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Sanremo 70+1 chiude con una raccolta record di 38 milioni e ascolti positivi sui target giovani. Sinisi (Initiative): "Il Festival rimane il nostro Super Bowl e si è confermato un’opportunità importante per gli investitori"

Un milione di raccolta in più rispetto all'edizione 2020, un progressivo di 29,8 milioni di interazioni nelle cinque serate, in crescita del 37% rispetto al 2020, con grandi riscontri anche su Rai Play e una share del 53,5% nella finale. Questi i numeri della kermesse condotta da Amadeus e Fiorello che si è conclusa sabato. A seguire le analisi di Mediabrands in esclusiva per ADVexpress.

Il Festival di Sanremo 70+1 chiude con una raccolta record di 38 milioni di euro, 1 milione in più della scorsa edizione, con Tim ancora sponsor unico, con dati positivi nella fruizione da parte dei target più giovani e con un boom di interazioni sui social e sulle piattaforme digitali, nonostante un format che ha dovuto svolgersi a porte chiuse, senza pubblico, per le misure restrittive contro il coronavirus.

Fabrizio Salini, AD Rai

 "Con questo Festival la Rai ha dimostrato di essere una vera media company di servizio pubblico" ha dichiarato l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini in conferenza stampa, riferendosi al maggior utilizzo delle altre piattaforme per la visione, soprattutto dai più giovani. "Le nostre piattaforme si sono integrate, anche fisicamente, con Radio2 entrata all’Ariston, con la contaminazione dei linguaggi. I ragazzi sono stati una grande scommessa vinta: non era una scelta facile, sulla nostra rete ammiraglia, costruire un universo che ha accolto una generazione che ha portato sul palco energia, sentimenti, emozioni che è difficile far incontrare nel nostro lavoro quotidiano".

Gian Paolo Tagliavia, AD Rai Pubblicità

 Gian Paolo Tagliavia, l’amministratore delegato di Rai Pubblicità commentando la raccolta pubblicitaria, ha osservato come si tratti di "un dato per nulla atteso alla vigilia, vista l’assenza di eventi in esterna. Il mercato ha scommesso sul progetto e su Rai1. Dicevo di essere ottimista, ma non immaginavo di raccogliere più dell'anno scorso Il mercato ha apprezzato la volontà di esserci, ci ha creduto. Siamo contenti".

Il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, parlando dei costi, senza entrare nel dettaglio, ha indicato un risparmio del 5% rispetto all’edizione dell'anno scorso, costata 18 milioni. 

Veniamo ai risultati d'ascolto e alle analisi elaborate in esclusiva per ADVexpress da Mediabrands.

La kermesse di Sanremo che verrà ricordata sicuramente come un’edizione unica, non solo per le restrizioni causate dalla pandemia (assenza del pubblico in platea e di ospiti internazionali), ma anche perché ha avuto il forte contributo di una generazione nuova che ha segnato uno strappo fortissimo con il passato. La maggior parte dei Big infatti, sfuggono alla grande industria discografica, crescono nei nuovi media, e segnano una profonda distanza dalle generazioni precedenti. La rivoluzione si è totalmente compiuta con i risultati della Finale: i Maneskin, una band di giovanissimi con un brano rock “potente e
sfacciato” hanno conquistano il podio. Fedez e Francesca Michielin al secondo posto ed Ermal Meta chiude al terzo. E non basta: Willie Peyote vince il premio della Sala Stampa, Colapesce e Dimartino quello della Sala Radio e Tv. Per il miglior testo vince la
giovanissima Madame mentre il premio per la miglior composizione musicale viene assegnato ad Ermal Meta.

Co-conduttrici delle ultime due serate sono state, per la quarta serata di venerdì, Barbara Palombelli, giornalista diventata da qualche anno volto televisivo di Mediaset mentre per la
Finale di sabato Amadeus si è avvalso di un trio: Serena Rossi (reduce dal successo della serie tv «Mina Settembre»), l’attrice Tecla Insolia (che sarà protagonista del biopic “La bambina che non voleva cantare” dedicata a Nada) e la giornalista Giovanna Botteri. Con loro avrebbe dovuto esserci anche Simona Ventura, che però ha dato forfait all’ultimo momento a causa della sopraggiunta positività al Covid.
Nella serata di venerdì 5 marzo è stato premiato il vincitore delle Nuove proposte: Gaudiano con il brano “Polvere da sparo” - dedicato al padre scomparso –ha avuto la meglio sugli altri tre finalisti.

