander (n. 68) e la svizzera Zurich (n. 94) hanno segnato crescite. Per queste organizzazioni la sfida è quella di riconquistare la fiducia dei propri clienti e ristabilire una solida etica aziendale.
L’Italia è nuovamente rappresentata dal brand del settore lusso
Portabandiera del tricolore sono Gucci (n.39, 8,7 miliardi di $, + 5%), Armani (n.93, 3,79 miliardi di $, + 10%) e Ferrari (n.99, 3,59 miliardi di $, +1). Una presenza, quella dell'Italia, che appare piuttosto limitata, probabilmente per strategie che già in passato non hanno portato il nostro Paese a grandi investimenti internazionali, in innovazione e nello sviluppo.
Il report completo 'The Best Global Brands 2011' è disponibile sui siti interbrand.com e bestglobalbrands.com.
EC

