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Eurisko: la famiglia al centro della vita degli italiani
E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Gfk Eurisko per Famiglia Cristiana e Centromarca, intitolata 'Le famiglie italiane e la crisi: valori, consumi e progetti". Interesanti gli interventi delle aziende alla tavola rotonda, come Geox, P&G, Granarolo, Parmacotto.
Anche se cambia forme, funzioni, dinamiche di ruolo, la famiglia per gli Italiani resta centrale come valore fondativo e come ideale di tipo civico: valore cioè tutt’altro che “corporativo” e stretto in difesa del proprio particolare ma coerente a forme d’impegno, etica, partecipazione sociale. E' quanto è emerso con forza dall'indagine ' Le famiglie italiane e la crisi: valori, consumi e progetti', realizzata da Eurisko per Famiglia Cristiana e Centromarca, presenteta oggi a Milano presso la sede dei Periodici san Paolo "E' un momento di crisi di prospettive del nostro Paese - ha esordito Don Sciortino, direttore del settimanale Famiglia Cristiana-. Manca una poltica famigliare, la disoccupazione è altissima, il Paese è vecchio, la natalità molto bassa. Da noi i figli sono considerati un fattore di povertà. Bisogna invece che la classe politica capisca che la famiglia è la ricchezza del Paese, e che agisca concretamente in questo senso, cominciando con un fisco più equo per le famiglie". Il convegno fa parte di una serie di iniziative che il settimanale dei Paolini ha messo in campo per il suo 80° compleanno. Fra le prossime iniziative: la versione iPad di tutte le riviste dle gruppo e, a novembre, un numero speciale con oltre 1 milione di copie. "'Rilanciamo la famiglia Italia' è il nostro slogan per queste iniziative: la famiglia e il Paese, le due cose che ci stanno a cuore".
La famiglia ancora al centro, nonostante tutto
Dalla ricerca (in allegato il documento), illustrata dal presidente onorario di Gfk Eurisko Giuseppe Minoia, sono emersi numerosi spunti interessanti. Per 81 famiglie su cento in Italia non si stanno gettando le basi per il futuro. Per 69 su cento nel Paese "manca una visione condivisa sulle cose da fare". Per 52 su cento da noi "si vive peggio rispetto agli altri Paesi europei". “La crisi è ormai percepita non come evento passeggero, ma come un dato strutturale e le aspettative per il futuro sono decrescenti”, ha sottolineato Minoia. In positivo l'indagine dice che la famiglia tiene come istituzione di riferimento all'interno del Paese, conferma la propria centralità indiscussa e una salda vocazione civica, tutt'altro che corporativa o particolaristica. E' un contenitore di valori etici e simbolici. Svolge una funzione fondamentale quale serbatoio di risorse economiche e finanziarie per costruire il futuro di figli e nipoti e costituisce un elemento di sostegno sociale determinante che spesso si fa carico di supplire delle carenze delle agenzie politiche e sociali.
Sul piano dei consumi, elaborando valori e scelte d'acquisto sempre più ragionate, innovative ed intelligenti, la famiglia italiana si conferma un interlocutore fondamentale per l'industria di marca. Dall'analisi emerge una riaffermazione proprio dei valori tipici delle grandi marche che, nonostante la congiuntura negativa, mantengono la loro attrattiva e il loro valore segnaletico a discapito dei prodotti anonimi. La fedeltà alla marca preferita resta alta: non a caso calano sensibilmente le persone che si riconoscono nell'affermazione “una marca vale l'altra” quando si parla di qualità, valore, sicurezza. In un contesto di riduzione del potere d'acquisto dei salari, inevitabilmente, cresce l'attenzione delle famiglie per il prezzo e quindi l'attenzione per il prodotto di marca venduto in promozione.
“La crisi e la perdita del potere d'acquisto non pregiudicano il rapporto dei consumatori con le grandi marche”, conferma Minoia, “ma ne riconfigurano le modalità di accesso”. Non a caso i brand industriali generano il 70 per cento dei consumi: è il dato più alto registrato nei Paesi europei.
“Nel contesto di riscoperta e riaffermazione dei valori descritti nell'indagine di Gfk Eurisko”, rileva Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, “trova spiegazione la tenuta della Marca, anche in una fase di grave difficoltà economica delle famiglie che avrebbe potuto far temere un suo declino. E' proprio nell'insieme dei suoi valori, non solo merceologici o mercatistici, ma anche di responsabilità e di rigore nel senso più ampio, che la marca trova forza. In sintesi, nella sua "reputazione" ”.
La tavola rotonda
A confrontarsi sul tema numerosi rappresentanti di azienda. Fra questi Sami Kahale, presidente e amministratore delegato Procter & Gamble Italia (a destra), che ha parlato della ricetta di P&G anticrisi. "Sono due le strade che percorriamo: la prima è quella del portare vero valore alle famiglie. Un esempio è il Dash Monodosi, che va a evitare gli sprechi di detersivo, oppure la continua ricerca di materie prime alternative. La seconda strada che stiamo battendo già da un po' di tempo è quella della diversificazione dei prezzi: nella stessa fascia di prodotto offriamo range diversi, adatti a tutte le possibilità economiche".L'innovazione e i giovani sono stati al centro dell'intervento di Mario Moretti Polegato, presidente Geox, che ha dichiarato: "L'Italia deve investire sui giovani - ha dichiarato fermamente -. Soprattutto, in un Paese come l'Italia un cui c'è molta creatività, si deve insegnare a gestire le idee concretamente: con brevetti e con sperimentazione".
"La scommessa è intercettare l'esigenza di qualità e di servizio con il prodotto - ha commentato Gianpiero Calzolari, presidente Granarolo -. Noi puntiamo a fare conoscere la provenienza del nostro prodotto: per questo nella nostra comunicazione al centro c'è la filiera, che sta dietro i prodotti Granarolo".
"Per noi è importante fare conoscere la qualità del made in Italy nel mondo - ha aggiunto Marco Rosi, presidente Parmacotto -. Per questo stiamo aprendo dei punti Parmacotto in giro per il mondo, salumeria e ristorante insieme: ne abbiamo uno a Parma, uno a Parigi, uno a Manhattan e ne apriremo uno a Madison Avenue, a New York".
Tutte, queste, voci di esperienze diverse, accomunate però dall'essere tutte orientate al consumatore alle famiglie in tempi di crisi.
Ilaria Myr