Tantissimi gli ospiti delle due serate. Sicuramente nella semifinale verranno ricordati il duetto di Alessandra Amoroso ed Emma (che secondo i social avrebbero vinto la gara) e il siparietto di Amadeus e Fiorello nei panni di Sabrina Salerno e Joe Squillo nella canzone – manifesto “Siamo donne”. Nella serata della finale Ornella Vanoni, ha portato sul palco dell’Ariston il nuovo singolo, insieme a Francesco Gabbani, dopo aver intonato un medley dei suoi successi. La coppia di sportivi Alberto Tomba e Federica Pellegrini sono poi intervenuti per il lancio di Milano Cortina 2026 con la presentazione delle proposte per i loghi dei Giochi Invernali che potranno essere votati sul sito ufficiale e su App dai telespettatori per due settimane (fino al 21 marzo). Ma nella finale ha stupito tutti anche Ibrahimovic. Il calciatore svedese si è presentato in una nuova veste, quella dell’uomo grato alla nostra nazione, protagonista di un emozionante monologo, nel quale ha espresso parole di riflessione sui successi e i fallimenti che possono riguardare la vita di ognuno – anche di un grande calciatore che nella sua carriera ha vinto quasi tutto.

Su target Individui, la serata del venerdì ha registrato un ascolto di 8,0 milioni (share del 44,7%) in calo del 15,6 % rispetto all’omologa puntata dello scorso anno (7 Febbraio 2020). Nello specifico la prima parte ha sintonizzato una platea di 11,1 milioni (share del 43,3%) mentre la seconda circa 5,0 milioni con una share del 48,2%. La finale ha catturato 10,7 milioni pari ad una share del 53,5%: non più una variazione negativa a doppia cifra, ma un più contenuto - 6,5% (calcolato fino alle h. 25.59 anche se la kermesse ha proseguito per altri 40’ circa). La prima parte è stata seguita da 13,2 milioni (share del 49,9%) mentre la parte conclusiva da 7,7 milioni con share del 62,5%. Si confermano per questa edizione gli ascolti positivi sui target più giovani. Le cinque serate sui 15-24 hanno segnato un + 14,1% (vs. edizione 2020) così come i 18-34 sono cresciuti del +3,9%. La “maledizione” dell’edizione bis/ter, a partire dal 2015 con Carlo Conti, sembra aver risparmiato dunque il target Giovani 18-34.

Come controprogrammazione, nella serata di venerdì sono rimasti “fedeli” al palinsesto classico solo Rete 4 con “Quarto Grado – Le storie” e La7 con “Propaganda Live”. Nove ha deciso di mandare il “best of” di “Fratelli di Crozza”. Nella serata della Finale il vero competitor è stata la Serie A con la partita su Dazn 1 di Juventus – Lazio che ha catturato circa 960 mila individui con il 3,4% di quota share. Canale 5 ha deciso di rimandare la finale di “C’è posta per te” a sabato prossimo, sostituendola con un movie.

Secondo i dati pubblicati da Rai, il numero di interazioni, progressivo delle cinque serate, è stato di ben 29,8 milioni in crescita del 37% rispetto al 2020. Per Rai Play, i live streaming totali sono stati 4,1 milioni (+12% vs a.p) mentre per il VOD (incluso Youtube) 38,6 milioni (+29,0% vs solo RaiPlay).

Interpellato su un’eventuale Ama ter, il conduttore ha fatto sapere che “Se un giorno la Rai vorrà ancora affidarci il festival, magari prima dei 70 anni, sarà una grandissima gioia. Ma il terzo di seguito non ci sarà. Sanremo per me è un evento, parte da un'idea e poi si realizza, non può essere routine”

Andrea Sinisi, Initiative

 Andrea Sinisi, Managing Director di Initiative, commenta: “Nonostante i dati di audience in calo, è difficile muovere appunti alla macchina organizzativa che ha operato in un contesto particolarmente difficile sia sotto il profilo del contest canoro che sotto il profilo della programmazione televisiva, più forte nella controprogrammazione rispetto al tradizionale periodo di inizio Febbraio. Il Festival rimane il nostro Super Bowl e si è confermato un’opportunità importante per gli investitori, che di fatto non sono mancati. Molto interessante su questo fronte la forte presenza di player OTT, sempre più protagonisti nei break del Festival, ma soprattutto sempre più artefici di un profondo cambiamento culturale nella fruizione dei contenuti audiovisivi che, in questo periodo di pandemia, ha subito una forte accelerazione digitale. Proprio sui temi dell’innovazione tecnologica e digitale credo invece, si possa parlare di mancata opportunità. Quest’anno vi erano i presupposti per imprimere al Festival una traiettoria nuova, innovativa e volta al futuro, introducendo molta più tecnologia nella gestione e conduzione delle serate e delle esibizioni, spingendo sull’interattività e sfruttando in maniera più organica il grande seguito che il Festival registra oggi sui social grazie al successo sui segmenti Millennials e GenZ. Mi è un po’ mancata questa parte, ma si sa… visto da fuori e con il senno di poi è tutto molto più semplice!”

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