Marketing
Social media: un utile sostegno per i temporary
Sono sempre più presenti nella vita quotidiana di tutti: i social media, non è una novità, sono ormai diventati lo specchio virtuale della realtà offline. E ciò vale sia per i singoli individui, che per le aziende, che utilizzano sempre di più questa leva nelle proprie strategie di comunicazione, in un'ottica di integrazione fra online e offline. E anche per il fenomeno temporary essi si rivelano uno strumento efficace. E' quanto è emerso oggi al workshop 'Social media e temporary', che si è svolto nel quadro di Temporary World, la due giorni organizzata da Assotemporary dedicata a questo fenomeno dilagante. "La relazione online che si instaura con i social media permette di seguire la dislocazione geografica dei temporary shop - ha spiegato Alberto Antonello, community manager dell'agenzia K for media e relatore dell'intervento -. Ma può anche essere di grande aiuto ai temporary office, cioè i business centre, che possono farsi conoscere attraverso questo strumento".
In un lungo e ricco excursus sul ruolo centrale dei social media oggi, Antonello ha sottolineato come i social network, con Facebook in prima linea, siano oggi sempre di più anche uno strumento di marketing. "Il vantaggio indiscusso è che l'informazione viene veicolata in maniera molto targettizzata, non 'sparando nel mucchio', ma, al contrario, distribuita solo alle persone di cui, dai dati inseriti nel social network, si evince che possono essere interessati", ha continuato Antonello. Proprio in quest'ottica, va vista la crescente trasformazione dei principali social network in ambienti sempre più profilati. Con gli Ashtag di Twitter, ad esempio, si può entrare solo nelle conversazioni che interessano. Ma anche il cambiamento delle preferenze di Facebook, che dal 2012 diventeranno più dettagliate (non solo 'Mi piace', 'Non mi piace', dunque) è esemplificativo di questa fondamentale targettizazione. E c'è da vedere cosa accadrà con Google Plus, il nuovo social network lanciato tre mesi fa da Google.
I.M

